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Politica | 28 settembre 2019, 07:30

#controcorrente: la marcia dei giovani per il clima questa volta non è più stata l’occasione di “marinare” la scuola

Dopo la terza iniziativa di protesta nel mondo, organizzata anche a Cuneo e ad Alba, bisogna ascoltarli. Perché loro sono il futuro del Pianeta. E gli adulti non glielo stanno consegnando nelle condizioni migliori

Le manifestazioni di Cuneo e Alba

Le manifestazioni di Cuneo e Alba

Questa volta i fenomeni devastanti collegati ai cambiamenti climatici non li possiamo considerare lontani dal nostro territorio. Già da alcuni anni purtroppo ne abbiamo dovuto pagare le conseguenze con i violenti nubifragi o gli impressionanti vortici di aria. Ma ora il Piemonte ha l’incombente pericolo del ghiacciaio Planpincieux del Monte Bianco che sta scivolando a valle.  E nella provincia “Granda” alcune masse compatte di neve del Monviso e del Gelas potrebbero essere a rischio.

Venerdì 27 settembre i giovani di tutto il mondo hanno marciato per un futuro sostenibile. Tornando in piazza per rilanciare e far rimbalzare in ogni strada del Pianeta l’appello della giovane svedese Greta Thunberg di contenere le trasformazioni del clima. Anche in Italia, a Cuneo e ad Alba.

C’è chi, tra gli adulti, ha detto di organizzare la manifestazione di protesta alla domenica quando non si va scuola. O di andare, tutti i giorni, alle lezioni, con i bus pubblici, in bicicletta o a piedi e di non farsi portare in auto dai genitori. Può anche darsi che in queste riflessioni ci sia un fondo di verità.

Ma, essendo quella di venerdì, la terza marcia, significa che sta cambiando qualcosa. La loro non è più stata, come poteva essere la prima volta, un’occasione per “marinare”  la mattina di studi. E allora i giovani bisogna ascoltarli perché sono il futuro del mondo. E questo mondo gli adulti non glielo stanno consegnando nelle condizioni migliori. Per cui prima di criticare le scelte di chi per età non ha ancora potuto distruggerlo, bisognerebbe fermarsi un attimo e pensare a cosa è accaduto durante gli ultimi decenni in nome della crescita economica continua e permanente.

La mano dell’uomo ha colpito, violentato, distrutto, saccheggiato la Natura attraverso gli sprechi energetici, le cementificazioni invasive, il rilascio in atmosfera di gas tossici, l’interramento di materiali pericolosi, la produzione di rifiuti oltre ogni limite. E la Natura si è ribellata, provocando eventi meteorologici estremi, dissesti idrogeologici continui, malattie sempre nuove e difficili da curare.

Per cui, bisogna invertire la rotta. E’ vero che le grandi decisioni, come il contenimento della temperatura globale, spetta ai governanti dei Paesi del mondo attraverso misure concrete di tutela dell’ambiente. Però a modificare le abitudini consolidate possiamo contribuire tutti. Iniziando dai piccoli gesti quotidiani: in casa; sul lavoro e nel tempo libero.

#controcorrente

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