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Attualità | 02 agosto 2019, 15:30

Val Maira, si presentano gli affreschi restaurati della cappella di San Salvatore a Macra

La chiesa potrà essere visitata grazie ad una app scaricabile sul telefonino. Parte del ciclo pittorico coevo alla chiesa risale al XII secolo. Arte sacra da riscoprire con le nuove tecnologie e il volontariato culturale

Affreschi della Cappella di San Salvatore

Affreschi della Cappella di San Salvatore

 

Domenica 4 agosto alle 16.si terrà in val Maira, a Macra,  la presentazione dei restauri della Cappella di San Salvatore. Nell’occasione  ed in relazione alla stessa verrà lanciata la app “Chiese a porte aperte”.

La cappella è stata scelta tra 11 chiese del Piemonte per sperimentare questa nuova applicazione che permette a chiunque e, in qualsiasi occasione, di visitare la chiesa, supportato dal racconto audio che spiega l’apparato decorativo e la storia della costruzione. Fuori dalle chiese un cartello informativo darà indicazione per scaricare l’app.

La  fondazione  della  Cappella di San Salvatore si deve Prevostura di Oulx, tra il 1120 ed il 1148, lasso cronologico all’interno del quale pare di poter situare i celeberrimi affreschi romanici dedicati alle Storie dell'Antico e del Nuovo Testamento presenti sulle pareti laterali interne della navata, in prossimità dell’ abside, con episodi della Leggenda del Conte Enrico di Sassonia e San Lorenzo,secondo l' ipotesi del professor Marco Piccat.

Una ulteriore e significativa campagna di decorazione pittorica interna è quella che vide, intorno alla metà del XV secolo, la realizzazione, nella zona absidale, del ciclo dedicato alla teoria dei dodici Apostoli, con Cristo in mandorla e quattro Evangelisti nella calotta, secondo dati di stile che rimanderebbero all’ attività di un pittore affine al così detto Maestro del Laietto, attivo in Valle di Susa, a rammentarci ancora una volta i legami con la Prevostura di San Lorenzo a Oulx.

Tra gli ultimi orientamenti della critica si impone la lettura stilistica fornita da Massimo Bartoletti che assegna gli affreschi di Quattrocento al non altrimenti noto - e jaqueriano – “Maestro di San Salvatore a Macra”, forse ancora nel secondo quarto del secolo.

Il restauro dell’importante  palinsesto di affreschi interni, con la revisione degli aspetti strutturali la pulitura, il consolidamento e il restauro pittorico delle superfici affrescate  sono state portate a termine su progetto e direzione lavori degli architetti  Marialuce e Carlo Amedeo Reyneri di Lagnasco . Sono stati finanziati  dalle  Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino e  Cassa di Risparmio di Cuneo, dalla Parrocchia di San Marcellino e Maria Vergine Assunta di Macra, dalla Conferenza Episcopale Italiana,  fondi 8x1000 Diocesi di Saluzzo. Il progetto Chiese a porte aperte, ideato dalla Consulta Beni Culturali della Regione Ecclesiastica Piemonte e Valle d’Aosta e dalla Fondazione CRT, è realizzato con il sostegno della Regione Piemonte e delle Comunità locali, attraverso le Parrocchie ed i Comuni.

Domenica  alla messa celebrata dal parroco don Giuseppe Dalmasso seguiranno i saluti delle autorità e gli interventi dell’architetto  Stefania Manassero (Sabap-Alat Cn ), con gli architetti. Marialuce e Carlo Amedeo Reyneri di Lagnasco e la ditta di restauri Gerso. L’intervento del dottor Roberto Canu (Consulta Regione Ecclesiastica Piemonte e Valle d’Aosta) chiuderà il pomeriggio di festeggiamento.

Nelle date del 4, 11 e 15 agosto inoltre,  grazie alla collaborazione dei Volontari per l’Arte delle Diocesi di Fossano e Saluzzo e della Parrocchia di San Giovanni Battista di Stroppo, è garantita l’apertura con accoglienza dell’antica parrocchiale di San Peyre di Stroppo: domenica 4 agosto dalle 10 alle 13 domenica 11 e giovedì 15 dalle 15 alle 18.

L’ edificio è intitolato ai Santi Pietro e Paolo e la struttura si presenta come la stratificazione di più fasi di edificazione, la più antica delle quali si ritiene risalente al periodo romanico. Ricchissimo è il palinsesto di pitture murali che caratterizzano gli interni, in parte attribuite dubitativamente ad Antonio Pocapaglia e alla sua bottega, e che ne fanno uno dei beni faro della Valle Maira.  

 

vb

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