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Attualità | 21 ottobre 2019, 18:15

Nomine Parchi, Emidio Meirone: “Il Monviso è di chi lo vive, è l’anima del territorio e non sarà mai della Provincia di Torino”

Il sindaco di Sanfront e presidente dell’Unione montana del Monviso ha preso fermamente posizione durante l’inaugurazione della rassegna di ieri a Paesana: “Di solito sono quello accomodante, ma ultimamente certe cose non mi piacciono più”. Frattanto, la nomina del nuovo presidente continua a vivere l’impasse legata ad una matassa ancora tutta da sbrogliare

L'intervento di Meirone all'inagurazione di Paesanainpiazza, ieri (domenica)

L'intervento di Meirone all'inagurazione di Paesanainpiazza, ieri (domenica)

Sulla scia del collega sindaco di Paesana Emanuele Vaudano, dal palco dell’inaugurazione della rassegna “Paesanainpiazza” di ieri (domenica), anche l’Unione montana del Monviso, con le parole del suo presidente Emidio Meirone, ha preso posizione sull’ormai nota querelle legata al rinnovo della Presidenza del Parco del Monviso.

Vaudano ha ricordato che “la Montagna non dev’essere la seconda casa della pianura”. Gli ha fatto eco, poi Meirone, che, dopo le parole di apprezzamento sulla rassegna paesanese, ha aperto duramente il suo intervento sul Parco del Monviso.

Siamo al cospetto del Monviso, ma oggi si nasconde, non tanto per il tempo ma per la vergogna. Si sta giocando la partita sul Parco del Monviso. Non sono qui a parlare di cariche politiche. In Provincia di Cuneo il Monviso ci difende, ci valorizza e ci caratterizza, e non sarà mai Provincia di Torino.

Questo sia un monito, un suggerimento a chi, come noi, opera per il bene delle valli: non è una questione di autonomia, non vogliamo proclamarci repubblica indipendente di Montagna. Forse il tempo aggiusterà movenze e cadenze.

Siamo Comuni di montagna, collaboriamo su diversi fronti: un territorio ha un confine, un’anima e quest’anima è il Monviso: senza offesa è nostro, anzi, lo viviamo noi.

Non sempre in aperto amore, perché il Monviso dà anche dei problemi: pensiamo allo sgombero neve, a quei servizi che in Pianura sono molto più semplici. Ci siamo sempre aggiustai e lo faremo ancora

Cerchiamo tutti assieme di riportare nella giusta ottica quella che deve essere anche la Politica.

Di solito sono quello accomodante, ma ultimamente certe cose non mi piacciono più”.

E poi ancora, il sindaco di Saluzzo, Mauro Calderoni: “Saluzzo si pone al fondo di alcune delle vallate alpine del Cuneese. Non è un imbuto che serve a risucchiare le Comunità di queste Valli: da sempre storicamente, Saluzzo cerca di essere un supporto alle realtà sociali ed economiche che con fatica rimangono su questi territori.

Questo è quello che possiamo e cerchiamo di fare quotidianamente con le Comunità del Monviso: a volte ci sono anche discussioni che cerchiamo di ricomporre, ma oggi mi fa piacere essere qua con voi”.

In un “fuori programma” che nemmeno lui stesso forse si aspettava, durante l’inaugurazione di ieri il microfono è finito anche nelle mani di Mario Anselmo, ex sindaco di Paesana che per 15 anni consecutivi ha tagliato il nastro della rassegna.

Anselmo, che è stato anche il primo presidente dell’Unione montana del Monviso, non ha mancato un passaggio sulle ultime vicende, sia legate al Parco del Monviso, sia circa i rapporti tra il Comune di Revello e l’Unione stessa.

Rincresce – ha detto – vedere queste divisioni, dettate da motivi personali, impulsi, invece che da ragionamenti che dovrebbero accompagnare le scelte e la visione di un territorio”.

Intanto, la questione del Parco del Monviso continua a vivere l’impasse legata alla matassa (si potrebbe dire ancor tutta da sbrogliare) delle nomine.

Vi abbiamo già ampiamente raccontato quanto accaduto durante l’Assemblea della Comunità delle aree protette, dove il voto di astensione di Carla Bonino, consigliere provinciale con delega a Montagna, Parchi e Foreste ha fatto saltare il banco alla proposta di candidatura (l’unica giunta sui tavoli dell’assise): Presidenza a Daniele Mattio, sindaco di Revello, Vicepresidenza a Luca Pochettino, sindaco di Pancalieri.

Vi abbiamo già anche dato conto della scelta (per certi tratti clamorosa) assunta dal Direttivo provinciale della Lega Salvini Premier, che ha deciso di “intestarsi” le nomine del Parco delle Alpi marittime, defilandosi (dopo mesi) dal Parco del Monviso, su cui aveva inizialmente messo gli occhi.

Su quest’ultimo passaggio, però, si apprende qualche aspetto in più: sembra infatti che la decisione assunta dal Carroccio sia stata presa nel corso di un consiglio direttivo al quale non risultava essere presente il deputato Flavio Gastaldi.

Negli ambienti della Lega c’è chi sostiene che la scelta assunta in tema Parchi non soddisfi tutto il partito. Gastaldi, raggiunto telefonicamente in mattinata, smentisce con forza questa ipotesi, sostenendo che la sua posizione è la stessa del Provinciale e “Non potrebbe essere altrimenti”.

Data dunque per assodata la posizione della Lega, sul Monviso i problemi non finirebbero comunque qui.

Con il “ribaltone” sui Parchi, il Parco del Monviso andrebbe dunque al tandem Fratelli d’Italia-Forza Italia. Ma, anche questa non è una novità, Forza Italia – qualora chiamata ad esprimere la sua posizione sulla Presidenza – si troverebbe nella condizione di avere troppi nomi per una sola poltrona.

Silvano Dovetta, sindaco di Venasca e presidente dell’Unione montana Valle Varaita, Marina Bordese, vicesindaco di Villafranca Piemonte e Dario Miretti, ex consigliere comunale di Saluzzo e candidato FI alle ultime Regionali, sono le tre papabili figure “di partito”.

La candidatura della Bordese, già protocollata negli uffici regionali, gode dell’appoggio dell’Associazione di Comuni della pianura “Octavia” (tra cui Revello), con l’“aggiunta” di Casteldelfino e Pontechianale, in Val Varaita.

La Val Po si sta muovendo, con un documento che proprio in queste ore sta venendo sottoscritto dai sindaci (anche di Saluzzo e di parte della pianura). Non si tratta di un documento d’appoggio ad una candidatura, bensì di una richiesta indirizzata al governatore Cirio, al quale i sindaci chiedono di nominare alla Presidenza del Parco una figura che sia espressione del territorio montano, e non della pianura.

La logica? Deriva dai numeri: la superficie del Parco del Monviso, in ettari, per l’83,4% è composta da territorio montano, mentre alla pianura va il restante 16,6%. La suddivisione per Provincie, invece, vede il 98% del territorio in Provincia di Cuneo, contro il 2% in Provincia di Torino.

In questo panorama, qual è la posizione di Fratelli d’Italia? Lo abbiamo chiesto al consigliere regionale Paolo Bongioanni, che però non si sbilancia: “Non conosco le dichiarazioni di Demarchi. – ci ha risposto dopo avergli sottoposto anche le dichiarazioni del Carroccio – La linea che ho condiviso con il vicepresidente della Regione Fabio Carosso, che ha la delega ai Parchi, è quella di puntare su persone capaci che diano la sicurezza dell’operatività per i Parchi, soprattutto alla luce del fatto che si vogliono dei Parchi funzionali allo sviluppo del territorio e del turismo.

Sulle nomine, ogni partito ha legittimamente i suoi desideri, ma nel rispetto degli accordi che sono stati assunti, ora ci sono le nomine su Edisu, Ires e Atc: ai parchi penseremo più avanti”.

Nicolò Bertola

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