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Agricoltura | 11 ottobre 2019, 07:30

Quattro giorni in Valle Grana trascorsi dalle terze dell’Agrario “Virginio” di Cuneo per conoscere la zona e stare insieme (FOTO)

Gli studenti hanno potuto incontrare molti imprenditori e partecipare alle attività, spostarsi a piedi, pulire i sentieri e visitare alcuni luoghi artistici e architettonici. La scoperta più interessante è stata quella che “il cellulare non è indispensabile e ci si può divertire anche senza essere “connessi”

Alcuni studenti del "Virginio" sul ponte di Monterosso durante la visita alla Valle Grana

Alcuni studenti del "Virginio" sul ponte di Monterosso durante la visita alla Valle Grana

A giugno dello scorso anno scolastico e a settembre di quello iniziato un mese fa, le classi terze dell’Istituto Tecnico Agrario “Virginio” di Cuneo sono state quattro giorni e quattro notti ospiti in Valle Grana. Durante le due tornate, hanno partecipato all’iniziativa una sessantina di studenti. Il tutto nell’ambito del progetto “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, già “Alternanza Scuola-Lavoro”.

Obiettivo? Incontrare gli imprenditori e lavorare con loro, ma anche apprendere la storia e la cultura della zona. Spostandosi a piedi tra i sentieri di media-bassa montagna, adatti per tutte le stagioni e ogni tipo di escursionismo, gli allievi hanno visitato luoghi artistici e architettonici rappresentativi di epoche storiche in cui le valli alpine erano simboli della prosperità economica. Come le cappelle di San Bernardo e San Mauro; San Sebastiano e Santa Maria della Valle. Diventando anche parte attiva nella pulizia dei tracciati  e, armati di cartine e di righello, cimentandosi nello stabilire i confini di alcune proprietà.

Inoltre, hanno potuto conoscere direttamente diverse realtà produttive che continuano a raccontare un passato vivo e ricco di fermenti positivi. Sono stati protagonisti nella scelta delle materie prime per i laboratori di lavorazione degli sciroppi a “L’Ostal” di Cavaliggi e del pane a Valgrana. A “La Courdeto” di Monterosso hanno provveduto a scerbare l’erba nei campi di lavanda. E’ poi stata grande l’emozione di partecipare alla ricerca del tartufo nero di Montemale, usando i cani e accompagnati dagli esperti Franco e Fabrizio.  

Così come assistere alla produzione del pregiato formaggio “Castelmagno”, seguiti da Emanuele del Caseificio “Alta Valle “Grana”. Occasioni formative di grande valore le hanno offerte la conoscenza della razza bovina “Bruna Alpina” all’azienda “La Bruna” e delle capre camosciate di Filippo Renaudo, il vedere all’opera la macchina per il diserbo meccanico dell’aglio e la sua trasformazione alla “Fattoria dell’Aglio”.

L’esperienza è stata arricchita, aprendo nuovi orizzonti per la mente e per il palato, dalle prove di degustazione di sciroppi, focacce, creme all’aglio e allo zafferano e Castelmagno.

"Dei quattro giorni - dicono gli studenti - le esperienze più belle ce l’hanno regalate  lo stare insieme, condividendo il lavoro e la fatica delle camminate, lo spartirsi l’acqua della borraccia, l’imparare da un compagno come si realizza una canaletta di scolo o come si usa un seghetto. Ma soprattutto incontrare gli imprenditori che fanno coltivazioni e lavori non proprio soliti in luoghi difficili e complicati”.

D’accordo gli insegnanti: “La creatività e la fantasia degli allievi sono state stimolate da questi incontri e magari qualcuno ha immaginato che, un giorno, l’agricoltore potesse diventare il proprio mestiere”.

Ma non solo. “Farsi carico e condividere la responsabilità dei compagni diversamente abili, le sedie a rotelle da spingere scegliendo il percorso più agevole, dormire per la prima volta lontano dalla famiglia, motivare l’amico affinché non resti indietro sono tutti gesti e comportamenti capaci di aiutare a crescere. E poi la sera, a cena, doppio giro di gnocchi o lasagne e tante risate, scoprendo che il cellulare non è indispensabile e ci si può divertire anche senza essere “connessi”. Non sembra quasi scuola. Forse saranno le famose “competenze trasversali?”.    

Sergio Peirone

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