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Politica | 16 agosto 2019, 07:00

La crisi di governo acuisce i timori per il completamento dell’Asti-Cuneo

La complessa congiuntura politica ripropone inquietanti interrogativi sul destino dell’autostrada. Bergesio (Lega) e Dadone (5 Stelle) moderatamente ottimisti. Perosino (Forza Italia) tra il cauto e lo scettico. Gribaudo (Pd) ribadisce il suo pessimismo sulla “soluzione Toninelli”

La crisi di governo acuisce i timori per il completamento dell’Asti-Cuneo

Una sorta di maledizione sembra perseguitare l’autostrada Asti-Cuneo.

Quando tutti (non proprio per la verità) esultavano dando per scontato il suo completamento, ecco il precipitare della crisi politica che rischia di rimettere tutto (o quasi) in discussione.

Il “padre” dell’ultima soluzione trovata, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, è al capolinea. Qualsiasi sia lo sbocco della crisi di governo, appare improbabile che il dicastero dei Trasporti e delle Infrastrutture resti in capo all’esponente pentastellato.
Sia che si vada ad elezioni anticipate in tempi stretti, sia che si trovi una soluzione rabberciata per dare un esecutivo al Paese, i tempi si dilateranno inevitabilmente.
E a Cuneo sappiamo che l’allungamento dei tempi non è mai foriero di positività. Vedremo.

Nel frattempo, abbiamo interpellato alcuni parlamentari per sentire che cosa ne pensano, pur constatando che la loro attenzione, come si evince dai commenti, è tutta concentrata sulla congiuntura politica.  
   
Afferma Giorgio Bergesio, senatore e segretario provinciale della Lega, il politico in questo momento più influente della provincia: “Sull’ Asti-Cuneo nessun stop. Il governo ha fatto la sua parte. Ad oggi – spiega - è una questione tecnica del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Tutti hanno dato il loro contributo ed in pochi mesi abbiamo ottenuto la certezza della realizzazione”.

Ma l’esponente leghista sposta subito l’attenzione sulla situazione politica.

“Certo
– annota - prima diamo la parola agli elettori e prima ci sarà l’opportunità di dare un governo forte al Paese con la Lega  sempre più protagonista. Tra i temi fondamentali per l’Italia – osserva ancora - c’è sicuramente quello del completamento, manutenzione e realizzazione delle infrastrutture, questione che sarà al primissimo posto. Auspichiamo tempi rapidi per la soluzione della crisi e ovviamente, come avviene in democrazia e come recita la nostra Costituzione all’art 1 “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione”  e cioè, in questo caso, con il ritorno immediato al voto”.

Il senatore di Cervere non perde occasione per ribadire piena e totale fiducia nei confronti del suo leader: “Per rilanciare le opere pubbliche, come ha detto in modo superlativo ed inequivocabile Matteo Salvini in aula al Senato – dice con enfasi -, è indispensabile andare al voto subito”.

Moderatamente ottimista si mostra Fabiana Dadone (5 Stelle), che non rinuncia però ad una stoccata nei confronti dei colleghi della Lega.

“Premesso – dice - che in politica tutto è possibile, ritengo improbabile una modifica delle decisioni approvate dal Cipe sulla Asti-Cuneo. Soprattutto tenuto conto del fatto che i leghisti si sono fatti belli dei risultati del mio lavoro in merito sul territorio”.

Cauto, non senza tradire scetticismo, il senatore di Forza Italia Marco Perosino.

“Il governo – sostiene - cadrà formalmente martedì se sarà approvata la mozione. Ad oggi – ipotizza il parlamentare e sindaco di Priocca - vedo un governo Pd-5 Stelle. Sono due partiti che hanno due ricette diverse per il completamento dell'autostrada Asti-Cuneo: la soluzione Del Rio oppure la soluzione Toninelli. Se non fosse tragica – commenta - mi parrebbe una farsa o una follia. Per contro – aggiunge l’esponente azzurro spostando l’attenzione sulla crisi -, se non si mettono d'accordo, resta valida l’opzione elezioni. Io propendo per la prima cioè governo degli opposti che già sembravano fidanzati in aula”.

Chi continua ad essere non solo critica, ma fortemente pessimista sulla “soluzione Toninelli” è la deputata Chiara Gribaudo (Pd).

“Ho già detto e lo ribadisco che non ritengo risolutive le ultime decisioni.
La caduta del governo e il possibile ritorno alle elezioni
– dice - complica ulteriormente le cose perché certamente si blocca la progettazione del tratto fra Cherasco e Verduno e, soprattutto, si bloccano quei passaggi per aggiustare i piani finanziari, che il governo nega di dover fare, ma che è invece chiaro a tutti essere indispensabili per evitare una procedura di infrazione in Europa. Ho sempre pensato – prosegue la parlamentare dem - che la testardaggine di Toninelli nel voler cambiare un accordo già firmato avesse anche questo vulnus: che il governo giallo-verde sarebbe durato troppo poco per riuscire a portare avanti un piano diverso. Purtroppo – conclude - avevo ragione”.

Giampaolo Testa

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