Scuole e corsi - 15 settembre 2019, 12:30

Dal carcere di Alba al vigneto della scuola enologica per aiutare gli studenti delle classi quinte a vendemmiare

I detenuti alle ore 9, scortati da alcuni membri del corpo di polizia penitenziaria, sono giunti presso la cantina sperimentale della scuola dove accolti dal prof. Bruno Morcaldi e dagli allievi delle classi quinte, si sono recati al vitigno Arneis per iniziare le operazioni di raccolta

Dal carcere di Alba al vigneto della scuola enologica per aiutare gli studenti delle classi quinte a vendemmiare

Giovedì 12 settembre, per la prima volta nella giustizia italiana, dei detenuti sono stati ospiti presso la scuola enologica di Alba.

Da anni esiste una convenzione tra la casa di reclusione di Alba e la scuola enologica per la produzione del vino denominato "Vale la pena". Ogni anno gli allievi si recano nel carcere per gestire il vigneto, mentre quest'anno sono stati i detenuti a venire nelle vigne della scuola per aiutare gli studenti a vendemmiare.

Dopo un iter burocratico abbastanza complesso che ha mobilitato tutto il personale della casa di reclusione di Alba dal mese di luglio, la Dott.ssa Giuseppina Piscioneri (direttrice del carcere) e la prof.ssa Antonella Germini (Dirigente dell’IIS “Umberto I” di Alba), sono riuscite a realizzare un progetto che vedeva impegnati in vendemmia presso le vigne della scuola enologica un gruppo di detenuti e gli allievi delle classi 5 A-B-C-D.

I detenuti alle ore 9, scortati da alcuni membri del corpo di polizia penitenziaria, sono giunti presso la cantina sperimentale della scuola dove accolti dal prof. Bruno Morcaldi e dagli allievi delle classi quinte, si sono recati al vitigno Arneis per iniziare le operazioni di raccolta.

Dopo un’ora di lavoro, svolto sotto l’occhio vigile ma discreto del personale di polizia penitenziaria, tutti insieme si sono diretti presso la cantina sperimentale dove hanno pigiato le uve appena raccolte. Successivamente si è tenuto un dibattito, molto partecipato, nell’aula magna dell’Istituto.

Qui gli allievi hanno potuto rivolgere delle domande ai detenuti chiarendo in tal modo tanti dubbi sulla loro condizione di vita da reclusi. Per la scuola, come affermato dal prof. Bruno Morcaldi, quest’attività ha avuto una duplice valenza: da un lato sensibilizzare gli allievi sulle tematiche della legalità e della giustiziata e dall’altro promuovere un percorso di reinserimento sociale dei detenuti attraverso un contatto diretto con le Istituzioni esterne al carcere.

Il Dirigente Scolastico si auspica vivamente che questo rapporto di collaborazione fra le due Istituzioni albesi possa continuare ed essere proficuo per la crescita dei valori e arricchimento personale di tutti noi.

redazione

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