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Attualità | 25 agosto 2019, 07:45

Alla Ferrero di Alba un esercito di stagionali: sopra quota 1.300 i contratti attivati quest'anno

Tra meno di un mese l’annuale confronto tra azienda e sindacati sui risultati dell’esercizio in chiusura al 31 agosto e la determinazione dell’annuale premio per obiettivi: nel nuovo integrativo prevista una base di 2.220 euro, in crescita di 70 euro sul 2018

Alla Ferrero di Alba un esercito di stagionali: sopra quota 1.300 i contratti attivati quest'anno

Mentre sul web non si ferma l’orda di commenti, perlopiù di condanna, all’improvvido invito al boicottaggio lanciato dal consigliere pentastellato della Regione Lazio Davide Barillari, che in modo alquanto maldestro ha attaccato Ferrero per i compensi elargiti ai lavoratori dei corileti turchi che forniscono le nocciole all’industria della Nutella (qui il nostro articolo), nello stabilimento di Alba ci si prepara ad accogliere le ultime tornate di stagionali chiamati al lavoro a partire dalla scorsa primavera e per tutta l’estate.

Un’entrata come sempre avvenuta per gradi sin dalla primavera, proseguita dopo la ripresa delle lavorazioni seguita alla tradizionale sosta di luglio, e che ora andrà a pieno regime con la ripresa delle tradizionali produzioni autunnali e invernali, dalle praline – Rocher in testa – a tutta la vasta gamma dei "waferati" e dei prodotti pensati in vista delle festività natalizie.

Un rituale che quest’anno registra importanti novità a partire dal numero dei lavoratori coinvolti: oltre 1.300, in ulteriore crescita rispetto ai 1.000 addetti delle ultime annate e ai 900 che solo fino a qualche anno solevano aggiungersi agli oltre 4mila dipendenti stabili impegnati tra le linee del principale stabilimento italiano della multinazionale dolciaria (gli altri sono quelli di Pozzolo Martesana, nel Milanese, Balvano, in Basilicata e Sant’Angelo dei Lombardi, presso Avellino) e nei collegati centri deputati a ricerca e sviluppo, amministrazione e marketing, anch'essi in crescita dopo la chiusura del centro direzionale di Pino Torinese e il trasferimento dei suoi 300 addetti ai piedi delle Langhe.

Numeri importanti, rimpolpati anche dalla messa in funzione di nuovi impianti come la seconda dei linea dei Kinder Cards, in partenza proprio in queste settimane: una delle realizzazioni contemplate nel pacchetto di investimenti da 30 milioni di euro annunciato lo scorso anno dalla direzione aziendale sui quattro siti italiani.

Certamente una ghiotta occasione per una platea di lavoratori – in prevalenza donne, con una significativa presenza di giovani alla prima esperienza professionale, provenienti in buona parte dal bacino di Langhe e Roero – che guarda con interesse alla prospettiva di contratti che li impegneranno per periodi variabili tra i 3 e i 6 mesi, ulteriormente prorogabili in caso di necessità e che rappresentano spesso un utile viatico verso un futuro ingresso in azienda a tempo indeterminato. L’impegno richiesto è quello sui canonici tre turni oppure sul cosiddetto "5 continui", formula che alterna quattro giornate lavorative a due di riposo. Come corrispettivo possono attendersi stipendi netti base di circa 1.200 euro, che aumentano in modo anche significativo in ragione di lavoro notturno e turni festivi.

"Un’importante occasione di reddito per molte famiglie e un ulteriore elemento a conferma del peso che questa importante realtà rappresenta per l’economia di un intero territorio", commentano soddisfatti i sindacalisti Alberto Battaglino (Uila-Uil), Andrea Basso (Flai-Cigl) e Franco Ferria (Fai-Cisl), che intanto si preparano all’annuale confronto con l’azienda già programmato per il 17 e 18 settembre prossimi.
Date nelle quali, con la periodica informativa prevista nell’ambito della contrattazione di secondo livello, la dirigenza Ferrero aggiornerà i rappresentanti dei lavoratori sui risultati dell’esercizio in chiusura il 31 agosto e circa il raggiungimento dei risultati che lo stesso integrativo prevede come base per la determinazione dell’annuale Premio Legato agli Obiettivi (Plo), in pagamento con la busta paga di ottobre.

Rinnovato nell’agosto 2018 e valido per un quadriennio, oltre ad articolate misure previdenziali e di welfare, il contratto integrativo ha rivisto in aumento l’annuale riconoscimento economico ai lavoratori, che andrà dai 2.220 euro di misura massima prevista per il 2019 (contro i 2.150 del 2018) ai 2.450 già fissati per il 2022, attribuiti sulla base di un calcolo nel quale concorrono parametri di carattere economico (per il 30%) e gestionale (per il restante 70%).

Ezio Massucco

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