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Politica | 09 agosto 2019, 09:17

Fratelli d'italia Saluzzo dice "No" alla "Festa dello sgozzamento"

Riceviamo e pubblichiamo

Fratelli d'italia Saluzzo dice "No" alla "Festa dello sgozzamento"

Id al-Adha. In Italiano tradotto come “festa del sacrificio” o anche “festa dello sgozzamento o ancora nel termine più dolce di “festa dell’agnello”.

E’ una festa religiosa, di carattere primario nel mondo dell’Islam. Si ricollega al ricordo delle prove che sarebbero state superate dal profeta Abramo e dalla sua famiglia, formata nel caso specifico dalla moglie Sara e dal loro figlio Isacco. Assecondando la tremenda richiesta della divinità, Abramo si reca sul monte Moriah per sacrificare il figlio. Qui, col coltello già levato verso la propria genia, Abramo viene fermato da un angelo del Signore. Compiuta la più ardua delle prove di sottomissione e fede, Dio premia il profeta e gli mostra un montone da sacrificare, fatta salva la vita del figlio. Un passo comune a tutte e tre le religioni monoteiste, ricollegate dal testamento antico.

Si tratta pertanto della celebrazione della massima fede, della totale sottomissione dell’uomo nei confronti della divinità. Un momento fortemente vissuto nella comunità islamica che, per tradizione e per osservanza coranica, ogni anno sacrifica solo in Italia decine di migliaia di animali rigorosamente con macellazione “halal”. La stessa prescrive che, al momento dell'uccisione, l'animale debba essere cosciente e che venga ucciso tagliandogli la gola con un coltello affilato. La testa dell'animale deve essere orientata verso la Mecca e non deve essere recisa. La morte deve avvenire per dissanguamento. Una morte che arriva tra sofferenze atroci.

Questo tipo di pratica è concessa dalla legislazione italiana unicamente nei macelli autorizzati. Il MIAC di Cuneo permette la macellazione del bestiame secondo le pratiche islamiche due venerdì al mese, con la presenza di un imam e di un medico veterinario che sorvegli il rispetto delle norme igienico sanitarie.

Sebbene il Regolamento CE n. 1099/2009 sulla protezione degli animali durante l’abbattimento prevede che agli stessi venga applicato uno stordimento, per evitare loro dolore, ansia, paure e sofferenze, vi è una deroga in tal senso che permette al mondo islamico di poter consumare carne “pura”. Questo appunto perché, nella visione coranica, qualunque forma di stordimento (inteso come processo indotto intenzionalmente che provochi in modo indolore la perdita di coscienza e di sensibilità, incluso qualsiasi processo determinante la morte istantanea) non è ammesso ed ammissibile.

Durante Id al-Adha la mattanza degli ungolati (prettamente agnelli) è enorme e coinvolge ogni famiglia e nucleo islamico. All’incirca come la Pasqua cattolica, in questo senso. Eppure più brutale e sanguinolenta, più truce.

La comunità islamica saluzzese si riunirà, per celebrare i festeggiamenti, anche in Saluzzo (lo scorso anno presso la Caserma Mario Musso). Tre giorni di preghiera e di festa, culmine di un periodo “di letizia”. Riteniamo perfettamente corretto ed ammissibile permettere alla comunità islamica di riunirsi in tal senso.

Seppure riteniamo la pratica della macellazione “halal” sia poco consona alla cultura italiana, oltre che formalmente contraria alla nostra legislazione, prendiamo atto vi sia una deroga alla legislazione italiana che la permetta. Una deroga, peraltro, che interesserebbe anche la comunità ebraica. Anche secondo il rituale kosher la macellazione dovrebbe avvenire in modalità molto simile. Senonché il mondo giudaico ha scelto di rinunciare alla deroga dello stordimento, in osservanza della legislazione italiana. Una scelta di civiltà e di integrazione, mai percorsa o considerata dagli islamici.

Il problema, a prescindere pertanto dalle osservanze culturali, esiste nel fatto che sono molte le famiglie ed i nuclei musulmani che effettuano macellazioni domiciliari, casalinghe. Nel rispetto di una festività, ma contro una regolamentazione nazionale del paese ospitante. Contro ogni principio igienico sanitario

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