/ Cronaca

Cronaca | 16 ottobre 2019, 17:29

L'ex sindaco di Argentera Giavelli assolto dalle accuse di turbativa d’asta, peculato e abuso d’ufficio prosciolti anche la moglie, il suocero e un’imprenditrice

L’ex primo cittadino è stato invece condannato a 1 anno e 6 mesi per abuso d’ufficio

Arnaldo Giavelli - foto di repertorio

Arnaldo Giavelli - foto di repertorio

Secondo l’ipotesi d’accusa alcuni appalti erano stati “truccati” per favorire le ditte “di famiglia” dell’ex sindaco Arnaldo Giavelli. Fra questi c’era anche la gara indetta dal Comune di Argentera nel 2014, del valore di circa un milione di euro, nell'ambito del programma “6.000 Campanili” per il finanziamento di opere infrastrutturali nei piccoli comuni, vinta da una Associazione Temporanea di Imprese costituita dalla ditta di E.D., la moglie e dal suocero dell’ex primo cittadino e da un’impresa di Moiola.

Oggi il tribunale di Cuneo ha assolto Giavelli con la moglie e il suocero "perché il fatto non sussiste". Prosciolta anche l'imprenditrice F.C.

L’ex sindaco è stato invece condannato a 1 anno e 6 mesi (pena sospesa) per la contestata truffa, riqualificata dai giudici in abuso d’ufficio, sui fondi che la Regione stava per erogare per una pista di “Down Hill”, mai realizzata.

Il pm Alberto Braghin aveva chiesto la condanna a 6 anni di reclusione per Giavelli, a 1 anno e 6 mesi per la moglie e il suocero. Altra condanna richiesta era quella di F. C., imprenditrice di Moiola che costituì l’Ati.

Durante una verifica fiscale una segretaria dell’imprenditore di Montanera G. M. fu trovata con alcuni documenti in mano, fra cui un foglio del bando “6.000 campanili” con l’annotazione di una percentuale che per l’accusa sarebbe stata vergata da E.D.. Per il pm sarebbe stato il ribasso che M. avrebbe applicato nella gara, aggiudicata all’Ati di E.D. e F.C..

Paolo Bottasso e Paolo Scaparone, difensori dell’ex sindaco: “Per le accuse di turbativa d'asta, abuso d'ufficio e peculato Giavelli ha subito una detenzione ingiusta e ingiustificata (6 mesi di arresti domiciliari, ndr) dimettendosi da sindaco, mentre presenteremo appello per la condanna per abuso d’ufficio”.

Per E. e S.D. i difensori Paolo Adriano e Stefano Campanello:"La Procura ha modificato tre volte le imputazioni sulla nostra assistita e tutte sono cadute. Le avevano sequestrato anche le ricette di cucina. Oggi cade l'ultima accusa. Il verdetto di oggi le restituisce, come al padre, l’onore, mentre la reputazione non è mai stata loro tolta”.

I difensori di Fernanda Comba erano Michela Rosso Nolasco e Leonardo Roberi.

Monica Bruna

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium