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Politica | 05 settembre 2019, 17:24

Costa: “Il Governo? Una maldestra maggioranza che si organizzerà per reggere e rilanciarsi nel futuro”

L’ex ministro, esponente di Forza Italia, esprime un giudizio fortemente critico sul Conte bis ma al contempo manda un messaggio a Salvini. “I voti di un centro moderato e liberale – dice – sono indispensabili a Lega e Fratelli d’Italia per poter vincere”

Costa: “Il Governo? Una maldestra maggioranza che si organizzerà per reggere e rilanciarsi nel futuro”

Enrico Costa è stato l’ultimo ministro cuneese prima che un altro (in questo caso altra) esponente politico monregalese, Fabiana Dadone (5 Stelle) entrasse a far parte dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte.

Gli abbiamo chiesto un giudizio sul nuovo Governo, ma anche un parere su quelle che, a suo avviso, potranno essere le prospettive del centrodestra.

On. Costa, che ne pensa del Governo che ha appena giurato davanti al Capo dello Stato?

“Il Governo Conte bis è nato in laboratorio per sbarrare la strada ad un'affermazione elettorale del centrodestra. E per farlo Pd, LeU e 5Stelle hanno costruito una maldestra maggioranza di sinistra che costituirà la base per i futuri passaggi politici”.

Matteo Salvini dichiara che presto si tornerà alle urne ed il centrodestra tornerà a governare…

“Non sarà semplice. E sarà possibile solo a condizione che il centrodestra sia compatto ed inclusivo; e soprattutto non sia solo "destra".

Si spieghi meglio…

“Non illudiamoci che i protagonisti di questa spregiudicata nascita del governo giallo-rosso non si attrezzino per scongiurare anche una prossima sconfitta elettorale. Si organizzeranno per bene”.

E come, secondo lei?

“Innanzitutto cambiando la legge elettorale. Non più un sistema di coalizioni, con 1/3 di maggioritario, ma un sistema proporzionale. Ognuno per la sua strada e poi alleanze in Parlamento. In questo modo Pd, LeU e 5Stelle potranno presentarsi autonomamente alle urne e rimettersi insieme dopo le elezioni per ripetere l'esperienza di governo. Complessivamente - alla luce dei sondaggi attuali - possono godere di una percentuale tra il 45 ed il 47% dei consensi”.

Il centrodestra è unito nell’esprimere un giudizio fortemente negativo nei confronti del nuovo Governo, ma non sulla strategia. La Lega di Salvini continua a chiedere chiarezza a Berlusconi e a Forza Italia. Che succederà?

“Una Lega al 30% non basterà. E non sarà sufficiente neanche aggiungervi un 7-8% di Fratelli d'Italia. Per raggiungere e superare l'alleanza giallo-rossa sarà essenziale un'affermazione del centro liberale e moderato. Senza questo i voti di Lega e Fratelli d'Italia sarebbero tanti, ma non sufficienti per governare il Paese”.

Forza Italia che ruolo può esercitare in un centrodestra in cui la componente sovranista Lega-FdI  si prefigge di essere trainante e guarda a voi con aria di sufficienza?

“Forza Italia avrà un ruolo decisivo: organizzare ed aggregare i tanti cittadini liberali e moderati di centrodestra ma non sovranisti. Non sarà semplice, ovviamente. E sarà possibile solo a condizione che questo centro liberale cresca su temi concreti, su proposte, su mobilitazioni, sul confronto e sul coinvolgimento dei e non su sterili polemiche su chi deve comandare e sulle modalità per designarlo”.

Ma c’è ancora spazio, a suo giudizio, per un centro liberale, come lei auspica?

“Dichiararsi di centro e proclamarsi liberali non significa niente. Su questo Salvini è molto abile: non si è mai dichiarato di destra, ma con i temi ne ha occupato lo spazio. Occorre insistere su temi liberali: dalla competenza al merito, alla concorrenza ed al libero mercato, al rigore nella spesa, alla tutela del risparmio, alla lotta ai privilegi, alla difesa della proprietà, alla certezza della pena, al diritto ad un giusto processo, all'equità ed alla certezza fiscale, al rispetto del “signor cittadino”, alle privatizzazioni, alla semplificazione della pubblica amministrazione, alla laicità dello Stato ed all'unità nazionale”.

Le pare poco? E come in un contesto in cui la politica tende a radicalizzarsi  sempre più?

“Occorre rivolgersi ai cittadini come ad individui liberi, proponendo loro soluzioni di stampo liberale che esaltino la responsabilità personale e mettano Stato ed enti pubblici nei limiti di competenza, evitando ogni compressione di capacità, vitalità, impegno dei singoli. Forse la parola che meglio sintetizza un simile proposito è: semplificazione. Occorre semplificare la burocrazia, le leggi, gli enti, gli obblighi, gli adempimenti...”

Nel centrodestra “classico” esiste anche un diversa concezione di visione e di rapporti con l’Europa. Non è così?

“I danni peggiori recati dall'Europa sono verosimilmente quelli creati dalla mole legislativa che ci viene propinata e che noi assorbiamo maldestramente, anzi, rendendola perfino più complessa”.

Giampaolo Testa

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