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Cronaca | 10 settembre 2019, 17:34

Fossano, ottantacinquenne accusa agente immobiliare: “Per la vendita di un garage ho pagato una provvigione 10 volte più cara”

I fatti risalgono al 2016. L’udienza è stata rinviata il 18 ottobre per il proseguimento dell’istruttoria

Immagine di repertorio - Pixabay

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Volevo vendere il garage. Passò questo bel ragazzo gentile che lavorava presso un’agenzia. Firmai dei fogli, mi aveva detto che il prezzo di vendita era di 10.000 euro, ma io non ne ho ricevuti neppure 7.000.” E’ quanto sostiene una ottantacinquenne fossanese nel processo che vede imputato per truffa l’agente immobiliare E.B., per fatti risalenti all’agosto 2016.

Una vicenda che presenta punti non chiari. La pensionata, che si è costituita parte civile, ha raccontato in tribunale a Cuneo che, facendo leggere il contratto ad un avvocato vicino di casa venne a sapere di essere stata raggirata in quanto all’agenzia sarebbe spettata una provvigione del 3 per cento sul prezzo di vendita, ossia 300 euro, mentre lei gli avrebbe lasciato dieci volte tanto,  3.000 euro.

Sono anche da chiarire le modalità del pagamento all’anziana da parte dell’agenzia immobiliare. Secondo quanto riferito dalla pensionata, lei avrebbe ricevuto due assegni da 5.000 euro ciascuno, che avrebbe cambiato in banca, consegnando all’agente 10.000 euro in contanti: “A me invece ne hanno restituiti 6.900, il resto erano spese per l’agenzia e per il notaio”.

Che il prezzo concordato del garage fosse di 10.000 euro, lo ha confermato anche chi lo acquistò: “Ho concluso con E.B., che però si faceva chiamare con un altro nome, per quella cifra, oltre alle spese dell’agenzia, sui 650 euro e per il notaio. Ho pagato con due assegni circolari da 5.000 euro intestati alla proprietaria”, ha riferito un fossanese davanti al giudice.

Dalle indagini da parte della Guardia di Finanza non sarebbe stato possibile individuare versamenti in contanti sul conto bancario dell’agenzia, mentre fu trovata una fattura intestata alla pensionata di 610 euro come “prezzo per la mediazione”.

L’ex segretaria dell’agenzia: “Ricordo che ci furono dei disguidi con quella cliente, ma non avevo seguito quella trattativa. Mi farebbe però strano che E.B. le avesse detto di pagare il notaio, perché normalmente lo paga l'acquirente”.

L’udienza è stata rinviata il 18 ottobre per il proseguimento dell’istruttoria.

Monica Bruna

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