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Politica | 15 settembre 2019, 08:15

Alba, la proposta della Lega: "Uno spazio cittadino intitolato ad Oriana Fallaci"

La mozione presentata dalla capogruppo Elena Alessandria: "Fu grande intellettuale e modello di donna moderna e non allineata. La mia proposta oltre gli steccati della cultura 'di destra' o 'di sinistra'"

Oriana Fallaci (Foto di GianAngelo Pistoia, Colonia 1987, da Wikipedia)

Oriana Fallaci (Foto di GianAngelo Pistoia, Colonia 1987, da Wikipedia)

Dopo quelle che negli ultimi anni hanno interessato il cavaliere Michele Ferrero e gli industriali Franco e Carlo Miroglio (ma in tempi recenti anche suor Tecla Merlo e Giovanni Goria, per citare gli ultimi nomi di una serie periodicamente integrata anche dalle ultime amministrazioni) potrebbe essere quello della giornalista e scrittrice fiorentina (1929-2006) il prossimo nome al vaglio della Commissione Toponomastica comunale per la dedica di uno spazio cittadino alla memoria.

A proporlo Elena Alessandria, capogruppo della squadra di consiglieri che dopo le elezioni del maggio scorso entrati nell’assemblea civica coi colori della lista Lega Salvini, ora prima firmataria di una mozione che, insieme ad altre due (sull’autonomia del Piemonte e di solidarietà alle forze dell’ordine in relazione alla vicenda Sea Watch 3) lunedì 16 settembre verrà presa in esame dalla 4ª Commissione consiliare, prima di venire discussa dall’intero Consiglio.

Sessantun anni, insegnante elementare in pensione, simpatizzante della Lega Nord dal 1994, "dai tempi di Bossi e di Cirio", nella prima linea degli attivisti che insieme al segretario Marco Marcarino hanno riportato le insegne del Carroccio ai piedi delle cento torri dopo anni di assenza, Alessandria così illustra il senso di una proposta "ispirata dalla grande statura di intellettuale che la Fallaci è stata, prima di venire ingiustamente messa in un angolo dopo la morte".

"Personalmente – spiega – la considero come un modello di donna moderna, sempre controcorrente e decisamente poco allineata, poco 'politically correct’ diciamo: tutte qualità che ho sempre sinceramente apprezzato. Credo insomma che intitolarle uno spazio cittadino sia un doveroso omaggio alla sua figura di 'scrittore’, come lei amava definirsi, respingendo la declinazione al femminile del termine. Di persona libera e indipendente, che si è sempre battuta per gli ideali della libertà e giustizia".

E sulle possibili polemiche che tale proposta potrebbe suscitare, considerate le dure prese di posizione contro l’Islam e l’immigrazione islamica verso l’Europa che la Fallaci assunse nei suoi ultimi anni di vita, all’indomani dell’attentato dell’11 settembre 2001, Alessandria precisa: "Vorrei che la mia proposta non venisse considerata come una strumentalizzazione, come l’esaltazione di un personaggio che da più parti viene considerato un paladino della cultura 'di destra', ma piuttosto come un atto dovuto verso una figura che in vita seppe distinguersi per valori, metodi e dignità. Peraltro non mi risulta che la Fallaci sia mai stata una donna di destra: ancora bambina il padre la instradò alla lotta partigiana come staffetta e fu sempre una fiera antifascista. Ma fu anche una penna libera e indipendente, che in modo raffinato ha sempre narrato la storia per come la vedeva, senza essere orientata politicamente".

"Inoltre – conclude la capogruppo, spiegando che "ancora non è stata fatta una valutazione su quale possa essere lo spazio (strada, ma anche piazza, parco, scuola o edificio comunale) da intitolare alla scrittrice" – credo sinceramente che tutti insieme dovremmo superare questa visione della cultura che etichetta temi e autori classificandoli come 'di destra' o 'di sinistra’, dove peraltro la prima è ignorata e solo la seconda è osannata a dispetto di ogni spirito critico".

Ezio Massucco

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