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Cronaca | 29 agosto 2019, 14:10

Rimborsopoli bis: archiviazione per il governatore Alberto Cirio, Elio Rostagno e Mariano Rabino

Il Gup ha accolto la richiesta avanzata nel luglio scorso dalla Procura. Il presidente della Regione esce definitivamente dal processo sull'indebito ricorso ai rimborsi di Palazzo Lascaris nel periodo 2008-2010 insieme ad altri 27 ex consiglieri

L'albese Alberto Cirio, 46 anni, nel maggio scorso eletto alla guida della Giunta regionale

L'albese Alberto Cirio, 46 anni, nel maggio scorso eletto alla guida della Giunta regionale

Il gup di Torino ha disposto l'archiviazione per il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, coinvolto insieme ad altre 49 persone, tutti ex consiglieri regionali nel triennio 2008-2010, nell'inchiesta Rimborsopoli bis.

“Sono felice di essere riuscito a dimostrare la correttezza del mio operato." - è quanto dichiara il governatore piemontese - "E ora continuiamo a lavorare per il nostro Piemonte”.

Cirio, all'epoca dei fatti consigliere di Forza Italia, esce quindi dal processo insieme ad altri 27 indagati.

Nell'elenco delle posizioni archiviate figurano in particolare il cuneese Elio Rostagno e l'albese Mariano Rabino, insieme a Mariano Turigliatto, Luca Cavallera, Caterina Ferrero, Lorenzo Leardi, Giampiero Leo, Luca Pedrale, Deodato Scanderebech, Graziella Valloggia, Gianluca Vignale, Mauro Laus, Pier Giorgio Comella, Sergio Cavallaro, Rocchino Muliere, Alessandro Bizjak, Paolo Cattaneo, Davide Gariglio, Stefano Lepri, Angela Motta, Wilmer Ronzani, Marco Travaglini, Luigi Ricca, Gian Piero Clement, Juri Bossuto, Sergio Dalmasso e Alberto Deambrogio.  

 

“Sono naturalmente molto contento, perché in maniera definita viene ribadita la mia totale correttezza”. Così il cuneese Elio Rostagno ha commentato l’archiviazione da parte del tribunale sul suo coinvolgimento di Rimborsopoli bis.

Innanzitutto sono felice che sia stata definitivamente confermata la correttezza del mio operato come consigliere regionale. Sono un imprenditore e nella mia vita ho fatto il sindaco della città di Cuneo, il consigliere provinciale e regionale e non ho mai avuto un problema e questa cosa mi aveva turbato molto. Vedere finalmente archiviata la mia posizione è stata una grande soddisfazione, perché anche se da mesi si sapeva che per me era stata richiesta l’archiviazione, vedere scritto nero su bianco che è tutto finito, con la conferma della mia correttezza, mi ha dato un grande sollievo.

Anche perché sono incappato in una cosa che proprio non fa parte di me e del mio modo di essere. Ma é andata così ma ora non ci sono più dubbi sul fatto che il mio è sempre stato un comportamento corretto”.

 

Comprensibile soddisfazione anche nelle parole dell’albese Mariano Rabino, destinatario di un avviso di garanzia legato a una contestazione quantificata prima in 20mila euro, poi ridotta a 11mila, ora definitivamente superata dall’archiviazione. "Sono indubbiamente sollevato e felice – spiega Rabino al nostro giornale –, con l’archiviazione cade definitivamente ogni accusa, dubbio o sospetto sulla correttezza del mio operato. Al contempo, constato che siamo alla fine dell’agosto 2019, mentre il procedimento era iniziato a giugno 2018: tempi credo eccessivamente lunghi per chi come me magari aveva guardato alla possibilità di candidarsi alle recenti elezioni".

 

La richiesta di archiviazione era stata avanzata lo scorso luglio dalla Procura, che in un primo momento aveva contestato rimborsi per circa 3 milioni e mezzo di euro, relativi a spese estranee all'attività istituzionale.

Nel luglio scorso la Procura aveva invece chiesto il rinvio a giudizio (qui l’articolo) per altri quattro ex consiglieri della Granda, chiamandoli a giustificare nel processo la correttezza dei rimborsi ottenuti dall’ente. Si tratta di William Casoni, Claudio Dutto, Franco Guida e Pietro Francesco Toselli.

Marco Panzarella

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