/ Al Direttore

Al Direttore | 11 agosto 2019, 13:04

In corso l'abbatimento degli alberi nella salita delle Giuseppine: "Scempio ambientale, una sconfitta collettiva"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell'architetto Sergio Costagli che si chiede "perché mai abbattere piante ancora vive, sane e rigogliose oltreché esteticamente gradevoli?"

In corso l'abbatimento degli alberi nella salita delle Giuseppine: "Scempio ambientale, una sconfitta collettiva"

 

E’ passato il buon tempo antico quando in occasione della festa degli alberi i bambini della scuola primaria mettevano a dimora un nuovo albero all’interno del contesto urbano. Invece, da qualche anno in città le piante si tagliano e un po’ per volta il verde pubblico si fa sempre più esiguo a beneficio di spazi strutturati e orientati all’urbanizzazione.

Coloro che hanno progettato e autorizzato l’infelice abbattimento del bellissimo filare di acacie che costeggiava, caratterizzandola, tutta la salita delle Giuseppine, pare non abbiano minimamente considerato l'importanza del verde urbano come elemento per compensare le emissioni di anidride carbonica derivanti dalle attività antropiche, è infatti di tutta evidenza che le piante contribuiscono ad incrementare la produzione di ossigeno e ad abbassare il tenore di anidride carbonica, concorrendo ad una parziale depurazione dell’aria. L’apparato fogliare, intercettando fumi e polveri, svolge un’efficace protezione dall’inquinamento atmosferico.

Le acacie abbattute - si tratta di specie resistenti e dall’ampio apparato radicale - svolgevano lungo la linea di coronamento della ripida scarpata una funzione di consolidamento della stessa evitando anche il dilavamento in caso di forti precipitazioni.

Dal punto di vista ambientale, è stata quasi completamente distrutta la rigogliosa e fitta schermatura naturale che si era costituita in circa mezzo secolo e che – molto opportunamente - occultava la vista delle sottostanti strutture edilizie.

La cortina vegetale abbattuta, oltre che ombreggiare il marciapiede e chi vi transitava, attuava anche un’efficace riduzione dei rumori costituendo una vera e propria barriera antirumore, limitando così uno dei fattori che più peggiora la qualità della vita in città.

Sorge spontanea una banale domanda: perché mai abbattere piante ancora vive, sane e rigogliose oltreché esteticamente gradevoli e fortemente connotanti quel lato della discesa?

L’intervento avrebbe dovuto essere preventivamente presentato e discusso con i cittadini attraverso un pubblico dibattito, per semplice dovere di trasparenza rispetto a decisioni che avrebbero anche potuto non essere condivise. Quando l’abbattimento dei pregiati cedri di Piazza Europa?

Arch. Sergio Costagli

Per rispondere alla lettera o per fornire ulteriori chiarimenti potete scrivere a direttore@targaton.it

 

 

 

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium