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Sanità | 11 settembre 2019, 15:43

Il personale non specializzato nei Pronto Soccorso rischia solo di aumentare le criticità

Nursing Up “L’assessore ci convochi, saremo felici di spiegargli la soluzione al problema della carenza di personale: assumere!”

Il personale non specializzato nei Pronto Soccorso  rischia solo di aumentare le criticità

"Le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, che prefigurano l’intenzione di inserire nei Pronto Soccorso “100-150 medici non specializzati, per sopperire alla drammatica carenza di personale”, non solo ci preoccupano e stupiscono, ma sono in totale contrasto con le prescrizioni imposte dal Ministero e dalla legge per la gestione di queste aree critiche di ogni azienda sanitaria.

Consigliamo all’assessore Icardi di riflettere in modo approfondito sulle conseguenze di quanto ha dichiarato, perché è difficile pensare che nella sua posizione non conosca la normativa che regola il servizio sanitario". 

Il Nursing Up, Sindacato degli infermieri italiani e delle professioni sanitarie, sottolinea la totale contrarietà a questo tipo di decisioni che “non possono essere giustificate nemmeno dall’emergenza di una situazione di carenza endemica degli ospedali, che va affrontata in modo costruttivo e non scomposto e inefficace.

“Per affrontare la drammatica carenza di personale che per altro noi denunciamo, inascoltati, da anni – attacca il segretario regionale del Nursing Up Claudio Delli Carri – è necessario un atteggiamento più strutturato, che parta dalle assunzioni di infermieri e professionisti della sanità adeguati e preparati, superando una volta per tutte la politica dei tagli e della sanità vista solo come un conto economico.

Non dovremmo essere noi a ricordare all’assessore che la formazione è in relazione strettissima con la qualità delle prestazioni erogate ai pazienti, per cui inserire persone non qualificate in aree critiche come i Pronto soccorso rischia solo di aumentare le problematiche che giornalmente già affrontano, con enorme spirito di sacrificio, gli attuali operatori.

Ci chiediamo, a questo punto, se l‘assessore appena insediato abbia necessità ancora di tempo per assimilare il ruolo che gli è stato assegnato. Oppure se la fretta di queste dichiarazioni sia dettata dalla preoccupazione che all’orizzonte si profili un nuovo commissariamento della sanità piemontese, se i conti non dovessero tornare.

Auspichiamo, dunque, che quanto prima avvenga un confronto serio tra professionisti, organizzazioni sindacali e assessorato, su questi temi, nel quale saremo felici si spiegare quale sia la soluzione al problema della gravissima carenza di personale nei Pronto Soccorso e nella sanità regionale in genere”.

 

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