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Politica | 08 agosto 2019, 19:04

Rimosso lo striscione per Giulio Regeni dal municipio di Alba: "Il sindaco Bo spieghi questo gesto incomprensibile"

Il Pd cittadino e l’ex assessore Fabio Tripaldi chiedono al primo cittadino di motivare una scelta che sta facendo discutere: "L’attuale Giunta dimostra di tenere poco ai propri proclami sulla primazia degli interessi nazionali, scimiottando soltanto quanto fatto da altre amministrazioni di centrodestra"

Rimosso lo striscione per Giulio Regeni  dal municipio di Alba: "Il sindaco Bo  spieghi questo gesto incomprensibile"

E’ giunta come un fulmine a ciel sereno, ad agitare le altrimenti tranquille acque della politica albese nei giorni che portano al Ferragosto, la decisione della nuova Amministrazione cittadina guidata da Carlo Bo di rimuovere dai balconi del Palazzo comunale lo striscione della campagna con la quale, ormai da tre anni, Amnesty International chiede di mantenere alta l’attenzione sull’irrisolto caso del ricercatore friulano Giulio Regeni, dottorando dell'Università di Cambridge rapito il 25 gennaio 2016 al Cairo, in Egitto, e ritrovato senza vita il 3 febbraio successivo nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani, con evidenti segni di tortura.

Un’iniziativa già stigmatizzata dalla parlamentare democratica Chiara Gribaudo e sulla quale la segreteria e il gruppo consigliare albese del Partito Democratico chiedono ora un intervento del sindaco Carlo Bo. 

"Verità per Giulio Regeni" - si legge nella nota del Pd locale – chiedeva lo striscione che a lungo è stato esposto davanti al Municipio. Per anni, Alba, come tantissime altre città italiane, ha chiesto che si facesse chiarezza sulla morte di un Italiano. Per anni, fino ad oggi. Lo striscione non c'è più, non c'è più la richiesta di verità. Forse che anche ai tempi di 'Prima gli Italiani' la triste realtà che emerge è quella di 'Prima i miei amici'?. Verità e libertà sono i pilastri della democrazia: chiediamo con forza che il sindaco Bo spieghi oggi stesso questo gesto incomprensibile. E promettiamo a Giulio e alla sua famiglia che non smetteremo di lottare perché giustizia sia fatta".

Identico tenore e analoga richiesta arriva per il tramite del nostro giornale dal consigliere comunale di "Alba Città per Vivere" Fabio Tripaldi, esponente della seconda Giunta Marello come assessore delegato a Cultura e Manifestazioni: "Fa effetto venire a sapere che la nuova Amministrazione cittadina ha deciso di scagliarsi contro un’iniziativa promossa nientemeno che da Amnesty International, da anni impegnata in una campagna tesa a chiedere chiarezza sulla morte del nostro povero connazionale. Una richiesta – continua Tripaldi – che pensavamo potesse essere condivisa da tutti gli italiani e da tutti gli albesi, mentre oggi l’attuale Giunta ha dimostrato di tenere poco ai propri proclami sulla primazia degli interessi nazionali, ma di scimiottare solamente quanto fatto da altre amministrazioni di centrodestra, come quella della Regione Friuli Venezia Giulia. Chiediamo allora di sapere – conclude il consigliere – se la decisione di togliere quello striscione sia stata decisa dall’intera Giunta con una propria delibera o assunta invece da un singolo assessore e che il sindaco Carlo Bo ce ne spieghi le motivazioni".

Un’ulteriore iniziativa è poi quella appena annunciata da Alessandro Prandi, nella sua veste di Garante comunale per i diritti della persone detenute o private della libertà personale.

"Entro sera – scrive Prandi al nostro giornale – in qualità di Garante e in forza dalle prerogative assegnatemi dal Consiglio comunale ('il Garante promuove iniziative di sensibilizzazione pubblica sul tema dei diritti umani delle persone private della libertà personale e della umanizzazione della pena detentiva’) scriverò una lettera a sindaco e presidente del Consiglio comunale per chiedere a quali motivazioni risponda la decisione di rimuovere lo striscione su Regeni".

Redazione

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