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Agricoltura | 06 settembre 2019, 20:30

Disastro per i vigneti nell'Albese: Coldiretti chiede alla Regione di valutare il riconoscimento dello stato di calamità

Nelle aree più colpite i danni stimati arrivano al 40%, ma soltanto nei prossimi giorni sarà possibile definire in modo più preciso l’entità del problema

Grandine a Diano d'Alba

Grandine a Diano d'Alba

Una grandinata tardiva, proprio a ridosso della vendemmia, ha il sapore della beffa ma non tutto è perduto sulle colline dell’Albese e delle Langhe, dove i viticoltori si sono già rimboccati le maniche. I nubifragi accompagnati da grandine che dal tardo pomeriggio di ieri hanno colpito una vasta area, avente come epicentro Grinzane Cavour e Diano d’Alba, hanno destato grande preoccupazione con la vendemmia del Moscato da poco iniziata e quella del Dolcetto prevista tra una settimana.

Vendemmia che ora subirà una rapida accelerazione, mentre proseguono a maturare le uve Nebbiolo, colpite a macchia di leopardo. “Chiederemo alla Regione di valutare le condizioni per il riconoscimento dello stato di calamità - dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo - e invitiamo pertanto i viticoltori a segnalare prontamente la consistenza dei danni subiti ai propri Comuni”.

In queste ore, intanto, i tecnici Coldiretti sono al lavoro per analizzare la situazione azienda per azienda, segnalando le situazioni di maggior disagio ai Comuni e suggerendo ai produttori gli interventi necessari nei vigneti dove, al netto degli acini colpiti, la qualità dei grappoli resta ottima.

Soltanto nei prossimi giorni sarà possibile definire in modo più preciso l’entità dei danni, per ora stimati fino al 40%, con punte più elevate nei vigneti particolarmente flagellati di Grinzane Cavour, Diano d’Alba e Alba.

Più circoscritti e marginali i danni che si registrano qua e là a La Morra, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Montelupo Albese, Rodello, Treiso, Mango e Santo Stefano Belbo.

Provvidenziale è stata l’installazione di reti antigrandine da parte di alcune aziende, mentre altre si sono cautelate con la copertura assicurativa. In più, la diversificazione territoriale che i viticoltori tradizionalmente adottano, dislocando le proprie vigne in aree differenti, ha consentito loro di attenuare l’impatto sulla totalità della produzione viticola.

comunicato stampa

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