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Attualità | 10 ottobre 2019, 18:22

Ritorno in Langa per il Giro d’Italia 2020? Nei sogni degli appassionati partenza da Alba per la salita decisiva al Fraiteve

Nell’attesa della presentazione ufficiale del prossimo 24 ottobre insistenti rumors indicano la capitale delle Langhe come partenza del tappone montano che porterà i corridori al Sestriere. Gli ultimi precedenti con la cronometro Barolo-Barbaresco del 2014 e col passaggio della Abbiategrasso-Pratonevoso del 2018

La partenza della Cuneo-Pinerolo del maggio scorso

La partenza della Cuneo-Pinerolo del maggio scorso

Passaggio ai piedi delle Langhe per il Giro d’Italia? Così direbbero le ultime indiscrezioni sull’edizione 2020 della corsa rosa, il cui percorso sarebbe in via di definitiva compilazione proprio in questi giorni prima della sua ufficializzazione, che avverrà con la presentazione che Rcs ha già messo in calendario per il prossimo 24 ottobre, presso gli studi Rai di via Mecenate a Milano.

Tra le certezze del momento, da parte degli organizzatori, ci sono solamente le prime tre tappe del tour, sulle 21 previste nel suo intero calendario.
Come già negli ultimi tredici anni (lo scorso da Gerusalemme) la colorata carovana su due ruote prenderà il via in terra straniera, questa volta dalla capitale ungherese Budapest, dove la celebre piazza degli Eroi (Patrimonio Unesco) vedrà la partenza della cronometro – 9,5 km con finale in salita ai piedi del castello – già inserita in calendario per il prossimo 9 maggio, sabato.

Dopo altri due giorni e altrettante tappe in Ungheria è previsto il trasferimento in Italia, dove con tutta probabilità si ripartirà dalla Sicilia. teatro di altre tre giornate con passaggi a Noto, Siracusa, Capo d’Orlando (Messina) e Palermo, e con l’ipotesi di una cronoscalata che potrebbe portare i corridori fino a 2.859 metri sull’Etna.

Più incerto il percorso che porterà alla risalita dello Stivale. L’ipotesi più accreditata è quella che prevede passaggi attraverso Calabria, Puglia, Abruzzo e Romagna, con Toscana grande esclusa nell’attesa di tornarci nell’edizione 2021.
In alternativa si guarda a una ripartenza dalla Campania, per poi passare negli Abruzzi, nelle Marche e quindi in Toscana, Romagna e Veneto. Poi tre giorni in Friuli (in forza di un accordo tra Regione e Rcs) e l’immancabile Trentino, la Valtellina e il Varesotto. Questo prima di un passaggio in Piemonte che – passando probabilmente per Asti (possibile sede di arrivo) -, una volta giunti alla 20ª e penultima giornata, vedrebbe Alba candidata a ospitare la partenza del decisivo tappone montano in calendario per sabato 30 maggio.

Proprio dalla capitale delle Langhe, insomma, potrebbe partire il gran finale della corsa, col ritorno dei corridori – in quello che sarebbe l’ultimo atto della competizione prima del traguardo finale di Milano (domenica 31) – sulle strade sterrate che portano alla vetta del Monte Fraiteve (2.700 metri), sopra Sestrière.

In attesa di conferme – ad oggi le bocche di addetti ai lavori e amministratori sono tutte ben cucite, in attesa della presentazione ufficiale attesa tra due settimane –, c’è tempo per sognare.

L’ultima tappa in Langa della corsa più amata dagli italiani risale al 22 maggio 2014, coi 42.4 km della cronometro Barolo-Barbaresco, la 12ª di quell’edizione. Il tempo migliore fu quello realizzato dal colombiano Rigoberto Uran, che con quella vittoria si assicurò anche la maglia rosa, prima di cederla al vincitore finale di quell’edizione, il connazionale Nairo Quintana.

Negli anni successivi il Giro ha più volte ribattuto le strade della Granda. Nessun passaggio nel 2015, ci è tornato nel 2016 con due tappe: la Guillestre-Sant’Anna di Vinadio (20ª) e quella conclusiva, da Cuneo a Torino (21ª), passerella finale per il vincitore assoluto Vincenzo Nibali. Nuovo passaggio a vuoto nel 2017, la corsa ha rivarcato i confini della nostra provincia sia nel 2018 (con la Abbiategrasso-Pratonevoso del 24 maggio, 18ª tappa vinta dal tedesco Maximilian Schachmann) che quest’anno, 2019, con la Cuneo-Pinerolo del 23 maggio scorso.

Ci ritornerà anche nel 2020? I bene informati sono pronti a giurarci. Per la conferma non rimane che attendere ancora due settimane.

Ezio Massucco

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