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Attualità | 26 agosto 2019, 18:31

Provincia inadempiente sul contenimento cinghiali: azienda agricola di Cerretto Langhe passa alla richiesta danni

Mentre il tragico incidente in cui ha perso la vita il guarenese Renzo Margaria ha rinfocolato la polemica sulle mancanze degli enti preposti c’è chi passa alle vie di fatto: "Ignorata la nostra diffida, abbiamo subito ingenti danni dall’inerzia delle istituzioni"

Provincia inadempiente sul contenimento cinghiali: azienda agricola di Cerretto Langhe passa alla richiesta danni

Non si placano le polemiche sullo spinoso tema del contenimento cinghiali. Un dibattito annoso, rinfocolato in questi giorni dal tragico incidente che alla vigilia di Ferragosto è costato la vita al 59enne guarenese Renzo Margaria, agente di commercio della Miroglio, finito fuori strada mentre percorreva la tangenziale albese per la presenza sulla carreggiata di un branco di ungulati (leggi qui).

Un fatto che ha causato immediate reazioni dal mondo della politica e delle istituzioni, secondo taluni rimarcando però le pesanti mancanze di cui proprio gli enti preposti sarebbero stati responsabili in questi anni con la mancata adozione di misure utili a contenere il proliferare di questi ospiti, giudicati pericolosi per la sicurezza stradale e dannosi per le colture.   

Di questo avviso Gianfranco Cavallotto, noto assicuratore albese e titolare dell’azienda agricola "Altalanga" di Cerretto Langhe, che dopo le iniziative già intraprese nei mesi scorsi (qui il nostro articolo), con una diffida nei confronti della Provincia di Cuneo rimasta nella pratica lettera morta, ha deciso di percorrere la strada del tribunale e di una causa civile per risarcimento danni per tutelare gli interessi di una realtà basata sulla coltivazione biologica di ben 53 ettari di terreno piantumati a Nocciole Piemonte Igp .  

"Alla ripresa dell’attività giudiziale, in settembre, saremo costretti ad attivare le opportune procedure risarcitorie – spiega l’avvocato albese Roberto Ponzio, legale dell’azienda agricola –. Riteniamo sussistano gravi responsabilità omissive, che hanno determinato un abnorme proliferazione nella popolazione dei cinghiali. In mancanza di efficaci piani per il loro controllo numerico, la specie negli anni si è costantemente moltiplicata. La provincia di Cuneo, ad alta densità di colture agricole, in base alla legge regionale avrebbe dovuto essere invece oggetto di costante controllo e contenimento. Ci si chiede quindi che cosa in concreto sia stato fatto per debellare o comunque contenere quella che costituisce una vera piaga".

"Con grave amarezza – è la chiosa del legale – dobbiamo constatare che immobilismo e inerzia delle istituzioni, dopo aver causato ingenti danni alla proprietà contadina, abbiano ora provocato tragiche conseguenze sull’incolumità delle persone. Adesso si preannunciano freneticamente incontri e riunioni, ma era necessario il sacrificio di una vita umana per fronteggiare emergenza sotto occhi di tutti?".

Ezio Massucco

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