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Attualità | 21 ottobre 2019, 14:58

Pagheremo l'autostrada per andare al nuovo ospedale? L’Osservatorio del Paesaggio: "Si faccia finalmente chiarezza sui progetti dell'At-Cn"

Le associazioni ambientaliste del territorio denunciano le troppe incongruenze dei piani ora tornati all’esame Ue. "Niente casello e soluzione superstrada sui lotti 2.5 e 2.6, per evitare 'gabelle sui malati’ e non penalizzare il traffico locale. E senza più tunnel si stralci dal progetto anche quell'inutile discarica da 50mila mq"

Così l'autostrada Asti-Cuneo si perde nelle campagne di Cherasco

Così l'autostrada Asti-Cuneo si perde nelle campagne di Cherasco

Loro avrebbero voluto poterne parlare direttamente ai sindaci di Alba, Bra, Verduno e Roddi prima che – questo mercoledì, 23 ottobre – il governatore Alberto Cirio riprendesse la via di Bruxelles – questa volta accompagnato dal primo cittadino albese Carlo Bo – per tentare di capire a che punto è il vaglio dell’Europa sul nuovo piano di completamento presentato alla fine dello scorso agosto da Danilo Toninelli, alcune settimane dopo che lo stesso ex ministro ottenesse dal Cipe un via libera con tanti punti interrogativi.
Organizzare quell’incontro non è stato possibile, "per una serie di ragioni", e allora i rappresentanti delle 14 associazioni ambientaliste che dal 2006 si riconoscono nell’Osservatorio del Paesaggio di Langhe e Roero (ne fanno parte l’albese L’Arvangia, Comuneroero, Italia Nostra sezioni di Alba e Bra; Canale Ecologia, l’associazione culturale "Il Paese" di Magliano Alfieri, Famija Albeisa, Amici del Castello di Magliano Alfieri, associazione culturale Amici dei Luoghi Fenogliani, Slow Food condotte di Alba e Bra, Comitato spontaneo del Toetto, Legambiente Bra, associazione culturale Asfodelo) hanno deciso di muoversi direttamente per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle tante incongruenze ancora presenti nel progetto che, in tempi al momento ancora del tutto indefiniti, dovrebbe finalmente portare al completamento di quei 9 km che tuttora mancano all’autostrada Asti-Cuneo.

"In questi anni abbiamo visto tanta approssimazione e altrettanta disinformazione – hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa organizzata questa mattina, lunedì 21 ottobre (a ospitarla gli studi di Radio Alba), il presidente dello stesso Osservatorio, l’architetto Silvio Veglio, e Cesare Cuniberto, al timone di ComuneRoero, una delle organizzazioni che nell’Odp si riconoscono –. Ora è tempo di mettere fine alle passerelle e anche alle mobilitazioni che non servono a nulla (con riferimento a quella che nello scorso inverno aveva coinvolto i sindaci del territorio, ndr), ma di mettere in piedi un serio tavolo di lavoro col quale aggiornare anche i cittadini sugli effettivi progressi dell’opera".
 
Carte alla mano, i referenti dell’Odp hanno prima ricordato come, già con l’accordo Delrio del 2017 e ora con quello firmato da Toninelli, quello che doveva essere il tracciato del lotto 2.6 sia stato sostanzialmente rivisto, con l’abbandono della soluzione che prevedeva la realizzazione di un tunnel sotto la galleria di Verduno, ma come al contempo di tale revisione non vi sia traccia nella documentazione progettuale che riguarda i due tronconi nei quali è stato intanto suddiviso lo stesso lotto.
Così succede che il 2.6/A (Verduno-Diga Enel), quindi il tratto che prima doveva passare in galleria sotto la collina di Verduno, debba ancora essere completamente riprogettato, mentre il 2.6/B (Roddi-Verduno), quello che dovrebbe partire dall’attuale tangenziale di Alba (che a sua volta diventerà il lotto 2.5), sul tracciato del quale peraltro sarebbero in corso gli espropri dei terreni, prevede ancora la realizzazione del casello Alba Ovest, non contempli svincoli di collegamento con la viabilità del nuovo ospedale e abbia invece mantenuto la previsione della discarica di rifiuti speciali da 50mila metri quadrati che in origine era stata pensata per depositarvi i 150mila metri cubi di materiali litoidi che sarebbero stati scavati dalla collina nell’ipotesi del tunnel.

DIECI DOMANDE SUL PROGETTO
Registrate queste numerose e gravi incongruenze, l’Odp ha quindi sollevato dieci interrogativi sui quali chiede risposte, a partire da un incontro pubblico che le associazioni ambientaliste vorrebbe organizzare alla presenza del presidente Cirio, del sindaco Bo e anche di una rappresentanza del concessionario, il Gruppo Gavio, così da avere assicurata la presenza di un interlocutore qualificato da poter chiamare in causa sugli specifici aspetti che ad oggi rendono l’intera progettazione particolarmente nebulosa.  

Il primo quesito riguarda l’autorizzazione Ue al nuovo piano Toninelli: serve? Non serve? E’ stata veramente presentata la richiesta? Secondo: il Cipe ha posto condizioni – e quali – nella sua decisione del 1° agosto scorso? E cosa ha detto in particolare sulla necessità di riprogettare il tronco A (Verduno-Diga Enel)?
Terzo: la società Asti-Cuneo sta riprogettando il tronco A? E considerando che tra la fase di progettazione preliminare e quella di apertura al traffico vi sono 9 fasi intermedie, quanti anni saranno necessari per il completamento?
Quarto: il Ministero delle Infrastrutture ha firmato o no un nuovo accordo di cross financing con la concessionaria? Altrimenti su quale base contrattuale la concessionaria ha proceduto con gli espropri?
Il quinto punto è dedicato alla discarica: se non c’è più la galleria a cosa serve questo spazio? Anche il tronco B quindi va modificato: allora perché sono già stati fatti gli espropri, peraltro in quella che risulta una "buffer zone" Unesco? E in questo senso, sesto quesito, perché non si è tenuto conto del parere contrario del Comune di Roddi (13/10/2016)?
E ancora – settimo –, che senso ha partire con l’esecuzione del tronco B se quello A va ridisegnato completamente e se quindi non si conoscono gli impatti che il nuovo tracciato potrebbe avere sul primo?
All’ottavo punto un quesito di particolare interesse: il progetto esecutivo del tronco B (Roddi-Verduno) prevede anche la costruzione del casello autostradale Alba Ovest. E’ necessario un casello autostradale (con annessa discarica) che, oltre ai costi connessi, comporta un eccessivo consumo di suolo agricolo fertile? Non è meglio prevedere un semplice svincolo stradale, con le relative rampe, a servizio degli utenti dell’Ospedale Alba-Bra di Verduno, esentandoli dal pedaggio? E ancora, il progetto originale prevedeva già lo svincolo gratuito nonostante il casello?
Il penultimo quesito riguarda il tronco 2.5 (Guarene-Roddi), l’attuale superstrada albese che, come è noto, verrà inglobata nel tracciato definitivo dell’autostrada. Ma si tratta di un percorso fondamentale e irrinunciabile per il traffico locale e che comunque non risponde alla normativa europea sugli standard autostradali. "Abbandonato il mitico progetto della galleria sotto il fiume Tanaro – scrive sul punto l’Odp –, non sarebbe logico continuare a definirlo una superstrada senza pedaggio da collegare al tronco 2.6 (Roddi-Diga Enel), realizzando anche questo con standard da superstrada? Si tenga conto che il tronco 2.5 in questione è attualmente classificato in «fase 2» (progetto definitivo), ben distante dalla «fase finale 11» (apertura al traffico), anche qui quanto tempo occorrerà ancora aspettare?".
Ultima ma non secondaria domanda: siamo certi che la neo ministra De Micheli intenda procedere secondo il modello Toninelli?

LE RICHIESTE
Insieme alle domande, l’Osservatorio ha quindi formalizzato quelle che sono le richieste che intende avanzare alla politica sul tema del completamento autostradale: "L’Osservatorio – hanno spiegato Veglio e Cuniberto – promuoverà ogni possibile sforzo volto a costringere i responsabili politici e amministrativi a livello nazionale, regionale e locale ad assumere rapidamente le decisioni necessarie per il completamento dell’opera secondo una progettazione e una esecuzione corrette, rispettose dell’ambiente e coerenti con le esigenze della popolazione residente; a promuovere ogni iniziativa finalizzata a fornire la giusta e continua comunicazione alla cittadinanza di Alba, di Bra, delle Langhe e del Roero; a bloccare qualsivoglia ipotesi di realizzazione di una discarica nella pianura di Roddi; impedire che si mantenga l’ipotesi di costruzione del casello autostradale Alba Ovest e venga invece identificato il tronco 2.6 Roddi-Diga Enel come “superstrada gratuita” anziché “autostrada”: questo anche a tutela del grande utilizzo che ne faranno gli utenti dell’ormai terminato Ospedale Alba-Bra; vigilare affinché vengano adottate soluzioni progettuali alternative al tunnel che siano compatibili con l’ambiente e con il paesaggio".

Ezio Massucco

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