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Attualità | 13 settembre 2019, 13:31

Cuneo, Parco Fluviale: si parte con l'iter di definizione del Piano Naturalistico

Il documento è stato illustrato nella serata di ieri (martedì 12 settembre) in Commissione consiliare; dovrà passare anche al vaglio della Regione

Foto generica

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Nonostante l’ampliamento dello scorso marzo – che ha visto l’estensione del Parco Fluviale passare da 4021 ettari totali a oltre 5500 con l’introduzione di quattro nuovi comuni tra cui Fossano – in prima battuta il Piano Naturalistico illustrato nella serata di ieri (giovedì 12 settembre) in V^ Commissione consiliare riguarderà “soltanto” i 281 ettari di riserva naturale originali.

A seguito dell’ampliamento si tratta di un passaggio necessario, che dovrà poi essere presentato in Consiglio comunale e in Regione prima di essere approvato definitivamente” ha sottolineato l’assessore Davide Dalmasso.

A relazionare in merito al Piano – che divide i 281 ettari in 6 diverse aree cogestite dai vari enti comunali, di cui il 68,64% risulta di proprietà pubblica e il 31,36% privata - sono stati i tecnici del gruppo SeaCoop.

Il documento riunisce le attività di pianificazione delle aree protette in modo da potenziare e valorizzare con più efficacia le loro caratteristiche qualitative – come le specie animali e vegetali presenti, che rappresentano un unicum a livello locale e che risultano interessanti anche a livello europeo - , anche a fronte dei probabili cambiamenti climatici con cui il Parco dovrà fare i conti nel futuro prossimo.

Ma il Parco non ha valore unicamente a livello naturalistico, è una risorsa importante anche a livello economico per le zone antropizzate con cui confina.

Questo è stato rappresentato nella trattazione di SeaCoop con la descrizione dei servizi ecosistemici, ovvero quelle funzioni degli ecosistemi che danno in qualche modo beneficio (ovvero risorse, di qualunque tipo) agli esseri umani che con quegli ecosistemi si trovano a interagire.

La comunità scientifica utilizza i servizi ecosistemici e i valori in euro che ogni anno questi riescono a far fruttare per dimostrare l’importanza della difesa delle aree protette. In riferimento al Parco Fluviale e alle comunità coinvolte le sue riserve fruttano 311.301 euro l’anno, che diventano 6.431.712 euro se si comprendono i 4mila ettari dell’intera estensione originale del Parco.

I servizi ecosistemici, in diverse altre parti d’Italia, vengono realizzati tramite dedicati schemi di pagamento - ovvero accordi che possono coinvolgere anche privati – che ne hanno dimostrato la convenienza e l’efficacia.

L’analisi del Piano Naturalistico balza quindi alle serate di lunedì 23 e martedì 24 settembre e al prossimo Consiglio comunale del capoluogo.

simone giraudi

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