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Attualità | 24 agosto 2019, 14:42

Dall’integrazione alla storia locale: a Roburent una partecipata giornata promossa dalla Pro loco

Nel pomeriggio un incontro con due giovanissimi studenti provenienti dalla Nigeria. In serata la presentazione del nuovo volume di Bruno Vallepiano

Alcuni momenti della giornata andata in scena ieri a Roburent

Alcuni momenti della giornata andata in scena ieri a Roburent

Le associazioni culturali “Savin” e onlus “Col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo”, che statutariamente si impegnano allo studio della storia e della cultura locali, con precisi risvolti al tema dei valori della Resistenza, che sono attualizzati anche nello spirito dell’accoglienza, richiesti dalla Pro Loco Roburent, hanno organizzato, venerdì 23 agosto, una giornata con vari spunti sociali.

Al pomeriggio un incontro con gli scolari Omotola e Dami Oloto, della Nigeria, perfettamente inseriti nella comunità, particolarmente nella scuola elementare di alta valle a Serra di Pamparato, ove sono tra i migliori. Hanno imparato alla perfezione l’italiano e conservano la lingua inglese e lo Joruba, loro lingua naturale.

Riservato ai soci, l’incontro è stato arricchito dalle esecuzioni del duo chitarristico composto da Federico e Gabriele Tala, pure loro giovanissimi, e ha visto la presenza del presidente della Comunità Musulmana di Mondovì Akim El Gallati, del rappresentante del CSSM Gianpiero Macagno, della vicepresidente della Pro Loco Roburent Anna Dapei.

A sera, nella Confraternita di Sant’Antonio – in una sala "Don Domenico Ferrero" strabocchevole di pubblico –, si è potuto seguire la presentazione del volume “Tra la Via Sonia ed il Rivobrugenti” di Bruno Vallepiano, introdotta da professor Sebastiano Carrara.

Dopo vari stuzzicanti “gialli”, l’autore ha affrontato l’impegnativo settore storico locale. Il prof. Sebastiano Carrara, presidente del Fondo Storico “Alberto Fiore”, ha evidenziato: “La storia delle nostre terre e delle nostre comunità locali è ricca di episodi che, nel corso dei secoli, ne hanno plasmato l'identità e il carattere. Lo studio dell'evoluzione degli insediamenti abitativi, delle emergenze architettoniche e storico-artistiche, delle forme e delle modalità adottate nell'organizzazione sociale ed istituzionale rappresenta uno degli strumenti per valorizzare le nostre comunità e la nostra storia, salvaguardando un patrimonio di cultura, saperi e valori. Va preso felicemente atto del fatto che, in questi ultimi anni, si è risvegliato un particolare interesse per lo studio delle vallate montane, comprese quelle site tra il torrente Pesio ed il torrente Mongia. Ed è in questo quadro che si inserisce proficuamente il presente volume, che l'autore ha voluto - non a caso - dedicare al suo paese, al quale da anni rivolge tutto il suo impegno civile e passione culturale. Speriamo, dunque, che questo testo costituisca uno stimolo di interesse per tutte quelle persone che vogliono riscoprire la radice della propria identità e la storia dei propri luoghi”.
Interessantissimo il dialogo tra Carrara e Vallepiano, per sviscerare le tematiche delle ricerche.

In apertura il duo Tala, vincitore di primi premi in concorsi nazionali, ha arricchito la serata con opere di Fauré, Linn, Geman, Scheidler, Machado, Sakamoto, Tagliamacco (a chiusura ancora in intervento apprezzatissimo di chitarra), mentre una interessante serie di opere pittoriche abbellivano l’aula.

Erano rappresentati gli Lea Gyarmati, Ornella Pozzetti, Gabriella Malfatti, Teresita Terreno, Francesco Russo Buròt, Bruno Vallepiano, Gianni Bava, Bruno Capellino, Sergio Bruno, Angelo Falcone.

Erano presenti anche il sindaco di Ormea Ferraris, il magg. Tala, comandante la Compagnia Carabinieri di Mondovì, il col. Anania, il presidente della Pro Loco Pasquale Ventura, i consiglieri comunali Costa, Galliano, Garavagno.

Redazione

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