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Attualità | 20 settembre 2019, 20:44

Cheese 2019. Carlo Petrini si scaglia contro la logica industriale di massificazione dei prodotti

Dopo l'acquisizione da parte di Coca Cola, Slow Food ha interrotto la collaborazione con Lurisia. “I nostri ideali continuano ad essere a fianco di questa biodiversità dei piccoli che fanno la differenza. Sono loro che creano valore e danno identità culturale”

Cheese 2019. Carlo Petrini si scaglia contro la logica industriale di massificazione dei prodotti


 “In queste ultime ore sono un po’ tormentato da una visione”.

Dopo Amazon e quant’altro, pensava di averle viste tutte Carlo Petrini, ma ecco che la Coca Cola ha acquisito la Lurisia, storica azienda di acque minerali. “Vogliono farmi credere che una multinazionale è una cosa buona. No, no. È come prendere 33 anni della nostra vita e dire che abbiamo scherzato. No, noi non scherziamo, siamo convintissimi che con l’industria, anche con le multinazionali, bisogna favorire un dialogo, che è un elemento distintivo, ma mantenendo fermo un piede. Non deve essere un dialogo in cui si abbandonano i nostri ideali. I nostri ideali continuano ad essere a fianco di questa biodiversità dei piccoli che fanno la differenza. Sono loro che creano valore e danno identità culturale”.

Così il presidente di Slow Food direttamente dal palco dell’inaugurazione di Cheese, avvenuta nella mattinata di venerdì 20 settembre. Di fronte alla folta platea di pubblico, ha spiegato ragioni importanti che stanno alla base di una filosofia di vita. “Nei 33 anni di vita di Slow Food la missione è stata quella di difendere la biodiversità e gli elementi di specificità che garantiscono il valore dei prodotti. E noi sappiamo distinguere il valore dal prezzo. Solo se il valore è riconosciuto, il prezzo sarà equo. Se il prodotto diventa massificato ne trarranno vantaggio la distribuzione, magari i cittadini consumatori, ma non certamente la produzione fatta di contadini, pescatori, allevatori, artigiani che producono il formaggio e quant’altro esiste nel mondo. Tutta la filiera deve essere trattata equamente e oggi non lo è. Un sistema distributivo che non tiene conto di questo, alla fine fa del danno a se stesso”.

Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti e Petrini li ricorda con tono serio e pacato: “I supermercati hanno distrutto le botteghe e noi non abbiamo mosso un dito. Oggi queste botteghe ci mancano e mancano nei villaggi della nostra bella Italia. Il nostro habitat sta diventando un villaggio dormitorio. Chi garantisce la vita degli anziani. Chi garantisce che la comunità abbia la socialità necessaria? Se continuiamo di questo passo, non avremo più l’Italia, perché il patrimonio più prezioso di essa è la socialità che stiamo perdendo”.

Prima, il fondatore di Slow Food aveva parlato di far rinascere le antiche botteghe magari gestite dai giovani che in maniera multidisciplinare sapranno sfruttare le nuove tecnologie: “Il perno della nostra nuova economia è nella diversità dei territori e nella capacità dei territori di rendere dei giovani orgogliosi di tornare alla terra e dell’orgoglio di ridare valore alle comunità.  Diversamente siamo destinati ad un approdo che è solo a beneficio di pochi”.

Il concetto è stato ribadito più volte e con forza da un uomo che non crede nella logica della massificazione dei prodotti. “Questa logica va a finire nelle mani di poche persone che fanno i soldoni a dispetto di tutta la comunità. Possono chiamarsi Amazon o tutto quello che volete, ma chi fa i soldi sono sempre più pochi e la moltitudine non ne trae vantaggio”.

E, pensando al miglior latte prodotto in Sardegna che veniva raccolto da centrali industriali, afferma: “L’omologazione del prodotto portava a pagare pochi centesimi gli allevatori. Si è distrutta un’economia in virtù di una logica industriale”.

Ma non tutto il mondo è paese, secondo Carlin: “Passeggiando per Bra vedrete un’altra economia, un’economia di piccola scala, un’economia che fa la diversità e valorizza i territori”.

Da questo punto di vista, il deus ex machina di Cheese si è detto molto fiero dei rappresentanti politici e dell’Amministrazione locale che sono intervenuti, aggiungendo: “La sfida che abbiamo davanti è dura ed esige l’accordo di tutti”. Per lui forti applausi e tanti consensi. Giusto così. 

Silvia Gullino

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