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Cronaca | 11 ottobre 2019, 15:45

Processo all’ndrangheta del Basso Piemonte: 12 anni e 8 mesi la condanna inflitta al presunto boss albese Rocco Zangrà

Da Torino i primi verdetti per il procedimento nato dall’operazione Barbarossa, sulle infiltrazioni criminali tra la capitale delle Langhe e l’Astigiano. 17 gli imputati giudicati colpevoli in primo grado, con pene fino a 20 anni. Risarcimenti per 350 mila euro ai Comuni di Costigliole d'Asti e Asti, costituiti parte civile

Un momento di una riunione di alcuni degli affiliati della presunta 'locale' ripreso una telecamera nascosta dai carabinieri

Un momento di una riunione di alcuni degli affiliati della presunta 'locale' ripreso una telecamera nascosta dai carabinieri

Nel tardo pomeriggio di ieri, 10 ottobre, il tribunale di Torino ha condannato in primo grado i diciassette esponenti della 'ndrangheta tra Costigliole d'Asti, Asti e Alba, che i carabinieri del Comando provinciale di Asti avevano individuato con l'operazione Barbarossa.

La sentenza è del giudice Stefano Sala.
Il processo, che si è svolto a porte chiuse e con rito abbreviato, è terminato con diciassette condanne fino a 20 anni di reclusione, che confermano sommariamente le richieste pena dei pm Paolo Cappelli e Stefano Castellani della Dda di Torino, che in aula erano affiancati dal procuratore aggiunto Annamaria Loreto. Le condanne per associazione a delinquere di stampo mafioso sono state tredici. Tra gli altri capi d'imputazione, i più gravi sono rapine ed estorsioni.

LE CONDANNE

La pena più alta è per Michele Stambè, 14 anni 8 mesi per Luca Scrima, 12 anni e 8 mesi per il presunto boss albese Rocco Zangrà, 11 anni e 10 mesi per Salvatore Stambè, 11 anni e 4 mesi per Bruno Agostino, 11 anni per Salvatore Carè, 10 anni per Giuseppe Emma e per Vincenzo Emma, 9 anni e 8 mesi per Adriano Emma, 9 anni e 4 mesi per Giuseppe e Ferdinando Catarisano, 9 anni per Daniele Stambè, 9 anni e tre mesi per Gianfranco Guzzetta; per Agim Lena cinque anni, 3 anni per Salvino Gamuzza, 2 anni e 2 mesi a Massimo Marchiori e 1 anno e 4 mesi a Massimo Pugliese.

Previsti risarcimenti che ammontano a 350 mila euro per i Comuni di Costigliole d'Asti e Asti, che si erano costituiti parte civile: 250 mila euro per Costigliole e 100 mila per Asti.

"Si tratta di somme provvisoriamente esecutive", ha detto al termine dell'udienza l'avvocato delle parti civili Giulio Calosso.  
Processo ancora in corso al tribunale di Asti per altri nove imputati nella stessa indagine, ma che hanno scelto il rito ordinario. Il Collegio aveva fissato le date delle prossime sedute, che saranno il 15 e il 22 ottobre e poi  ogni martedì fino all'inizio del prossimo anno. I testimoni da sentire sono sessanta. I giudici sono Elisabetta Chinaglia (presidente), Marco Dovesi e Beatrice Bonisoli (giudici a latere).

La Regione Piemonte, i Comuni di Asti e Costigliole d'Asti si erano costituiti parte civile, insieme a una sola delle 21 vittime. 

Tutto era partito dalle indagini del 2014 e 2015 dell'operazione Barbarossa dei carabinieri del Nucleo investigativo di Asti, che a maggio 2018 avevano arrestato 26 persone tra Costigliole, Asti e Alba.

M. M.

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