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Cronaca | 16 settembre 2019, 15:31

Cinque anni di prelievi bancomat e mezzo milione sparito dai conti di un’anziana albese: padre e figlia rinviati a giudizio

Il pesante ammanco determinato da operazioni ripetute approfittando dello stato psichico dell’ottuagenaria, ora costituita parte civile insieme al suo amministratore di sostegno

Cinque anni di prelievi bancomat e mezzo milione sparito dai conti di un’anziana albese: padre e figlia rinviati a giudizio

All’esito dell’udienza preliminare celebrata nei giorni scorsi presso il palazzo di giustizia di Asti, il Giudice per le Indagini Preliminari presso lo stesso Tribunale, dottor Federico Belli, ha disposto il rinvio a giudizio di due persone, padre e figlia, rispettivamente del 1953 e del 1981, entrambi residenti ad Alba.

I due dovranno rispondere della pesante imputazione di circonvenzione d’incapace in quanto – in concorso tra loro e al fine di procurarsi un profitto – avrebbero abusato dello stato di deficienza psichica di un’anziana albese, classe 1930, persona che secondo l’accusa formulata nei confronti della coppia presenterebbe tratti depressivi della personalità accentuate dalla perdita del marito e dalla conseguente condizione di solitudine nella quale la donna verserebbe ormai da alcuni anni.

Sempre secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe prima instaurato con l’anziana una relazione di affetto e vicinanza sentimentale, rapporto del quale avrebbe poi approfittato denunciando uno stato di grave difficoltà economica e la necessità di procurarsi denaro per sé e per i propri figli. Insieme alla ragazza, avrebbe quindi estorto l’anziana a compiere atti dagli effetti giuridici per lei pregiudizievoli.

In particolare i due si sarebbero fatti consegnare dalla donna carte bancomat e relativi codici relativi a due conti bancari a lei intestati in due diversi istituti cittadini, e con questi avrebbero provveduto a effettuare numerosi prelievi in denaro.

Tali operazioni si sarebbero ripetute per oltre cinque anni, tra il gennaio 2012 e il marzo 2017, per un ammontare che gli inquirenti hanno quantificato in un totale di circa 500mila euro.

Di tale appropriazione i due – difesi dall’avvocato Aldo Mirate di Asti – dovranno ora rispondere nel processo la cui prima udienza è stata fissata per il prossimo 3 ottobre, di fronte al giudice Giulia Bertolino.

L’udienza preliminare ha visto la costituzione di parte civile da parte dell’anziana donna, unitamente al suo amministratore di sostegno, entrambi assistiti dall’avvocato albese Roberto Ponzio.

Ezio Massucco

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