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Politica | 21 settembre 2019, 12:00

C’è già qualcosa di “renziano” nella giunta lib-lab di Cuneo

Il sindaco Federico Borgna, per ora, sta prudentemente alla finestra, ma la sua maggioranza (per quanto civica) ha caratteristiche politiche per essere considerata un laboratorio ante litteram di ciò che si prefigge “Italia Viva”

La Giunta comunale cuneese, guidata dal sindaco Federico Borgna

La Giunta comunale cuneese, guidata dal sindaco Federico Borgna

“Per ora voglio capire il contenuto politico della scelta di Matteo Renzi, che spero non indebolisca il governo”.
Federico Borgna, prudentemente, non si sbilancia anche se il profilo politico della sua maggioranza – a ben osservare – ha tutte le caratteristiche politiche di un laboratorio ante litteram di ciò che il leader toscano, dopo la rottura col Pd, ha in animo.
Qualcuno probabilmente contesterà questa chiave di lettura, ma è un dato oggettivo che la sua coalizione, per quanto connotata civicamente (ma solo in parte), abbia elementi che ad un osservatore attento non possono sfuggire.
Borgna è sindaco dichiaratamente di centrosinistra che si riconosce in Monviso in Movimento, il gruppo civico che ha nell’ex assessore regionale Alberto Valmaggia e nell’ex viceministro all’Agricoltura ed ex presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero i suoi referenti.
Un’associazione che oggi, dopo la mancata elezione di Valmaggia e lo sciame sismico che sta terremotando vari partiti, si guarda intorno per valutare il da farsi.
Vicesindaco è Patrizia Manassero, già senatrice Pd, espressione della componente che ha sostenuto Nicola Zingaretti nella sua corsa alla segreteria nazionale.
Il gruppo consiliare Pd conta 7 rappresentanti.
C’è poi il gruppo Cuneo Solidale e Democratica, di chiara impronta di centrosinistra (3 consiglieri), accanto a uno più squisitamente centrista, Crescere Insieme (3 consiglieri).
Della maggioranza, per quanto senza rappresentanza in giunta, fa parte pure l’unico consigliere comunale dei Moderati, Alberto Coggiola. Il leader indiscusso degli “estremisti del buonsenso”, Mimmo Portas, sarà il responsabile organizzativo nazionale della nuova formazione di Renzi, un ruolo di primo piano che fa supporre che i Moderati abbraccino la causa di “Italia Viva”.
L’altro maggiore gruppo consiliare, “Centro per Cuneo – Lista Civica”, che conta lo stesso numero di consiglieri del Pd (7) e costituisce uno dei cardini della maggioranza, è formato da alcuni esponenti di mai celate simpatie liberali (in particolare “costiane”) o ex Ncd-Udc, che non si sono mai riconosciuti nel Pd e che non hanno indirizzato i loro consensi al centrosinistra nelle consultazioni politiche, europee o regionali.
Due anni fa avevano preso le distanze da Forza Italia, allora rappresentata da Massimo Garnero, poi migrato in Fratelli d’Italia, e avevano chiesto con convinzione la riconferma di Borgna, anche quando il Circolo Pd di Cuneo lo osteggiava e premeva per candidare sindaco la senatrice Manassero.
Costoro erano stati precursori “de facto” di quell’asse centrista e trasversale che Renzi sembra voler aver in animo di realizzare.
Il sindaco si mantiene in bilico, pencolante tra un forno e l’altro per mantenere unita una maggioranza alla quale tornerebbe quanto mai utile un ipotetico collante renziano.
Ma mentre si occupa nel contingente di Cuneo, Borgna, legittimamente, non dimentica Roma.  
Mercoledì ha partecipato al Nazareno a un incontro con 18 colleghi, tra cui il suo caro amico sindaco di Bergamo Giorgio Gori, promosso dal segretario del Pd Zingaretti.
La situazione politica nazionale – anche se tutti lo negheranno ognuno accampando proprie acrobatiche motivazioni – genera fermento anche nel municipio del capoluogo di provincia.
Cuneo, per quanto città di confine, è pur sempre Italia.       

Giampaolo Testa

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