Al Direttore - 09 settembre 2019, 10:35

"Noi della Polizia Municipale siamo spesso sottostimati, ma rimaniamo al nostro posto a onorare impegno e divisa"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dal gruppo "Fuori Coro" al sindaco e al comandante della Polizia Locale di Saluzzo in merito ai fatti dello scorso 30 agosto

"Noi della Polizia Municipale siamo spesso sottostimati, ma rimaniamo al nostro posto a onorare impegno e divisa"

Egregio Sig. Sindaco ed Ill.mo. Comandante del Corpo di Polizia Locale del Comune di Saluzzo, chi Vi scrive è il Fuori Coro, una compagine di ufficiali e agenti della Polizia Locale appartenenti a vari Comuni d’Italia.

Non siamo un gruppo politicizzato né facciamo attività sindacale, siamo solo uniti dalla passione per il nostro lavoro per il quale promuoviamo iniziative e attività volte al riconoscimento della nostra categoria spesso sottostimata e poco apprezzata.

Abbiamo appreso dal quotidiano on line TargatoCn che due Agenti del Comando di Polizia Locale del Comune che Voi rappresentate, durante il servizio, sono stati coinvolti in un episodio che solo grazie alla loro perizia e a una buona dose di fortuna non si è concluso con un bilancio ben più tragico di un veicolo di servizio danneggiato e degli Agenti feriti.

Durante un servizio di polizia stradale infatti, il conducente di una vettura, una Clio alla quale era stato intimato di fermarsi, ha ignorato l’alt del collega proseguendo la sua corsa nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Da qui un inseguimento in piena regola per le vie di Saluzzo tra auto ribaltate, pneumatici scoppiati, colleghi feriti e speronamento di vetture da parte del conducente della Clio che non ha esitato, per fuggire, a mettere a repentaglio la vita dei colleghi, dei cittadini, degli automobilisti saluzzesi e di coloro che erano al momento da lui trasportati.

Infine, dopo questa folle corsa, l’arresto del conducente della Clio, un 29enne italiano di origine croata che dovrà rispondere delle accuse di guida senza patente e senza copertura assicurativa oltre a resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, visto che nella sua folle strategia di fuga ha causato ferite ai colleghi.

Sembra proprio che sia la tendenza delinquenziale del momento, cercare di guadagnare la fuga speronando o falciando come birilli i colleghi che vigilano sul traffico veicolare espletando servizi di polizia stradale. Quanto accaduto a Saluzzo è solo uno degli ultimi casi di questo tragico “stunting cars” che ci vede anche stavolta nella veste di facili bersagli da prendere di mira e demolire.

Non di rado purtroppo, succede che i colleghi vengano coinvolti in questi tipi di attentati con conseguenze facilmente immaginabili e prognosi facilmente intuibili, quando addirittura non succede il peggio. Episodi come questo lasciano strascichi prostranti e scorie emotive pesanti perché il sapere di essere alla mercé del primo manigoldo che, inforcando a tutta velocità un veicolo con questo tenti di “speronarci”, lascia un senso di angoscia, lascia domande inevase, lascia un senso d'impotenza che travalica ogni giustificazione sociale e accidentale che saranno invece i cavalli di battaglia di qualche legale che patrocinerà la causa di questi assolutamente volenti killers del volante.

Saluzzo, si diceva, è stata teatro di uno di questi inseguimenti che solo grazie alla prontezza di riflessi dei colleghi e alla Provvidenza divina per taluni, o fortuna per altri, si è risolto solo con ferite fortunatamente non gravi per questi ultimi.

Al di là dell’episodio in sé, è il contesto fenomenico generale che va preso in considerazione. Questo contesto porta un nome chiaro e semplice a intendersi, ovvero la violenza e il clima astioso che circonda noi e il nostro lavoro spesso denigrato, ma fondamentale per il buon andamento e la sicurezza della comunità.

L’unica consolante e consolatoria solidarietà è quella dei colleghi che “vivono la strada” e sanno quali siano i rischi e i brividi che fanno parte del lavoro di pattuglia. La stessa solidarietà che esterniamo ai colleghi di Saluzzo anche loro in attesa da ormai 30 anni della mitologica Riforma della Polizia Locale tanto agognata, attesa anche per sentirci meno soli sulla strada e per sentirci fuori dal mirino di tutti coloro che vogliono fare carambola con noi e di conseguenza con tutto ciò che siamo e rappresentiamo.

Nell’attesa rimarremo comunque al nostro posto, rimarremo sulla strada a onorare il nostro impegno e la nostra divisa nonostante tutte le lacune, le deficienze organizzative e strutturali che viziano il nostro lavoro. Rimarremo al nostro posto con la consueta umiltà e determinazione, perché questa è la Polizia Locale e lo è da sempre.

Ai colleghi di Saluzzo feriti, i nostri auguri di pronta guarigione, a tutti i ragazzi che lavorano sulla strada, buona fortuna.

IL FUORI CORO

Al Direttore

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