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Al Direttore | 21 ottobre 2019, 09:50

Burgio dell'ANPCI risponde all'ex sindaco di Canosio: "Le difficoltà dei piccoli comuni non nascono dalle loro ridotte dimensioni demografiche, ma dai continui tagli ai trasferimenti operati dal governo centrale"

Riceviamo e pubblichiamo

Burgio dell'ANPCI risponde all'ex sindaco di Canosio: "Le difficoltà dei piccoli comuni non nascono dalle loro ridotte dimensioni demografiche, ma dai continui tagli ai trasferimenti operati dal governo centrale"

Pubblichiamo lettera del Consulente ANPCI Vito MarioBurgio, in risposta all'ex sindaco di Canosio Roberto Colombero in materia di piccoli comuni.

I piccoli comuni gestiscono il 54% dell’intero territorio nazionale per lo più collinare e montano. Ad ogni alluvione in pianura, tutti dovrebbero ricordare l’importanza di presidiare la montagna dato che i terreni abbandonati in montagna trattengono il 20% in meno delle acque di piogge e di disgelo!

Le difficoltà dei piccoli comuni non nascono dalle loro ridotte dimensioni demografiche, ma dai continui tagli ai trasferimenti operati dal governo centrale dal 2010 ad oggi e che hanno ridotto le entrate dei comuni di 204,00 euro per abitante e bloccato il turn over del personale mentre ,nel contempo, sono state attribuite circa 50 nuove funzioni ai piccoli Comuni .Questo è un commissariamento di fatto: Chi non avrebbe difficoltà a gestire la p.a. con tutti questi limiti ? I piccoli Comuni stanno affrontando un periodo difficile ma non per loro incapacità ma a causa del fuoco amico che parte dai governi centrali .

Lo Stato ha ridotto i trasferimenti ai Comuni perché sostiene di non aver soldi, ma trova 11 milioni in 10 anni da dare, ad esempio ,al comune di Busca, oltre 10.116 abitanti circa, per la fusione con il piccolo comune di Valmala, circa 56 abitanti?

Prima riflessione: Se tutti i circa 200 piccoli comuni della provincia di Cuneo, calcolati per difetto, operassero come Busca e Valmala la fusione a coppie, i comuni si ridurrebbero da 200 a 100. A questi nuovi comuni, oggetto di fusione, andrebbero in 10 anni, più o meno le stesse cifre, per un totale complessivo di circa un miliardo e 100 milioni di Euro

Seconda riflessione: 1 miliardo e 100 milioni non potrebbero essere erogati direttamente nei prossimi 10 anni a tutti i 200 comuni attualmente insediati sul territorio della provincia? Avrebbero un trasferimento annuo per ogni comune pari in media a 550 mila euro

E’ una cifra spaventosa per i piccoli comuni! Se solo riuscissero ad ottenere il 10% del miliardo e 100 milioni,i Comuni potrebbero garantire dei servizi extralusso per i loro cittadini.

Quindi se i soldi per garantire l’amministrazione dei piccoli comuni ci sono (anche in questi giorni il governo nel dl fiscale ha trovato e aumentato le risorse per gli incentivi agli enti fusi nel limite massimo di 2 milioni per ciascuna fusione: puro spreco a danno dei Comuni virtuosi) ma sono mal distribuiti bisogna lottare per cambiare tale tendenza e non accettare supinamente di far morire secoli di storia e di tradizione ,

Da anni noi chiediamo alle istituzioni: Si può fissare per legge per tutti le funzioni comunali una uniforme soglia demografica al di sotto della quale un comune deve ritenersi funzionalmente non autosufficiente? Sarebbe, in tal caso, come stabilire che lo stato di handicap di una persona fisica sia fissato una volta per tutte dalla legge sulla base della circonferenza toracica media e chi ne è al di sotto non puo’ piu’ vivere con la sua famiglia ma deve obbligatoriamente trasferirsi in un istituto per disabili.

Il Consulente ANPCI Burgio Vito Mario

 

lettera firmata

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