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Viabilità | 10 ottobre 2019, 12:46

A nove anni dal crollo Monchiero torna a sperare di riavere il suo ponte: nel decreto del dopo Morandi i 4 milioni per ricostruirlo (FOTO)

Sul moncone della Sp 159 il sopralluogo del governatore Cirio, giunto in paese con l’assessore ai Trasporti Gabusi e il presidente provinciale Borgna. "Una vergogna da sanare. I fondi li abbiamo trovati, ora facciamolo e in fretta"

A nove anni dal crollo Monchiero torna a sperare di riavere il suo ponte: nel decreto del dopo Morandi i 4 milioni per ricostruirlo (FOTO)

"Una delle ferite del nostro territorio che ora riusciremo finalmente a rimarginare". Così il presidente della Regione Alberto Cirio si è espresso questa mattina, giovedì 10 ottobre, nel corso del sopralluogo tenuto insieme al suo assessore ai Trasporti Marco Gabusi e al presidente della Provincia Federico Borgna sul ponte della Provinciale 159 di Monchiero, crollato alle due del pomeriggio di domenica 27 giugno 2010 – ad alcuni mesi dalla chiusura disposta dalla Provincia dopo che il manufatto aveva manifestato segni di cedimento – e da allora mai ricostruito.

A nove anni dal crollo, e con in mezzo i chiari di luna che in questo decennio hanno ridotto al lumicino i fondi a disposizione della Provincia per la cura dei suoi 3.300 km di strade e i suoi mille ponti, la possibilità di finanziare i 4 milioni di euro necessari a ricostruire i 102 metri di campata del collegamento col vicino comune di Lequio Tanaro è finalmente divenuta concreta grazie ai fondi che la Regione ha individuato nel decreto conosciuto come "Salva Ponti", provvedimento messo allo studio del Governo all’indomani di un altro ben più celebre e tragico crollo, quello che nell’agosto 2018 si portò via il Ponte Morandi di Genova, e dopo il censimento delle infrastrutture stradali a rischio realizzata con l’aiuto delle stesse Province in seguito alla stessa tragedia.

L’approvazione definitiva del provvedimento è attesa entro la fine dell’anno. Sul tavolo al momento ci sono 250 milioni di euro di fondi riservati al solo bacino padano che lo Stato si impegna a erogare nell’arco di cinque anni.
"Di questi ci attendiamo che una parte rilevante venga assegnata al Piemonte", hanno spiegato Cirio e Gabusi, rivendicando come un successo delle Regioni l’aver respinto l’assalto che sullo stesso pacchetto era già stato tentato dall’Anas.

"In testa alle tante necessità segnalate con la mappatura dei ponti a rischio seguito al crollo Morandi avevamo ovviamente inserito il ponte di Monchiero, insieme a quello di Cardè", ha spiegato Borgna, prima di aggiungere che "l’opera rientra tra quelle di cui è già stata avviata la progettazione da parte degli uffici provinciali: ora è allo stadio preliminare e c’è già un primo via libera da parte dell’Aipo, l’autorità fluviale (presieduta dallo stesso Gabusi, ndr), mentre l’intenzione è quella di affidarne il proseguimento a professionisti esterni, di modo da stringere al massimo i tempi della fase che porterà all’appalto".

"Entro la fine del nostro mandato, in quattro anni quindi, il ponte dovrà essere finito", è l’impegno assunto dal presidente regionale Cirio, fiducioso di come, con l’affidamento dell’opera nelle mani della Provincia si aggireranno le lungaggini e la burocrazia che "tante altre ferite hanno creato a questo territorio".

Il riferimento è ai "trent’anni dell’Asti-Cuneo e ai venti dell’ospedale di Verduno", ma anche alla variante di Demonte, "bloccata da un parere del Ministero per la presenza di venti metri del muro di un forte, quando anche la Sovraintendenza Regionale aveva dato il proprio assenso all’intervento".

"Un paese civile non lascia un moncone come questo per dieci anni ha aggiunto ancora il governatore, prima di richiamare il tema dell’opportunità di una maggiore autonoma a vantaggio delle Regioni e della bistratttata Granda: "Solo in questa provincia il saldo fiscale, cioè la differenza tra quello che i cittadini pagano di tasse e quanto ne ricevono, è di 1.5 miliardi di euro, che diventano 10 miliardi a livello regionale. Basterebbe trattenere sul territorio un mese di imposte per fare tutte le opere di cui abbiamo bisogno".

Grande ovviamente la soddisfazione del primo cittadino di Monchiero Riccardo Ghigo, che ha fatto da padrone di casa per il sopralluogo prima di partire per Roma, dove prenderà parte all’assemblea dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni: "Quella annunciata qui oggi dal governatore Cirio e dal presidente Borgna è una notizia importantissima, come è fondamentale l’attenzione che hanno riservato a un piccolo centro come il nostro. Senza fare squadra e senza l’aiuto degli enti sovraordinati i municipi come il nostro (circa 500 residenti, ndr) rischiano di morire, per cui sono felicissimo della buona notizia che Regione e la Provincia sono venuti a darci oggi".

Il consigliere provinciale delegato alla Viabilità Annamaria Molinari ha infine annunciato che già nei primi mesi del prossimo anno andranno in appalto le tre rotatorie (in località Fornaci a Monchiero, in zona Stazione a Carrù e a Clavesana) che l’ente cuneese andrà a realizzare in questa zona grazie alle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione Europei.

Ezio Massucco

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