/ Cronaca

Cronaca | 07 ottobre 2019, 15:02

Padre e figlia accusati di circonvenzione d’incapace: tra le parti civili anche la sorella dell’anziana vittima

Nuova udienza nel processo che vede imputata una coppia di albesi, accusati di aver sottratto dal patrimonio della donna fondi per 500mila euro

Padre e figlia accusati di circonvenzione d’incapace: tra le parti civili anche la sorella dell’anziana vittima

Prosegue presso il Palazzo di Giustizia di Asti il processo che vede una coppia di albesi – sono padre e figlia, rispettivamente del 1953 e 1981, difesi dall’avvocato Aldo Mirate di Asti – a giudizio per circonvenzione d’incapace.

Secondo l’accusa i due, in concorso tra loro e al fine di procurarsi un ingiusto profitto, avrebbero abusato della condizione di minorità psichica e del conseguente stato di solitudine di un’ottuagenaria albese, classe 1930.

In particolare, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe prima instaurato con l’anziana una relazione di affetto e vicinanza sentimentale. Poi avrebbe approfittato dello stesso legame convincendola circa un proprio supposto stato di grave difficoltà economica e della necessità di procurarsi denaro per sé e per i propri figli.

Insieme alla ragazza, si sarebbe fatto quindi fatto consegnare carte bancomat e relativi codici relativi a due conti bancari intestati alla donna in due diversi istituti cittadini, e con questi i due avrebbero provveduto a effettuare numerosi prelievi in denaro. Operazioni che, ripetute per oltre cinque anni, tra il gennaio 2012 e il marzo 2017, avrebbero portato ad ammanchi, nel patrimonio della donna, quantificati in un totale prossimo al mezzo milione di euro.

L’udienza celebrata lo scorso 3 ottobre davanti al giudice monocratico Giulia Bertolino ha visto la costituzione come parte civile della presunta vittima del raggiro, col suo amministratore di sostegno, giusta l’autorizzazione del giudice tutelare presso lo stesso tribunale, ma anche della sorella della donna, anch’ella albese, sua unica congiunta diretta, che dal momento dei fatti ospita la vittima presso la propria abitazione.

Dopo essersi pronunciato su alcune eccezioni preliminari il giudice ha rinviato il procedimento al prossimo 9 gennaio per l’audizione di cinque testi del Pubblico Ministero. Tra questi i Carabinieri che avevano raccolto l’esposto e che hanno effettuato le indagini e la persona che aveva materialmente segnalato i fatti della autorità.

L’avvocato albese Roberto Ponzio, che patrocina in giudizio la parte offesa: "Si tratta di una condotta molto grave, commessa ai danni di una persona anziana e affetta da tratti depressivi della personalità, accentuati dal lutto per la perdita del marito".

Ezio Massucco

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium