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Al Direttore | 16 ottobre 2019, 21:02

Variante di Demonte: "Una storia infinita; buon senso e sostenibilità avrebbero risolto tutto sin da subito"

Riceviamo e pubblichiamo

Variante di Demonte: "Una storia infinita; buon senso e sostenibilità avrebbero risolto tutto sin da subito"

Egregio Direttore,

negli ultimi giorni è tornata d'attualità la vicenda legata alla Variante di Demonte, soprattutto in relazione al parere contrario espresso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) sull'ultimo progetto presentato dall'Anas.

Considerato che la storia di quest’opera sta andando avanti ormai da quasi vent'anni e che per alcuni miei trascorsi lavorativi ho seguito un po' la vicenda, sento il dovere, in virtù del sentimento che mi lega alla Valle Stura essendoci nato e vissuto per anni, di fare alcune considerazioni personali sul tema.

Anni fa (2002-2003), quando l'Anas all’interno del proprio Piano Triennale aveva la disponibilità economica per realizzare la variante, venne elaborato il primo progetto di variante sulla base di un tracciato sostanzialmente molto simile a quello attualmente in discussione.

In quell'occasione la Conferenza dei Servizi sospese il progetto in quanto, al di là delle criticità idrauliche ed ambientali riscontrate per l'attraversamento dell'area naturale protetta (SIC) della confluenza del T. Cant nel Fiume Stura, venne richiesto di valutare la possibilità di realizzare una nuova variante di tracciato alla Strada Statale n. 21 utilizzando ed ammodernando l'infrastruttura esistente della Strada Provinciale n. 337.

A seguito di quella sospensione l'Anas, con l'accordo degli Amministratori Locali di allora, precisò che l’ammodernamento del tracciato della strada provinciale non era sostenibile e che l’unica alternativa (pensate un po') poteva essere quella di realizzare la variante tutta in galleria sul versante orografico sinistro della vallata.

Nacque quindi l’idea di prevedere due nuove gallerie naturali, una a Demonte ed una ad Aisone, e l’Anas elaborò una progettazione “faraonica” dal valore economico di centinaia di milioni di euro, progettazione che ovviamente non ebbe alcun seguito.

Anni, riunioni, dibattiti, conferenze, mancanza di fondi, proteste... e oggi, ad un passo dal 2020, Demonte rimane purtroppo ancora senza un'alternativa per il traffico pesante che attraversa il concentrico, con un nuovo progetto in esame sostanzialmente simile a quello di vent’anni fa che rischia di essere bocciato per le stesse motivazioni di allora.

Paradossale no!!? Beh alla luce dell’ ennesimo stop (dove mi verrebbe da dire “no comment”) mi viene da osservare che tutta la vicenda ha comunque ricalcato il perfetto stile Italiano, quello stile che molto spesso, per non dire quasi sempre, viene adottato quando si affronta il tema delle “infrastrutture pubbliche” (parole, parole e parole) spese in consulenze, analisi e valutazioni varie (e poi ancora parole e parole) il tutto naturalmente a causa dell'assenza di una seria e lungimirante attività di pianificazione territoriale.

Fatte queste premesse, non me ne vogliano i cittadini di Demonte ai quali auguro ovviamente quanto prima di non veder più transitare i mezzi pesanti all’interno del loro bellissimo centro storico, vado ad esternare alcune considerazioni personali ed a elencare quali sono le mie perplessità sull’ipotesi di realizzare una nuova infrastruttura in variante all’abitato così come quella proposta e "sospesa" nelle procedure di VIA la realizzazione del tracciato bocciato dal MIBAC determinerebbe di fatto un fortissimo impatto ambientale sotto il profilo paesaggistico, basti pensare al profilo della “collinetta del podio” che sarebbe snaturato con l’imbocco della nuova galleria, al nuovo viadotto di attraversamento del T. Cant e delle aree golenali del fiume Stura (L= 132 m), all' imponente rilevato ed al relativo annesso viadotto Perdioni (L= 324 m) che dovrebbe essere realizzato per il raccordo con la SS 21 in prossimità della Centrale Enel.

Provate ad immaginare come potrebbe essere stravolto il bellissimo paesaggio naturale che caratterizza queste aree con la realizzazione di queste maestose opere d'arte! la realizzazione della variante così come proposta risolverebbe la problematica del traffico pesante solamente per l’abitato di Demonte rimandando a chissà quando (e chissà con che costi ed impatti) la grave criticità dell'attraversamento di Aisone e anche di Vinadio.

A fronte della presenza di due tracciati stradali esistenti che percorrono la stessa vallata, uno in dx orografica (SP 337) e l’altro in sinistra (SS21), come si può pensare di realizzare un nuovo tracciato infrastrutturale in un area naturale delicata dal valore “inestimabile” per l’intera valle, quando non solo l’Europa ma anche le Nazioni Unite richiamano l’attenzione sulla tutela del suolo, sul patrimonio ambientale e sul paesaggio, sollecitando di fatto i vari Stati ad azzerare il consumo del suolo nel giro di qualche decennio?

L’ammodernamento del tracciato della SP 337, tecnicamente sostenibile e per molti aspetti perfino semplice, permetterebbe di risolvere contestualmente le criticità degli attraversamenti degli abitati di Demonte Aisone e Vinadio; infatti ad eccezione dei due tratti di strada a mezza costa (tratto SP di fronte a Demonte e tratto di ex strada Comunale dal ponte di ferro di Vinadio a Pratolungo), dove potrebbero essere realizzate quelle gallerie artificiali tanto care agli Svizzeri e dal costo decisamente inferiore rispetto alle gallerie naturali, non si ravvisano particolari difficoltà tecniche per l’ammodernamento in sede di questo tracciato, essendo lo stesso pressochè tutto a piano campagna.

Nella speranza che le ragioni del mio dissenso, nel caso in cui il progetto della variante debba essere rivisto, possano far convergere gli Amministratori Locali verso la scelta di utilizzare ed ammodernare la SP 337 nel tratto tra Festiona e Vinadio, concludo rilevando che se con un pò di buon senso ed un pizzico di lungimiranza questa scelta fosse stata fatta sin dall'inizio, seguendo i principi della semplicità, dell'economicità e della sostenibilità, oggi molto probabilmente non saremmo qui a scrivere e raccontare di questa storia infinita!

Cordiali saluti,

Luca Menardi – Saluzzo

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