/ Viabilità

Viabilità | 06 agosto 2019, 09:50

La Regione si impegna a sbloccare la variante di Demonte, Cirio: “Prima viene la vita delle persone e poi la salute delle pietre" (FOTO E VIDEO)

Lunedì 5 agosto visita del Governatore del Piemonte nel paese della valle Stura. Prima l'incontro in Comune e poi il sopralluogo sulle aree interessate dall’intervento. Si prospetta un parere negativo del MiBAC che bloccherebbe la realizzazione della variante. Cirio: “In agosto cercheremo di fare un incontro romano. Se arriva il parere negativo faremo ricorso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri"

La Regione si impegna a sbloccare la variante di Demonte, Cirio: “Prima viene la vita delle persone e poi la salute delle pietre" (FOTO E VIDEO)

 

“Prima viene la vita delle persone e poi la salute delle pietre. La variante di Demonte deve essere sbloccata. Il comune non è da solo. Noi ce la metteremo tutta”. È la promessa del Governatore Alberto Cirio, ieri in sopralluogo sulle aree interessate dall’intervento. Una giornata tutta cuneese per il presidente della Regione che nel primo pomeriggio ha visitato la valle Po.

A guidare il sopralluogo a Demonte il sindaco Francesco Arata, dopo un incontro in comune a cui hanno partecipato numerosi amministratori e anche funzionari Anas.

Insieme a Cirio erano presenti il vice presidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso, il vicepresidente dell'ufficio di presidenza Francesco Graglia, e i consiglieri Paolo Demarchi e Matteo Gagliasso. “Siamo in gran rappresentanza perché la sfida è complessa ed occorre essere in tanti”, ha ribadito Cirio.

Presenti tra il pubblico anche le parlamentari Monica Ciaburro e Chiara Gribaudo, ma anche gli ex sindaci di Demonte Laura Porracchia e Mauro Bertoldi. E poi tanti cittadini stanchi del continuo passaggio di camion.

“Il comune è unito e chiede che il problema venga risolto. Parliamo di 330 camion all'andata e 330 al ritorno, per un totale di quasi 700 mezzi pesanti al giorno che passano nel centro abitato di Demonte. La situazione peggiorata con la presenza dello stabilimento Acqua Sant'Anna. Demonte non può andare avanti così. Vive una situazione di grande sofferenza. Il rischio è far morire un paese - ha esordito il sindaco Arata -. Chiediamo un impegno affinché questo progetto vada a termine. Vogliamo vedere mettere la parola fine alla questione variante”

“Le cose si capiscono andando sul posto – ha risposto Cirio -. Insieme, noi vogliamo non far sentire soli i nostri sindaci. Cercheremo di far parlare i ministeri affinchè questa opera venga realizzata”.

A spiegare l'iter del progetto variante e degli ostacoli incontrati sul percorso è stato l'architetto Giovanni Magarò, responsabile dell'architettura nella sezione Progettazione dell'Anas.

Siamo al quinto progetto, quello che prevede il passaggio sotto la collina del Podio, 70 metri sotto i resti di un antico forte d'età napoleonica. Qui arriva l'inghippo. Perchè, se è vero che ci sono i finanziamenti ed è stato approvato il progetto definitivo dell'opera, si prospetta un parere negativo del MiBAC per motivi paesaggistici.

Inoltre anche il parere positivo del Ministero dell'Ambiente è vincolato a un passaggio in Commissione Europea, in quanto l'intervento interesserebbe parte dell'area della “Rete Natura 2000” (una rete di siti di interesse comunitario, e di zone di protezione speciale creata dall'Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell'Unione europea).

“Il passaggio a Bruxelles mi preoccupa meno – ha risposto Cirio -. L'ostacolo più grande arriva dal MiBAC”.

Il parere negativo del Ministero per i beni e le attività culturali è nell'aria. Questo andrebbe a bloccare la Conferenza dei Servizi impedendo la pubblicazione del bando di gara per il successivo affidamento dei lavori. Dunque a fermare la variante.

“In agosto cercheremo di fare un incontro romano – ha dichiarato Cirio -. Il primo passo è questo. Abbiamo poche speranze ma noi ci proviamo. Se arriva il parere negativo faremo ricorso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il tramite del Provveditore alle opere pubbliche del Piemonte. È una strada già percorsa in passato, per altre opere, come confermato da Anas. Noi non ci rassegnamo – conclude Cirio -. Vi garantisco che risolveremo questo problema ma serviva avere il quadro tecnico. Affrontiamolo con lucidità e caparbietà”.

“Il ricorso alla Presidenza del Consiglio è cosa fattibile – conferma l'architetto dell'Anas Magarò -. Servirebbe a superare il dissenso tra le parti. Del resto il diritto costituzionale tutelato è quello del paesaggio che però cozza con il diritto alla salute che andrebbe invece tutelato con la realizzazione della variante. In questo modo si potrebbero ponderare le diverse istanze”.

A rimarcare la situazione emergenziale è stata la parlamentare PD Chiara Gribaudo: “Qui c'è un tema di emergenza e di salute. Non tutte le opere pubbliche sono uguali. Aggiungo inoltre che nel decreto 'Sblocca cantieri' questa opera è stata rinviata a fine 2020. Ho già fatta interrogazione in proposito, senza avere risposta”.

Richiama invece a fare squadra la parlamentare FdI Monica Ciaburro: “Occorre guardare il problema nella totalità, considerando nella progettazione anche Aisone e Vinadio. Serve una visione di Valle che vada fino ad un colle internazionale. Uniamoci tutti per giocare d'anticipo”.

cristina mazzariello

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium