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Agricoltura | 06 settembre 2019, 17:45

Coldiretti Cuneo preoccupata per l'ennesimo attacco dei lupi agli ovini

Dopo l'aggressione a un'azienda di Camerana, ora è toccato a una di Murazzano. E questi allevatori non possono prendere i contributi per le opere di protezione dall'animale selvatico

Foto generica

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La scorsa settimana a Camerana, questa settimana a Murazzano. Non c’è pace per gli allevatori di ovini delle Langhe. Si fa fatica a tenere il conto degli attacchi di lupi che lasciano sul campo carcasse di pecore e vitelli.

A Murazzano hanno sbranato due esemplari di agnello della famosa razza autoctona e ferito gravemente altre due pecore. L’azienda colpita da quest’ultimo attacco denuncia che solo negli ultimi due anni ha perso oltre 40 capi a causa dei lupi, ma in questi territori non c’è azienda che non abbia subito attacchi e gravi danni.

“Non sappiamo - commenta Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo - cosa debba accadere ancora perché si prendano le decisioni necessarie, a partire dall’approvazione del Piano Lupi, per contrastare decisamente e diversamente questa situazione. Oggi gli allevatori sono le sole vittime e tra loro non resta che il sentimento di totale impotenza”.

E aggiunge: “Al nuovo Governo e alla Regione Piemonte, per le sue competenze, lanciamo l’ennesimo appello: bisogna intervenire diversamente perché non si può chiudere gli occhi su un’oggettiva verità, cioè che le misure messe in atto finora non bastano perché hanno dimostrato di non essere sempre  efficaci. O ne prendiamo atto oppure accettiamo questa situazione che porterà gli agricoltori ad abbandonare gli allevamenti. Il paradosso è che per proteggere una razza in via di estinzione come quella del lupo si sta legittimando la carneficina di altre razze in via di estinzione come, ad esempio, la pecora autoctona delle Langhe”.

Dichiara Coldiretti Cuneo: “Non si tratta di avviare il Far West con la caccia al lupo, come ha anche dichiarato il titolare dell’azienda agricola colpita dall’ultimo attacco, ma di smetterla di far finta che attualmente la convivenza tra lupo e attività agricola sia un dato di fatto. Non è così”.

Ma c’è qualcosa di più che sa di beffa. Gli allevatori della collina dell’Alta Langa per le regole regionali vigenti non possono neppure accedere ai contributi previsti a sostegno degli investimenti che fanno per le opere di protezione dagli attacchi (ad esempio le recinzioni).

“Lo abbiamo già fatto presente alla Regione - assicura Coldiretti Cuneo -. È ora che si correggano le regole del gioco per consentire a queste aziende di accedere a quanto spetta loro”.

comunicato stampa

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