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Politica | 31 luglio 2019, 17:34

C’è anche un dentista 62enne di Paesana negli incontri tra Lega e Marocco dai quali potrebbero nascere nuovi guai per Gianluca Savoini

Lo rivela “Il Fatto Quotidiano” di Marco Travaglio. I fatti risalgono al 2015. Salvini e Savoini si recano alla corte di Re Mohammed VI. Presente anche il paesanese Claudio Giordanengo. Da qui si apre una trattativa per presentare alle autorità marocchine una lista di “aziende italiane da segnalare per futuri appalti”. Ma dopo pochi mesi qualcuno brucia sul tempo il Carroccio, e da Parigi, Savoini rientra in patria con un “premio di consolazione” di 150mila euro

L'incontro degli esponenti Lega alla corte del Re Mohammed VI. Cerchiato di rosso, il paesanese Claudio Giordanengo (Foto tratta dal profilo Facebook dell'associazione Lombardia Russia)

L'incontro degli esponenti Lega alla corte del Re Mohammed VI. Cerchiato di rosso, il paesanese Claudio Giordanengo (Foto tratta dal profilo Facebook dell'associazione Lombardia Russia)

C’è anche Claudio Giordanengo, dentista paesanese 62enne, tra i “protagonisti”, forse suo malgrado, di una vicenda – pubblicata quest’oggi da “Il fatto quotidiano” – che vede ancora una volta al centro della scena Gianluca Savoini, l’ex portavoce uomo fidato del vicepremier Matteo Salvini, già alle prese con un’indagine per corruzione internazionale nell’ambito di quello che è già stato definito il “Russiagate” in salsa italiana.

Il “Fatto” riporta di alcuni incontri tra membri di spicco del Carroccio, tra cui anche gli stessi Salvini e Savoini, e l’entourage di Mohammed VI, re del Marocco, alla presenza di magnati locali e di ministri importanti, come quello all’Immigrazione ed ai Lavori Pubblici.

Correva l’anno 2015.

Seduto al tavolo, in terra marocchina, anche Giordanengo, che compare in alcune foto proprio di fianco a Salvini, insieme alle autorità del Marocco. Il dentista paesanese, da sempre vicino a Mario Borghezio, ai microfoni del “Fatto”, conferma di aver organizzato in prima persona quell’incontro.

All’epoca dei fatti il suo ruolo pareva essere quello del “Responsabile esteri della Lega”.

Abbiamo incontrato ministri con due lauree prese negli Usa, Salvini non sapeva neanche parlare francese. I marocchini sembravamo noi. – ha raccontato ai colleghi del quotidiano diretto da Marco Travaglio - L’iniziativa era nata con un intento provocatorio: la Lega che va a parlare di immigrati in Marocco”.

In quegli anni (non che oggi le cose siano cambiate di molto) l’immigrazione era un tema scottante.

Dopo la visita in Marocco, la carta stampata saluzzese aveva riportato la presenza di Giordanengo ai tavoli dell’incontro, ponendola proprio nei termini con i quali il dentista si è espresso al “Fatto”.

Insieme a lui, anche figure non appartenenti al Carroccio: “Massimo Gerbi, figlio dell’ex patron del Torino calcio Mario Gerbi – riporta “Il Fatto” – e Kamal Raihane, ex agente di leve calcistiche del Maghreb che in quel periodo faceva sfoggio di foto con Salvini”.

Proprio quest’ultimo avrebbe a suo tempo rivelato che nell’incontro si sarebbe parlato “di politica e non solo”.

Da questo incontro, però, sempre stando a quanto pubblicato dal quotidiano di caratura nazionale, potrebbe aprirsi una vicenda che gli autori dell’articolo, Luigi Franco e Thomas Mackinson, collegano addirittura al “Russiagate”.

Diretta conseguenza potrebbe essere un secondo incontro, questa volta avvenuto all’hotel “Le Méridien” di Parigi, non lontano dall’Arco di Trionfo, dove Mohamed Khabbachi, “ex direttore generale dell’agenzia di stampa nazionale Map, emissario del re per le attività di lobby su scala europea, Italia compresa” avrebbe passato nelle mani direttamente di Savoini un plico da 150mila euro in contanti.

L’articolo riporta che l’incontro parigino avrebbe dovuto avere un obiettivo preciso: “definire una lista di aziende italiane da segnalare per futuri appalti in Marocco e garantire una copertura di stampa favorevole al governo di Rabat”.

Incalzato dai giornalisti de “Il Fatto Quotidiano”, Giordanengo ammette che nell’incontro di pochi mesi prima, alla corte del Re Mohammed, “C’era un interesse parallelo, credo legittimo, di unire alla missione politica anche la presentazione di aziende interessate a operare in Marocco” ma rinnega suoi coinvolgimenti di natura economica: “Se poi ci sono stati altri personaggi che hanno stabilito rapporti economici non lo so”.

Nell’incontro all’hotel “Le Méridien” le cose non sarebbero però andate come da copione. Prim’ancora che gli esponenti leghisti la producessero, sul tavolo delle autorità marocchine erano già presenti “i dossier delle imprese italiane”. Qualcuno li ha bruciati sul tempo, mandando all’aria settimane di rapporti di intermediazione internazionale. “Il Fatto Quotidiano” definisce il plico da 150mila euro “il premio di consolazione” per la trattativa saltata.

“Il Fatto” si chiede poi se l’incontro a Parigi tra Savoini e Khabbachi sia da attribuirsi ad un affare privato o per conto della Lega. Savoini non rilascia dichiarazioni, Khabbachi smentisce.

Un fatto che potrebbe, nei prossimi giorni, rivelare nuovi colpi di scena (la notizia in queste ore è stata ripresa dai principali quotidiani nazionali), e che abbiamo riportato unicamente per via della presenza del medico dentista paesanese, tornato sulle pagine dei giornali dopo esser stato al centro di una vicenda che aveva animato la campagna elettorale di Saluzzo nel mese di maggio.

In quelle settimane Giordanengo – candidato al Consiglio comunale della Città – aveva infatti distribuito santini elettorali, con sopra riportato l’annuncio di visite dentistiche gratuite in occasione del “Mese della prevenzione”.

Il caso, oltre che venir duramente condannato dalla coalizione avversaria di Centrosinistra, era stato stigmatizzato anche dai vertici locali della Lega e dalla candidata a sindaco Alessandra Piano.

Nicolò Bertola

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