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Cronaca | 11 ottobre 2019, 08:19

Recuperato in elisoccorso l’alpinista francese ferito dopo esser stato travolto da una scarica di sassi sul Monviso

Il mezzo aereo è decollato dalla base di Corso Marche, a Torino e si è portato in quota non appena possibile, poco dopo le ore 7.30. L’allarme era stato lanciato dagli stessi escursionisti con l’ausilio della radio ricetrasmittente presente all’interno del bivacco Andreotti, a quota 3225 metri di altitudine

Le foto dell'intervento

Le foto dell'intervento

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 8.55: L’uomo francese rimasto ferito in seguito alla scarica di pietre è stato raggiunto dall’elisoccorso decollato dalla base di Corso Marche, a Torino. Il mezzo aereo si è portato in quota non appena possibile, poco dopo le ore 7.30.

Giunto sul Monviso, ha imbarcato a bordo il ferito, per poi procedere in direzione del dipartimento di emergenza ed accettazione dell’ospedale “Santissima Annunziata” di Savigliano, dove l’uomo verrà ora sottoposto a tutte le cure e gli accertamenti del caso.

ORE 8.19: Due alpinisti francesi - un uomo e una donna - sono stati travolti, ieri (10 ottobre) da una scarica di pietre mentre si trovavano sul Monviso, in fase di discesa dalla "normale".

L’allarme è scattato nella tarda serata, intorno alle 21, lanciato dagli stessi escursionisti con l’ausilio della radio ricetrasmittente presente all’interno del bivacco Andreotti, a quota 3225 metri di altitudine. Si è quindi immediatamente attivata la macchina dei soccorsi.

Dalla Val Varaita, a piedi, sono partite le squadre di soccorso: i due sono stati raggiunti intorno alle ore 2 da tre tecnici del Soccorso alpino, un medico Sasp e un operatore del nucleo Speleo-alpino-fluviale dei Vigili del fuoco.

Giunti all’Andreotti, i soccorritori hanno potuto appurare le condizioni di salute della coppia. Illesa la donna, mentre l’uomo che era con lei, colpito dai sassi, ha riportato un trauma cranico non commotivo, ma con una ferita lacero contusa, e una sospetta frattura alla mano.

L’alpinista è stato medicato. Le squadre di soccorso, complice anche il buio, hanno deciso di trascorrere la notte nel bivacco, monitorando costantemente la situazione. Si attende ora l’apertura della prima base elisoccorso utile per decollare e portarsi in quota, per il recupero degli alpinisti e dei soccorritori.

A valle dell’Andreotti sono rimaste altre squadre di soccorso, pronte a intervenire in caso di necessità: eventualità che però non si è fortunatamente verificata.

Nicolò Bertola

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