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Economia | 07 agosto 2019, 08:45

Le criptovalute nel nostro attuale sistema monetario

Come le criptovalute potrebbero inserirsi nella nostra vita quotidiana e come potrebbero cambiare il nostro concetto di economia

Le criptovalute nel nostro attuale sistema monetario

Quella delle criptovalute è sicuramente una storia recentissima. Sebbene il calo di quasi due anni fa abbia spostato l’attenzione dei grandi riflettori e degli speculatori dal fenomeno, il business ha ancora una capitalizzazione di mercato di oltre 250 miliardi di dollari ed è difficile ipotizzare un altro crollo a breve.

Ad oggi, risulta anche difficile ipotizzare un’adozione di massa delle criptovalute, ma se c’è un settore che ha abituato il mondo a delle sorprese è sicuramente questo ed è bene capire cosa prospetterebbe un futuro del genere, quali sarebbe i pro e i contro rispetto al sistema attuale e tirare le somme di un’eventuale convenienza dell’adozione.

Per fare ciò bisogna in primis capire quali sono le differenze sostanziali tra criptovalute e quelle che in gergo anglosassone sono definite fiat currencies ovvero le nostre monete nazionali.

Il valore delle monete

Gli anni del gold standard sono ormai finiti da un po’. Il valore delle valute nazionali si è completamente slegato dalle riserve auree dei governi a favore di un valore definito sulla regola base economica dell’incontro tra domanda e offerta. In poche parole: una moneta vale quanto le persone pensano che essa valga. Questa è sicuramente una grande similitudine tra le monete a corso legale e le criptovalute. Entrambe, infatti, sono influenzate da determinati fattori economici che vanno a regolare le loro quotazioni, ma soprattutto dal valore che gli utilizzatori vi riconoscono. La grande differenza, che separa in maniera netta l’economia cripto da quella standard, è come e chi emette moneta.

Nell’economia tradizionale i governi e le banche decidono quanta moneta stampare, la quantità che viene stampata va a intaccare i meccanismi di inflazione e dunque il valore della stessa. Banalmente, stampare troppa moneta fa sì che i prezzi dei prodotti salgano (e che di conseguenza la moneta si svaluti), stamparne troppe poche può creare problemi di liquidità, come ci ha insegnato la recente crisi Argentina.

Nel mondo delle criptovalute, non esiste un’istituzione centrale che stampi moneta o regoli la sua emissione basandosi sui fenomeni politico-economici. L’emissione è dettata da un algoritmo che emette un numero predefinito di monete in cicli periodici fino a un certo valore. E qui troviamo la più grande differenza tra fiat e cripto.

Le criptovalute fondano il loro valore sul concetto di risorsa scarsa. Prendiamo come esempio Bitcoin, la prima criptovaluta di sempre nonché detentrice di più della metà della quota totale di mercato. Al momento, il numero di Bitcoin in circolazione è di circa 18 milioni. Secondo il modello di emissione intrinseco all’algoritmo ne saranno emessi ancora fino all’anno 2140. In quest’anno, il numero totale di Bitcoin in circolazione sarà di 21 milioni, la soglia massima prevista dall’applicazione e i così detti miner non riceveranno più ricompense per il loro lavoro direttamente dal sistema. Essi continueranno tuttavia a ricevere ricompense dalle commissioni, generando idealmente una corsa al ribasso garantendo l’economicità del sistema.

L’esempio di Bitcoin vale per tutte le alternative in circolazione: il valore delle criptovalute non è soggetto a inflazione.

Dove sono i soldi?

Dacci oggi il nostro debito quotidiano” recita Marco Bersani, questo perché il sistema economico su cui si basano le nostre vite è un sistema di debito. Non abbiamo veramente i soldi che lasciamo in banca, il bilancio che vediamo non è altro che una garanzia che la banca si impegnerà a onorare i suoi debiti nei nostri confronti. Il modus operandi delle istituzioni finanziarie attuali è stato sicuramente uno dei catalizzatori della crisi economica mondiale degli ultimi anni. Noi non possediamo i nostri i soldi, almeno fin quando non li ritiriamo sotto forma di contanti. L’economia digitale, tuttavia, ricopre gran parte delle nostre spese e retribuzioni e vista per ciò che è, ovvero un meccanismo di debito, può sembrare spaventosa. Si affidano i propri risparmi a un ente il quale ci si auspica possa ripagarci quando dovessimo volerlo.

Dove sono, invece, le criptovalute? Nel portafoglio criptovalute? No.

Quando si diventa possessori di un indirizzo Bitcoin, si conserva nel portafogli solamente la chiave privata del proprio portafogli che servirà poi a spendere le monete che sono riposte sulla blockchain sotto forma di transazioni non spese. Queste monete possono essere spostate solo dal possessore della chiave privata del portafogli bitcoin, e non da chiunque abbia accesso all’amministrazione del sistema, come nel sistema bancario. I beni di un utente possono essere amministrati solo da chi ha accesso alla chiave privata, ovvero il possessore del portafogli.

Questo è sicuramente una delle caratteristiche per la quale si riconosce alle criptovalute un valore importante, ma non l’unica.

Perché le quotazioni delle criptovalute sono così alte?

Il momentum speculativo ha ormai rallentato da tempo, eppure Bitcoin negli ultimi mesi sta vivendo quella che sembra una nuova epoca d’oro. Perché allora gli si riconosce un valore così alto? Il concetto di risorsa scarsa fa sì che un Bitcoin è e sarà sempre un Bitcoin, ma perché se ne dovrebbe volere uno?

Il prezzo che gli utenti sono disposti a pagare per Bitcoin è costituito per la maggior parte dalle aspettative che essi ripongono in una tecnologia che sta dimostrando i limiti degli attuali sistemi bancari. La velocità delle transazioni, il fatto di andare oltre ogni confine nazionale, l’anonimato e la sicurezza fanno sì che la tecnologia della blockchain, base della stragrande maggioranza delle criptovalute, abbia un valore così alto agli occhi degli investitori.

L’incertezza regna ancora sovrana, l’alta volatilità delle quotazioni delle criptovalute rispetto alla sicurezza delle valute nazionali rende quest’ultime di gran lunga il mezzo preferito di scambio. Solo il tempo saprà dire se saranno le fiat currencies ad adeguarsi all’innovazione tecnologica o se le criptovalute prenderanno piede seriamente nelle nostre vite quotidiane.

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