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Ad occhi aperti | 31 agosto 2019, 15:30

Virtù e umanità, quando l'uguaglianza è assenza di mistero: Youtopia

Si parla tanto, tantissimo e a ragione, di uguaglianza ed equità tra uomo e donna. E forse per raggiungerla dovremmo imparare a considerarli entrambi ciò che in effetti sono: esseri viventi, esseri umani, con ben più similitudini che differenze. Niente di più, niente di meno

Virtù e umanità, quando l'uguaglianza è assenza di mistero: Youtopia

“Youtopia” è un film italiano del 2018 scritto da Bernardo Carboni, Dino Giarrusso, Marco Antonio Berardi, Marco Greganti e Aliosha Massine, e diretto dallo stesso Carboni.

Matilde, diciotto anni, fa la webcam girl e tutti i guadagni ricavati li dona alla mamma Laura, sommersa dai debiti e con lo spettro costante del non riuscire più a darle un tetto sopra la testa. Quando la situazione diventa davvero insostenibile per le due, la giovane decide di mettere in vendita su internet la propria verginità, entrando in contatto con il 60enne Ernesto.

Lo dico subito, non ho voglia di parlare (ancora) della situazione politica italiana. E sapete perché? Perché non esiste film, libro, fumetto o serie tv che sia mai stato/a concepito/a, che abbia raggiunto simili vette dell’incredibile. Come al solito, la situazione è grave ma non seria.

Mi concentrerei quindi su ciò che è accaduto nel resto del mondo, e più precisamente in Bangladesh, dove recentemente è stata promulgata una legge relativa al rito del matrimonio; per la prima volta nella storia del paese le donne non dovranno indicare sul certificato di essere vergini, ma semplicemente non precedentemente sposate.

Una notizia che in effetti potrebbe non sorprendere noi abitanti della “parte giusta del mondo”. Ma che in quella che è la terza nazione al mondo a maggioranza musulmana, in un posto in cui il 90% delle donne è islamico e viene spesso costretta a matrimoni combinati in giovanissima età e in cui nel rito matrimoniale l’uomo ha tutto il diritto di riservarsi di indicare il proprio status, ha di certo un’eco maggiore.

Ma a ben pensarci, anche noi dovremmo gioire di questa storica notizia. Più che altro per il fatto che l’umanità possa dire di aver segnato un altro scacco al concetto oppressivo di “verginità” e, in generale, un grosso punto a favore nella definizione di un rapporto uomo-donna che sia consono al nostro sviluppo sociale.

Emblematica da questo punto di vista la pellicola “Youtopia”, che tratta proprio del rapporto tra una giovane donna e la sua verginità. Nel film – la cui protagonista è magistralmente interpretata da Matilda De Angelis, e che può contare su un Alessandro Haber perfettamente in parte - , la “virtù” della ragazzina viene inquadrata dai due personaggi principali come un’arma potente, un vero e proprio artefatto dall’importanza quasi mistica.

Una visione quasi messianica della 18enne “ragazza delle webcam”, che sacrifica ciò che la società e la morale comune considerano come il suo tesoro più prezioso per liberare dai propri peccati la madre disperata.

Ed è un po’ questo il punto, no? L’aura quasi soprannaturale che la donna ha assunto – dovunque nel mondo, che ci si trovi dal lato “giusto” o da quello “sbagliato” - nel corso dei secoli, proprio in virtù di repressioni di ogni tipo.

Si parla tanto, tantissimo e a ragione, di uguaglianza ed equità tra uomo e donna. E forse per raggiungerla dovremmo imparare a considerarli entrambi ciò che in effetti sono: esseri viventi, esseri umani, con ben più similitudini che differenze. Niente di più, niente di meno.

simone giraudi

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