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Politica | 14 settembre 2019, 07:30

#controcorrente: il Governo Conte due è legittimo come quello precedente MoVimento 5 Stelle-Lega

L’Italia è una Repubblica parlamentare, quindi se c’è un accordo tra partiti che hanno la maggioranza in Senato e alla Camera non si va contro la volontà dei cittadini. Perché i risultati che contano sono quelli delle Politiche 2018 e non le votazioni Europee e Regionali di quest’anno. Ma l’intesa giallo-rossa (5 Stelle-Pd-Leu) deve concretamente trovare delle soluzioni ai problemi, altrimenti alla prossima elezione del Parlamento trionferà il centrodestra

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (foto scaricata dal profilo Facebook)

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (foto scaricata dal profilo Facebook)

Anche il Governo MoVimento 5 Stelle-Partito Democratico-Liberi e Uguali era l’unico possibile in questo momento. Come quello MoVimento 5 Stelle-Lega era l’unico possibile dopo le elezioni del 4 marzo 2018. Non c’è da scandalizzarsi.

E’ vero che l’introduzione, a partire dalla metà degli Anni Novanta, del sistema maggioritario-misto, ha cambiato la prospettiva e il modo di pensare degli italiani. Il raggruppamento o l’eventuale partito vincitore guida il Paese. Ma se, in entrambi i casi, pur arrivando primi, non raggiungono i numeri necessari ad assumersi la responsabilità di governo, come è successo nel 2018, la nostra nazione è una Repubblica parlamentare. Per cui se alcuni partiti si accordano e l’esecutivo che nasce dal confronto ottiene il consenso del Senato e della Camera, quest’ultimo è legittimato a portare avanti le decisioni programmatiche.

Quindi, anche il Conte due non è una truffa, un inganno e nemmeno va contro la volontà degli italiani.

Certo se si andava alle elezioni, come ripetutamente chiesto dal centrodestra, è  possibile, o probabile, che Lega e Fratelli d’Italia, con Forza Italia, avrebbero vinto la partita. Per questo motivo chi sostiene questa coalizione dice che l’intesa 5 Stelle-Pd-Leu va contro l’intenzione del popolo. Ma i risultati che contano restano ancora quelli delle elezioni Politiche del 2018 e non i voti ottenuti alle Europee e alle Regionali 2019.

Questo Governo si è assunto una bella responsabilità. Però, rispetto a quello 5 Stelle-Lega che era un accordo su alcune linee programmatiche, oggi il patto parrebbe più politico. Cioè un’intesa che va al di là del solo portare a termine i progetti, ma ha, alla base, delle strategie in grado di svilupparsi in futuro per costruire alleanze stabili e non temporanee.

Le elezioni non devono far paura. Anzi. E’ il momento in cui la democrazia, attraverso il voto dei cittadini, esprime al massimo il valore della libertà di un Paese. Tuttavia ci sono delle fasi nelle quali - come ha fatto chiaramente intendere il Presidente Mattarella - un vuoto parlamentare-istituzionale, pur solo di qualche mese, avrebbe potuto comportare rilevanti problemi per l’Italia. E se poi - come ha detto lo stesso Capo dello Stato - esiste una maggioranza in Parlamento che incassa la fiducia bisogna metterla alla prova. Perché il Governo è espressione di una maggioranza in Parlamento e non del popolo.  

Le accuse del centrodestra al Conte due di essere un esecutivo del trasformismo e delle poltrone può essere condivisibile o meno. In ogni caso, però, il 5 Stelle-Pd-Leu alcune riflessioni le merita.

Se durerà fino al termine della legislatura indirizzando le scelte verso le aspettative dei cittadini e del mondo produttivo, in particolare quelle riguardanti le politiche sul lavoro e la riduzione della pressione fiscale, allora può sperare di passare all’incasso raccogliendo un buon numero di consensi alla prossima chiamata alle urne. Invece se chiuderà i battenti prima e/o i provvedimenti non soddisferanno la maggioranza degli italiani la disfatta è sicura.

Inoltre, il MoVimento 5 Stelle e soprattutto il Partito Democratico non devono smontare quanto di buono è stato realizzato negli ultimi quattordici mesi: in particolare alcuni provvedimenti voluti dalla Lega. Come, ad esempio, la quota 100 relativa alle pensioni. Altrimenti corrono il serio rischio di scendere sotto il 10% dei voti. Spianando la strada a un Governo di centrodestra per diversi anni.         

#controcorrente

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