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Politica | 21 ottobre 2019, 11:01

Conclusa la Leopolda, quale Italia Viva nel Cuneese?

Le adesioni avverranno solo on-line, senza il tradizionale metodo del tesseramento. Dal Pd, in ambito locale, si guarda con diffidenza ma senza soverchi timori all’ennesimo scisma. Le sirene di Renzi non fanno breccia in Forza Italia

I cuneesi alla Leopolda

I cuneesi alla Leopolda

Finita la Leopolda, ora bisogna fare “Italia Viva”.

Impresa alla quale dovranno mettere mano a partire dalle prossime settimane i due coordinatori provvisori, Marta Giovannini, per l’area Alba-Bra, e Floriano Luciano per l’asse Cuneo-Saluzzo. “Questa fase iniziale – spiega quest’ultimo - verrà dedicata anche in provincia di Cuneo, come nel resto d'Italia, a darsi una struttura organizzativa. Esistono i comitati civici creati precedentemente alla Leopolda e ne stanno nascendo di nuovi. Poi è necessario canalizzare le tante adesioni che da sabato sera stanno arrivando e rispondere alla richiesta continua di come fare per aderire. Questo avviene solo on-line". "Non ci saranno in Italia Viva – spiega Floriano Luciano - i signori delle tessere. Puntiamo sui giovani, le donne, il merito senza pregiudizio”.

Entusiasta della kermesse fiorentina Marta Giovannini, sindaco di Verduno, unica esponente di rilievo del Pd cuneese ad avere finora lasciato il partito. Giovannini affida ai social la sua euforia: “Quando nasce qualcosa è sempre bellissimo. Ho ritrovato – scrive sul suo profilo - la mia prima Leopolda, quella della "bellezza", celebrata allora da Matteo nel suo discorso di chiusura, esaltata da Firenze e da una splendida mostra del Bronzino. Ero iscritta al Pd da meno di due anni ed arrivavo da una riunione da lunghi coltelli al “provinciale”. Mi chiedevo perché disperdere tutte quelle energie per litigare, per giunta così 'di brutto, in un clima di costante resa dei conti.A Firenze mi si aprì un mondo, quello in cui persone che volevano contribuire alla vita del proprio Paese si scambiavano punti di vista, idee, condividevano problemi, chiacchierando, confrontandosi in un clima conviviale, normale.Così quando Ettore Rosato ha usato la parola “armonia” , non ho potuto non tornare a 9 anni fa, a quella Leopolda e alla mia ferma convinzione che quella era la politica che volevo fare. Insieme, senza risse, senza faide inutili”.

Con loro a Firenze anche Sara Tomatis, consigliere comunale Pd di Cuneo, Flavio Martino, figlio del senatore Pci Leopoldo Attilio Martino, recentemente scomparso, il sindacalista Cgil Ivan Rusignuolo e due personaggi che hanno attraversato la Prima Repubblica su sponde opposte ma entrambi con posizioni di rilievo nei rispettivi partiti, Franco Revelli detto “Cicci”, nel Pci, e Carlo Benigni, nella Dc.

Revelli, prima di essere sindaco a Limone, è stato assessore provinciale col presidente Giovanni Quaglia con delega alle Grandi Infrastrutture. Benigni per anni si è occupato di comunicazione nella Fondazione Crc ma ha avuto incarichi importanti nella Dc, partito nelle cui fila era stato anche candidato alla Camera.

Dal Pd provinciale si guarda con diffidenza ma senza soverchi timori a “Italia Viva”, soggetto nato dall’ennesimo scisma.

L’effetto seduttivo non si avverte invece (almeno per il momento) sul fronte Forza Italia, come conferma il segretario provinciale Maurizio Paoletti. “Credo di poter dire, a ragion veduta, che nessuno dei nostri militanti sia attratto dalle sirene renziane. Renzi – taglia corto Paoletti – è l’incoerenza fatta persona”.

GpT

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