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Agricoltura | 17 agosto 2019, 07:30

#controcorrente: in provincia di Cuneo per il contenimento della fauna selvatica serve un Piano di emergenza rapido ed efficiente

Dopo l’incidente dell’11 agosto in cui ha perso la vita un uomo a causa dell’improvviso attraversamento da parte di un branco di cinghiali della tangenziale di Alba, il fenomeno è ormai fuori controllo e non riguarda solo gli ingenti danni provocati dagli animali all’agricoltura. Sta diventando, infatti, un problema sociale non più tollerabile

Cinghiali (foto di repertorio)

Cinghiali (foto di repertorio)

Il tragico incidente dell’11 agosto in cui un uomo, alla guida della propria auto, ha perso la vita, finendo fuori strada, a causa dell’improvviso attraversamento da parte di un branco di cinghiali della tangenziale di Alba (leggi qui) ha riproposto in tutta la sua drammatica gravità la questione del contenimento della fauna selvatica.

Secondo Confagricoltura sono ormai più di mille all’anno i sinistri causati dagli ungulati. Per Coldiretti il numero di cinghiali sul territorio italiano ha superato il milione di presenze, con una diffusione che si estende dalle campagne alle città. Un problema che sta diventando un’emergenza sociale e sul quale si deve intervenire. Rapidamente.

Le “scorribande” degli animali che mettono a repentaglio la vita dell’uomo ormai a bassa quota non sono più tollerabili.

C’è poi un settore produttivo, quello degli imprenditori agricoli, soprattutto di collina e di montagna, i quali tutti gli  anni devono subire i danni ingenti provocati dai “selvatici” alle loro coltivazioni e ai loro allevamenti. L’unica protezione è usare le recinzioni elettrificate dei terreni. Ma i costi sono rilevanti e qualche volta non si ottengono i risultati sperati.

Inoltre, gli indennizzi da parte delle Istituzioni, anche quando previsti, non avvengono del tutto o solo in parte. “Quegli animali sono di proprietà dello Stato - dice il presidente provinciale di Cuneo della Cia-Agricoltori Italiani, Claudio Conterno -  e quindi lo Stato deve fare la sua parte risarcendo, in tempi adeguati, le aziende rurali per i danni provocati dalla loro presenza”. 

Le organizzazioni di categoria del mondo agricolo spingono per soluzioni drastiche di contenimento. Come l’abbattimento dei selvatici. Quelle animaliste propendono per la sterilizzazione degli animali.

La Regione Piemonte, con la nuova Legge sulla Caccia, approvata, nel 2018, dal Consiglio di Palazzo Lascaris ancora su proposta dalla Giunta Chiamparino, ha delegato le Province a dotarsi di Piani di controllo degli ungulati, normando anche la possibilità per gli agricoltori con licenza venatoria e abilitati attraverso specifici corsi di uccidere i “selvatici” che distruggono le loro proprietà. La Provincia di Cuneo ha recepito il provvedimento. Ma non basta, perché il fenomeno è ormai fuori controllo.

Serve un Piano di emergenza straordinario che le Istituzioni sul territorio, guidate dalla Regione, devono elaborare per contenere in modo più strutturale ed efficiente il fenomeno. Altrimenti ci saranno ancora vite umane da piangere e l’agricoltura, già oppressa da tanti problemi quotidiani,  dovrà pagare un prezzo non più sostenibile per le aziende danneggiate.      

#controcorrente

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