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Attualità | 19 settembre 2019, 18:31

La clostridiosi ha ucciso cento vitelloni francesi in una azienda agricola di Dronero

“È una patologia che si trasmette con l’alimentazione”, dice il direttore del servizio veterinario dell’Asl Cn1. Non ci sono pericoli per l’uomo

La clostridiosi ha ucciso cento vitelloni francesi in una azienda agricola di Dronero

Oltre un centinaio di vitelloni francesi è morto in un allevamento agricolo a Dronero, nel giro di pochi giorni. A causare il decesso, con molta probabilità, è stata la clostridiosi, ossia un tipo di malattia che si verifica quando i batteri del genere Clostridium entrano nel corpo del bovino.

Come spiega il direttore responsabile del servizio veterinario dell’Asl Cn1, il direttore Giancarlo Bertola: “Con tutta probabilità ad uccidere i capi sono stati questi microbi che causano gravi danni alla bestia, fino alla morte, come è accaduto in questo caso”.

Ma come si prende la clostridiosi? “Solitamente attraverso l’alimentazione, quindi mangime oppure fieno dove all’interno ci sono questi germi che tra l’altro sono molto resistenti nell’ambiente perché producono molte spore aloro volta con una grande resistenza, che poi nell’animale si replicano e producono tossine che provocano la morte dell’animale in un breve periodo di tempo. Proprio come è accaduto in questo caso”.

Questo significa comunque che non è una malattia che si trasmette tra animali e tantomeno può contagiare l’uomo.

“Questo - precisa il dottor Bertola - è stato certificato anche dal fatto che in un capannone attiguo, dove sono allevati altri animali che hanno avuto una alimentazione diversa, non si sono verificate malattie o decessi”.

In un solo giorno sono morti circa ottanta capi, gli altri venti nei giorni successivi, causando un danno non indifferente all’azienda agricola.

NaMur

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