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Politica | 17 agosto 2019, 13:31

Il grande travaglio di Forza Italia: come trovare un’intesa con la Lega da posizione non ancillare

Secondo il deputato Enrico Costa l’accordo elettorale è nell’ordine delle cose, data l’alleanza negli enti locali. Il senatore Marco Perosino evidenzia però la problematicità del momento. “Con le prospettive che si vanno delineando – dice - temo si voterà soltanto fra tre anni e mezzo”

Il grande travaglio di Forza Italia: come trovare un’intesa con la Lega da posizione non ancillare

Per Forza Italia il momento non è facile, per usare un eufemismo.

Se la crisi di governo ha depotenziato (almeno in parte) lo scisma del governatore della Liguria Giovanni Toti, non per questo la partita con la Lega si è semplificata.
Tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi non c’è più (in verità, non c’è mai stato) quel feeling che, al di là delle battute grevi di Umberto Bossi, esisteva tra il Senatur e il Cavaliere.

Salvini farebbe volentieri a meno di Berlusconi, ma la crisi che ha aperto si sta rivelando una matassa più difficile da sbrogliare di quanto avesse previsto.
Martedì dovrà vedersela in Aula con il premier Giuseppe Conte, che non sarà tenero nei suoi confronti.

I voti azzurri, per quanto ridottisi, sono indispensabili ad una destra a trazione Lega-Fratelli d’Italia per poter governare.

Salvini non fa mistero di voler assegnare a Forza Italia un ruolo ancillare, anche in considerazione del fatto che i sondaggi danno la Lega col vento in poppa e probabile il sorpasso di Fratelli d’Italia nei confronti del partito del Cavaliere.

In quest’ipotesi – pensa Salvini e con lui la Lega – FI, indebolita elettoralmente e con un leader sul viale del tramonto, non dovrebbe costituire un problema.   
Ma Berlusconi resta un formidabile trattativista e da primattore qual è non intende lasciare libera la scena a Salvini.

Ecco perché l’intesa tra Lega e Forza Italia non annuncia facile né scontata.
Alcuni organi d’informazione riferiscono di parlamentari azzurri pronti ad indossare la casacca di “responsabili”, disposti cioè a sostenere un governo che dovesse profilarsi per scongiurare il voto, a conferma del processo di sgretolamento in corso tra le fila forziste.

Ma sentiamo cosa ne pensano i due parlamentari forzisti cuneesi, il deputato Enrico Costa e il senatore Marco Perosino, eletti rispettivamente nel collegio camerale uninominale di Alba e nell’unico collegio senatoriale della provincia. 
 
Costa si mostra fiducioso: “L’intesa è nell’ordine delle cose ed in coerenza con le alleanze negli enti locali. Il Governo Lega-5 Stelle è nato perché dalle elezioni non era emersa una maggioranza di centrodestra. Ora – annota - è naturale che Lega e Forza Italia tornino insieme alle urne. Le modalità verranno stabilite di comune accordo”.

Meno ottimista il senatore Perosino: “Gli accordi politici – spiega - sono sempre travagliati. Noi diciamo no alla lista unica e chiediamo una corretta distribuzione dei collegi secondo i voti delle europee, con uno sguardo anche ai sondaggi, e la condivisione di un programma di centrodestra”.

Il senatore azzurro si dichiara perplesso rispetto all’ipotesi di un ritorno alle urne in tempi ravvicinati: “Con l'accordo che si sta profilando – afferma – ritengo che si voterà fra tre anni e mezzo. Temo che le prospettive siano queste: un Presidente della Repubblica di sinistra fino al 2022, mezzo milione di immigrati da qui a Natale, reddito di cittadinanza allargato, salario orario minimo, giustizialismo e obbedienza cieca all'Europa”.

Ma Costa, così come si era dichiarato da subito certo del via libera alla candidatura di Alberto Cirio per la presidenza della Regione Piemonte, anche in questo caso non ha dubbi: “L’accordo ci sarà – afferma perentorio - perché è da 25 anni che Lega e Forza Italia trovano sempre un’intesa. Il centrodestra vince se è capace di avere varie anime tra loro complementari”.

Giampaolo Testa

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