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Cuneo e valli | 10 settembre 2019, 18:26

Fossano, comprava merci e prodotti per la sua azienda con assegni scoperti: a processo per truffa

Presunte vittime vari imprenditori e commercianti, che quando tornarono per protestare non trovarono più l’azienda

Immagine di repertorio

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Nel 2014 diversi imprenditori avevano denunciato S.B., torinese, sostenendo di essere stati raggirati. Presunte vittime alcuni agricoltori, produttori di vini e commercianti, non solo piemontesi, che, dopo trattative apparentemente senza problemi con S.B., figura commerciale della società “Venus srl” con sede a Cussanio (Fossano), fornivano la merce secondo le tariffe concordate.

Ma dopo i primi pagamenti andati a buon fine da parte della ditta fossanese, gli imprenditori vedevano tornare indietro gli altri assegni posti all’incasso perché scoperti. E quando tornavano presso il capannone di Cussanio, non solo non c’era più traccia di S.B., ma neppure degli uffici e del personale.

Oggi in tribunale a Cuneo nel processo che si sta celebrando contro il B. per truffa, ha testimoniato un commerciante di olio d’oliva di Imperia, che ha rimesso la sua querela. Aveva venduto alla “Venus” un quantitativo di bottiglie di olio, pagate solo in parte.

Un commerciante di carta e detergenti per l’industria ha raccontato come, fra i mesi di giugno e novembre 2014, fu contattato dall’imputato per l’acquisto di una partita di prodotti: “I primi due assegni furono regolarmente pagati dalle banche, ma per le successive forniture arrivarono i problemi: circa 12.000 euro di assegni scoperti. Andai in azienda per chiedere spiegazioni riuscendo a parlare solo con un magazziniere, mentre S.B. non l’ho più visto. Quando son tornato successivamente, non c’era neppure più la ditta”.

Un’altra presunta vittima, un produttore di vino Barbaresco, ha riferito davanti al giudice che l’imputato gli aveva ordinato alcune centinaia di bottiglie: “Eravamo d’accordo che quando mi avrebbe fatto un altro ordine me le avrebbe pagate. Al secondo ordine ritirammo un assegno, ma scoprimmo che era appoggiato su un conto estinto almeno un anno prima”.

L’udienza è stata rinviata il 29 ottobre.


Monica Bruna

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