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Economia | 16 settembre 2019, 18:33

La produzione dei “Pop” all'Alstom Savigliano procede a rilento a causa di due fornitori esterni

I ritardi non sono imputabili al lavoro all’interno dello stabilimento di via Ottavio Moreno, l'azienda conta di rientrare nei tempi entro il prossimo anno. I sindacati: "Alstom si sta impegnando per ridurre i tempi con i fornitori e poter ultimare la commessa nei tempi prestabiliti. E’ interesse di tutti che i treni vengano consegnati in tempo"

La produzione dei “Pop” all'Alstom Savigliano procede a rilento a causa di due fornitori esterni

Procedono a rilento i lavori sul “Pop”  il cui committente è Trenitalia Rfi e che riguarda la produzione di 116 convogli. Il motivo: il ritardo di due importanti fornitori esterni che avrebbero dovuto consegnare i pavimenti e arredi esterni dei prossimi treni regionali. I dati sui carichi di lavoro nello stabilimento di Savigliano – dove passa gran parte della produzione di questo treno – sono stati presentati questa mattina, lunedì 16 settembre, alle segreterie provinciali e alle rsu.

I ritardi non sono imputabili al lavoro all’interno dello stabilimento di via Ottavio Moreno.

“Ad oggi la commessa dovrebbe essere all’incirca intorno al 48° treno e invece siamo a meno di 20 convogli.” – spiega Bruno Gosmar, segretario provinciale della Uilm – “Alstom (che si è contraddistinta in passato per le consegne puntuali ndr) si sta impegnando per ridurre i tempi con i fornitori e poter ultimare la commessa nei tempi prestabiliti. E’ interesse di tutti che questi ritardi, che non dipendono da Alstom, siano colmati.”

I tempi di produzione a pieno regime è di circa due convogli a settimana. La preoccupazione dei sindacati è che questi ritardi possano avere delle ripercussioni sul premio di risultato. Pdr che l’anno scorso ha toccato la soglia record dei 3.600 euro.

“Con un po’ di flessibilità si potrebbe rientrare nei tempi previsti entro l’inizio del 2020.”
-  continua Gosmar – “Ma vogliamo rassicurazioni sulle assunzioni.”

Secondo quanto riportato dai sindacati presenti oggi (Fiom, Fim, Uilm, Fismic e Anqui) sono 400 i contratti interinali attivati all’interno dello stabilimento, la maggior parte operante nel reparto produttivo.

“In produzione le persone impegnate con contratti sono equivalenti agli interinali” – spiega rsu della Fim Cisl Stefano Cassine“Chiediamo il superamento del decreto dignità già avvenuto in un’altra azienda del cuneese, la Itt di Barge. E' necessario che si inizi a ragionare sulla stabilizzazione e sul turn over. Sui ritardi procediamo con prudenza, senza allarmismi. ”

L’età media in produzione è di 49 anni. Nel reparto ingegneria è in programma la stabilizzazione di 20 ingegneri nei prossimi mesi.

Daniele Caponnetto

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