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Eventi | 17 agosto 2019, 19:33

San Michele Mondovì, il culto di San Magno e i drappi per i cavalieri

Domenica torna la storica festa, comune a molti altri paesi del Cuneese. E quella tradizione fatta di ombrelli e cappelli...

San Michele Mondovì, il culto di San Magno e i drappi per i cavalieri

San Michele Mondovì si appresta a celebrare, come di consueto, San Magno. Le celebrazioni sono in programma domenica 18 agosto, che prenderanno il via con la Santa Messa delle 11 nella cappella dei Santi Antonio e Magno, la cena delle 20 di fronte al ristorante del Peso e la musica sotto le stelle di Enrico e Gianpiero.

IL CULTO - Il culto di San Magno è molto sentito nel Cuneese. Su di lui vi sono due ipotesi: quella che fosse un monaco, probabilmente più attendibile ma anche più recente, e quella che fosse un soldato della legione tebea, avvicinandolo a Dalmazzo, Fiorenzo e Costanzo. È venerato da San Michele Mondovì sino a Mondovì, Cuneo, Saluzzo e Castelmagno come patrono dei contadini e degli animali da lavoro. Piuttosto agevole, dunque, l'associazione con Sant'Antonio abate, amato dagli animali del deserto e quindi protettore dei maiali e degli animali domestici in genere.

CAVALIERI E DRAPPI - A partire dagli anni Ottanta, in borgata Codovilla, dove sorge la cappella intitolata ai Santi Antonio e Magno, si elessero i cavalieri di San Magno, ai quali si affidava l'incarico di organizzare l'edizione successiva della festa. A ciascun cavaliere era consegnato un drappo dipinto da pittori locali, fra cui Piter PeccheninoEnrico RoàEugenio CozzaMasante e Alessandra Rosso. Attualmente la festa viene portata avanti per mezzo della collaborazione dei cavalieri e della borgata con la Pro Loco, il Comune e la parrocchia.

OMBRELLI E CAPPELLI - A San Michele Mondovì, in occasione di San Magno, si osserva di un'antica credenza locale, secondo cui la presenza degli ombrelli colorati sui terrazzi respingerebbe la pioggia e attirerebbe il sereno. Non solo: importante indossare anche un cappello (soprattutto durante la cena delle 20), così da rendere ineguagliabile la giornata. 

Alessandro Nidi

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