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Politica | 12 ottobre 2019, 07:38

#controcorrente: per la Cuneo-Nizza ferroviaria non c’è mai stata la volontà politica dei Governi nazionali di rilanciarla

Domenica 6 ottobre si sono svolte, a livello locale, alcune importanti manifestazioni per ricordare i quarant’anni di riapertura della linea. Ma, forse, c’era ben poco da festeggiare. A partire dal 2013, infatti, le corse giornaliere di andata e ritorno sono diminuite da otto a due. Obbligando i passeggeri a utilizzare sempre di meno il collegamento. Un modo per affossarlo e, poi, chiuderlo definitivamente

#controcorrente: per la Cuneo-Nizza ferroviaria non c’è mai stata la volontà politica dei Governi nazionali di rilanciarla

Sabato 6 ottobre 1979 partiva dalla Stazione ferroviaria del capoluogo della “Granda” il treno inaugurale della Cuneo-Nizza. In un tripudio di bandiere italiane e francesi e la presenza di numerose autorità e tanti cittadini. Un riavvio atteso dal 1945, quando i tedeschi in ritirata lungo la Valle Roja fecero saltare i viadotti e gli imbocchi delle gallerie.

Domenica 6 ottobre 2019 sono state organizzate alcune importanti iniziative per ricordare l’anniversario. Come il treno “storico” partito da Ventimiglia e arrivato a Cuneo verso mezzogiorno, con la motrice di nuovo imbandierata, trecento passeggeri e diverse autorità. O ancora la festa del pomeriggio, vicino alla copertura del Movicentro, infarcita di tanta musica. Ma, forse, c’era ben poco da festeggiare.

In quarant’anni, infatti, la linea è diventata sempre più importante a livello commerciale e turistico per collegare il Piemonte, la Liguria e la Francia. Tuttavia, prima del 2013 le corse quotidiane erano otto in andata e otto al ritorno. Con una media di 900 passeggeri al giorno.

Dal dicembre di quell’anno, per volontà delle Ferrovie che allora, attraverso la dichiarazione dell’amministratore delegato, Mauro Moretti, avevano definito il collegamento “un ramo secco da tagliare” e con il consenso della Regione, i treni sono stati ridotti a due corse di andata e due di ritorno. Prevedendo orari e coincidenze, spesso, impraticabili.

Nonostante le manifestazioni di protesta dei Comitati italiani e francesi per salvare la linea e la raccolta di 25 mila firme che ne chiedevano il rilancio, con almeno l’aggiunta di altre due corse di andata e ritorno, a distanza di quasi sei anni da quella decisione, si è mosso nulla. Adesso i passeggeri sono sempre di meno. E’ chiaro, però, che quando il servizio offerto non soddisfa le esigenze dei potenziali viaggiatori questi ultimi diminuiscono. E la loro riduzione non fa altro che rendere concreta la dichiarazione di Moretti.

Anche perché nei diversi incontri del Governo italiano e di quello francese, avvenuti negli anni passati e anche più di recente, il collegamento non è mai stato considerato una priorità. Un modo per affossarlo e, poi, chiuderlo definitivamente. Dopo una lunga agonia. A questo punto lo si faccia almeno diventare un percorso con obiettivi turistici.         

#controcorrente

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