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Politica | 22 ottobre 2019, 07:27

“Venuto meno il rapporto di fiducia e condivisione”: Revello esce ufficialmente dall’Unione montana del Monviso

Nel Consiglio comunale di ieri sera (lunedì), all’unanimità, passa il recesso dall’Ente montano guidato da Emidio Meirone. Il sindaco Daniele Mattio: “Siamo stati messi da parte, massimo rispetto per tutti, ma noi parliamo e agiamo nei confronti dei revellesi, non a titolo mio personale”. Il Comune chiederà comunque all’Unione il convenzionamento delle funzioni montane

Revello ha appena deliberato l'uscita dall'Unione: la stretta di mano tra l'ex sindaco Motta e l'attuale primo cittadino Daniele Mattio

Revello ha appena deliberato l'uscita dall'Unione: la stretta di mano tra l'ex sindaco Motta e l'attuale primo cittadino Daniele Mattio

Revello è ufficialmente fuori dall’Unione montana dei Comuni del Monviso.

Il Consiglio comunale di ieri sera, all’unanimità dei voti (assente soltanto Mara Fosforo) ha approvato il recesso dall’Ente montano guidato attualmente dal sindaco di Sanfront Emidio Meirone. Daniele Mattio, primo cittadino di Revello ha illustrato il punto all’assise. Di fronte a lui, seduto nel pubblico, Mario Anselmo, ex presidente dell’Unione che ha guidato l’Ente montano sin a partire dalla sua creazione.

Mattio non ha mai citato i motivi che hanno aperto la spaccatura tra il “suo” Comune e l’Unione montana. Nel suo intervento che costituito le premesse del dispositivo di delibera, il sindaco di Revello è sempre stato generico, parlando di posizioni espresse dalla maggioranza e non condivise: “temi – ha detto – che peraltro hanno avuto anche una risonanza mediatica che ha certamente posto il Comune di Revello in una posizione di svantaggio”.

Tra l’Unione e Revello è quindi “venuto a mancare il rapporto di fiducia e di condivisione di visioni politiche ed organizzative”, presente al momento dell’ingresso del paese all’interno dell’Ente montano.

Il percorso amministrativo di Revello in seno all’Ente montano si era aperto ufficialmente il 1 gennaio 2016. L’allora sindaco Mattio aveva deciso di approdare all’Unione: la linea dell’Amministrazione comunale era profondamente cambiata rispetto a quella di Ugo Motta, primo cittadino revellese dal 2009 al 2014 (predecessore dello stesso Mattio, che era stato suo vicesindaco).

Motta si era infatti sempre detto fermamente contrario all’ingresso del paese in Unione. Le sue posizioni avevano influenzato la prima parte della legislatura Mattio apertasi nel 2014. Poi il paese aveva iniziato a tessere i primi contatti con la Presidenza dell’Ente montano: lo stesso Anselmo, insieme all’allora segretario Gianluca Ghiglione, si era recato personalmente in Comune a Revello per illustrare quelli che potevano essere i vantaggi legati all’ingresso in Unione.

Oggi, “dopo 4 anni di condivisione, senza mai aver avuto alcuno scontro – le parole del sindaco Mattio – decidiamo di uscire. Una scelta non a titolo personale, ma assunta dopo un sondaggio tra i revellesi. Questo è un atto dovuto dopo le scelte fatte negli ultimi mesi. Si è sempre detto che i Comuni dell’Unione possono fare come credono, e che sono liberi di star dentro come di uscire”.

Mattio non citerà mai alcun nome dei suoi colleghi sindaci valligiani: “Con loro non v’è alcun tipo di rancore”. Nemmeno – come abbiamo accennato – le vicende che hanno portato all’abbandono di Revello.

Il nocciolo della questione, però, è chiaro a tutti. Tutto nacque infatti dalla “spartizione” degli incarichi di Giunta post voto del 26 maggio scorso. Da una cena in alta Valle, a Crissolo per la precisione: intorno al tavolo pressoché tutti i sindaci dell’Unione, senza Revello e Sanfront, che non avevano ricevuto l’invito in quanto dati come “i due papabili candidati presidenti”.

Dal momento conviviale esce il nome di Emidio Meirone come presidente appoggiato dalla maggioranza dell’Ente. Raggiunto telefonicamente, Meirone risale la valle sino a Crissolo e, di fatto, accetta l’incarico.

A Revello l’esito della riunione arriva successivamente, forse anche per via di qualche “deficit” di comunicazione. Tra il Comune e l’Unione cala il gelo, nei rapporti e (soprattutto) nei contatti, e Revello rimarrà fuori addirittura dalla composizione della Giunta di Meirone: “Siamo stati messi un po’ da parte. – ha detto Mattio in Consiglio, ieri sera – Ora si girano un po’ le cose, ma noi parliamo e agiamo nei confronti dei revellesi, non a titolo mio personale. Il recesso dall’Unione è condiviso da tutti, pur con molto dispiacere. Ho massimo rispetto per tutti i sindaci, ma le scelte vanno fatte: c’è gente che grida di uscire, poi rimane dentro, quello che conta è prendere posizioni”.

E ancora: “A seguito delle elezioni di quest'anno per il rinnovo dei Consigli comunali di gran parte dei Consigli comunali aderenti all’Unione si sono svolte diverse Conferenze dei Sindaci dell’Unione per esaminare varie ipotesi organizzative per la gestione associata delle funzioni; in particolare sono state discusse ed esaminate le prospettive future della politica, dell'organizzazione e della gestione del personale dell'Ente.

Oggi gli interessi della comunità revellese non sono più correttamente rappresentati nella sede dell'Unione, anche in considerazione del fatto che il Comune non è neppur rappresentato nella Giunta dell'Ente stesso.

L’estrema rigidità delle posizioni assunte a fronte di proposte avanzate dal Comune di Revello, che tenessero conto delle energie e professionalità che l’Amministrazione comunale ha assicurato in questi anni, anche e soprattutto a beneficio delle realtà più piccole dell'Unione, è da considerarsi un'ulteriore presa di posizione in contrasto con gli interessi dei revellesi”.

Lo statuto dell’Unione del Monviso prevede che il recesso debba ottenere ampia maggioranza all’interno del Consiglio comunale (pari ai due terzi). A Revello la proposta di delibera è stata votata all’unanimità (non c’è opposizione): l’assise si è detta pienamente concorde con le motivazioni addotte dal sindaco.

Nello specifico, “L’Amministrazione ha valutato attentamente l’opportunità di recedere dall'Unione e, pur con il rammarico di non poter più far parte di un’aggregazione territoriale in cui ha fortemente creduto per l'omogeneità e le caratteristiche legate anche all’economia che la contraddistingue, ritiene che la decisione più giusta, per gli interessi della comunità, sia quella di proporre il recesso dall'Unione montana dei Comuni del Monviso”.

Cosa cambierà ora? In attesa della definizione di una serie di dettagli, prettamente tecnici, Mattio ha già anticipato che “Sul piano operativo, il Comune di Revello è già dotato di una adeguata e funzionale organizzazione, maturata negli anni, in grado di affrontare efficacemente le richieste di erogazione dei vari servizi ai propri cittadini e, pertanto, l'uscita dall'Unione non provocherà significativi e penalizzanti cambiamenti”.

Per intanto, Revello chiederà all’Unione “di continuare a mantenere in forma associata, con apposita convenzione, le funzioni di tutela, promozione e sviluppo della Montagna”.

Una richiesta che, per legge, l’Ente montano sembra non poter rifiutare.

Nicolò Bertola

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