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Politica | 15 ottobre 2019, 16:42

Mantini (Lega): "Finalmente il ministro della giustizia si accorge dello scandalo dei permessi premio agli autori di femminicidio. Ma le ispezioni ministeriali non siano solo un atto propagandistico"

Riceviamo e pubblichiamo

Anna Mantini

Anna Mantini

A titolo personale, prima ancora che politico, condivido naturalmente la decisione del ministro della Giustizia di disporre un'ispezione che faccia chiarezza sulla scelta giudiziaria di assegnare un permesso premio, per "buona condotta", all'autore riconosciuto e dichiarato di un femmicidio consumato con scientifica brutalità e crudeltà.

Quello che io auspico, e non io solamente, è che le tanto sbandierate ispezioni ministeriali non siano un pretesto per giustificare la immutabilità e la immodificabilità di uno stato di cose dove il legislatore ha dichiarato la propria impotenza a intervenire.

Al di là e al netto dei provvedimenti e degli atti ispettivi del ministero della Giustizia, la vera e autentica sfida è nella modifica del regime legislativo sulla "buona condotta". È intollerabile che quanto prevede la Costituzione, sulla necessità che la pena tenda alla rieducazione del condannato, trasformi i nostri penitenziari in hotel a porte girevoli: il trattamento rieducativo può benissimo essere espiato fra le mura carcerarie e tradursi in opere di pubblica utilità sociale all'interno di esse.

Senza che i familiari o i genitori di una ragazza brutalmente o barbaramente uccisa dal proprio ex partner si ritrovino quest'ultimo a piede libero o lo debbano incrociare nel proprio cammino.


Anna Mantini

Lega Fossano

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