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Agricoltura | 22 ottobre 2019, 07:30

Luca e Marco, 29 e 23 anni, con mamma Franca, si occupano, a Chiusa Pesio, del pregiato Marrone e di altre eccellenze agricole (FOTO)

Su tutto prevale la qualità e la sicurezza alimentare ottenute anche grazie ai luoghi incontaminati e ai progetti innovativi. Dicono: “Vendiamo solo prodotti che acquisteremmo anche noi”. L’azienda ha radici lontane quando nel 1920 sono i bisnonni a dedicarsi all’attività contadina. Poi, il mestiere lo proseguono i nonni i quali, nel 1975, costruiscono la struttura dove adesso lavorano i due fratelli e la madre. Nelle 120 giornate di terreno disponibile “splendono” i castagneti secolari e il bosco e crescono l’erba per il pascolo e quella per la fienagione destinate ad alimentare la trentina di fattrici di Razza Piemontese. Inoltre, in nove serre viene coltivato il peperone marchiato Cuneo

Luca, mamma Franca e Marco con le splendide ceste di peperoni, marroni e funghi

Luca, mamma Franca e Marco con le splendide ceste di peperoni, marroni e funghi

A Chiusa Pesio, al termine di via Circonvallazione Vigne si svolta a sinistra verso Pianfei-Mondovì-Regione Cavanero. Percorsi 800 metri, sulla destra della carreggiata stradale, si arriva all’azienda agricola dei fratelli Becotto. Ne sono titolari, dal 2018, Luca, nato nel 1990, perito meccanico, e Marco del 1996, diploma di tecnico agrario. Li aiuta mamma Franca, 54 anni, inserita nell’attività come coadiuvante.

All’ingresso della cascina, al numero 9 bis, spiccano il cartello “Vendita peperone Cuneo” e quello con il marchio Anaborapi dell’Associazione di Tutela dei Bovini di Razza Piemontese. La verdura, le mucche e le castagne - soprattutto il Marrone di Chiusa Pesio - sono i fiori all’occhiello dell’azienda.

Nella visita ci accompagna il sindaco del paese, Claudio Baudino, che sottolinea: “Al Comune interessa particolarmente il lavoro legato alla castanicoltura e l’esempio dei giovani fratelli Becotto, i quali hanno legato le tradizioni e la storia all’innovazione e al futuro. Per dare una mano concreta a loro e ad altre aziende simili del territorio il Comune, il Centro Regionale di Castanicoltura e il Dipartimento di Scienze Forestali dell’Università di Torino si sono impegnati a realizzare un progetto di recupero e di riqualificazione dei castagneti”.  

LA STORIA DI UN’ATTIVITA’ CHE HA RADICI LONTANE NEL TEMPO

La storia “contadina” della famiglia Becotto ha radici lontane sempre saldamente “annodate” al territorio di Chiusa Pesio. I bisnonni di Luca e Marco, Lorenzo e Maddalena, nel 1920 affittano Cascina Perona in una zona panoramica appena sopra i 575 metri di quota dell’attuale sede aziendale. Poi i nonni, Pietro e Giovanna, nel 1944 cambiano posto. Prima si spostano a San Giovanni e dopo alle Monache in frazione Abrau. Sempre in affitto.

Ma nel 1975 avviene una svolta importante. Infatti, costruiscono l’odierna struttura con alcuni progetti di gestione piuttosto innovativi per i tempi. Pietro è uno dei pionieri dell’allevamento dei bovini di Razza Piemontese di qualità e tra i primi ad aderire alle associazioni di Tutela. Partendo da due capi, con gli anni, arriva ad averne novanta. Raggiungendo traguardi prestigiosi: alcuni animali, infatti, vengono esportati in Inghilterra, Irlanda e Stati Uniti e un paio di tori sono iscritti al Libro Genealogico Anaborapi per la fecondazione artificiale.

Le giornate di terreno passano da dieci a quaranta. La famiglia coltiva fragole, si occupa dei castagneti secolari e produce il fieno necessario a nutrire gli animali. I quattro figli - Marilena del 1948, Carla del 1950, Lorenzo del 1952 e Giovanni Battista del 1958 - danno una mano quando sono più piccoli, ma poi scelgono altre strade lavorative.

Però nel 1985 giungono i rinforzi. Franca si sposa con Giovanni Battista ed entra in azienda. L’attività affronta altri cambiamenti. Nel 1990, per problemi logistici, i bovini vengono sostituiti dall’allevamento di conigli. E a livello di coltivazioni si producono piccoli frutti, fagiolini e zucchine. Nel 2012 Pietro lascia l’esistenza terrena e Franca prende in mano la struttura rurale. Marco e Luca, anche durante il periodo scolastico, aiutano il nonno e, dopo, la mamma. Al termine degli studi fanno il loro ingresso da coadiuvanti.

Nel corso degli anni i terreni aumentano fino alle attuali 120 giornate, di cui una sessantina in proprietà. Nel 2016 viene abbandonato il settore cunicolo, in quanto non consente più di ottenere un reddito sostenibile, per puntare nuovamente sull’allevamento delle mucche di Razza Piemontese. L’attività parte ancora con due animali come il nonno e adesso conta una trentina di fattrici. Sul fronte colture si piantano i fagioli, ma la scarsa presenza di acqua nella zona durante il periodo estivo, pur con la disponibilità di tre invasi costruiti negli anni, costringe a tentare altre strade. Mettendo in campo il peperone con il marchio Cuneo.

Il 2018 è l’anno dell’ultima svolta. Marco e Luca diventano titolari dell’azienda e la madre Franca rende disponibile la propria esperienza come coadiuvante. Anche se continua ad essere sempre lei il motore trainante del lavoro. “Abbiamo vissuto diverse trasformazioni - spiega Franca - e poi c’è stato l’ingresso dei figli che ha rappresentato una scommessa per il futuro. Io starò al loro fianco. Sulla scelta fatta in passato non mi sono pentita. Anzi, se potessi tornare indietro lo farei solo per ripetere totalmente lo stesso percorso”.

E Luca e Marco? “La decisione di rimanere in azienda - rispondono - è stata dettata dalla passione per il mestiere trasmessaci dal nonno e dalla mamma. Abbiamo sempre dato una mano a loro e il passo è stato naturale. Questo lavoro ci è sempre piaciuto”.

Nell’organizzazione aziendale mamma Franca si occupa di tutto, Luca segue le lavorazioni nei campi e la parte commerciale, Marco cura la produzione di peperoni e castagne e l’allevamento. Su quest’ultimo aspetto si è specializzato effettuando un corso per la fecondazione artificiale delle mucche.   

L’ALLEVAMENTO DI MUCCHE PIEMONTESI, LE COLTURE E LA VENDITA

Delle 120 giornate disponibili, 54 sono coltivate a prato stabile: quelle più vicine alla sede dell’azienda per consentire il pascolo delle mucche durante la bella stagione e le più lontane per produrre il fieno da nutrirle nel periodo invernale. L’alimentazione è integrata dal mangime certificato e il cui dosaggio è sottoposto al controllo da parte di un tecnico esperto del settore. L’allevamento è costituito da una trentina di fattrici. I vitelli nati dalle mucche, dopo la fase iniziale di allattamento, li acquistano gli allevatori del circuito di qualità Coalvi che, a loro volta, li ingrassano.

In sei giornate di terreno avviene l’avvicendamento erboso per realizzare la rotazione dei terreni. Altre 40 giornate le occupano i castagneti storici. La produzione maggiore riguarda il prestigioso Marrone di Chiusa Pesio. Il resto è costituito dal bosco nel quale si raccolgono buone quantità di funghi.

Una piccola parte di campi, accanto alla sede della fratelli Becotto, viene coltivata a peperoni con il marchio Cuneo. Quindi, un altro prodotto di estrema qualità. La coltura è ottenuta in nove serre di 300 metri ciascuna. In totale cinquemila piantine, irrigate con il sistema a goccia. Inoltre, il materiale derivante dalla potatura dei castagni è tagliato e, poi, lavorato in azienda per diventare legna da ardere. I peperoni, le castagne e la legna vanno a finire ai grossisti e in parte vengono smerciati nella struttura rurale di Regione Cavanero.  

QUALITA’ E SICUREZZA ALIMENTARE: I PALLINI DELL’AZIENDA

Franca, Luca e Marco: “Le mucche sono iscritte al Libro Genealogico della Razza Piemontese. Un’altra caratteristica qualitativa è data dal benessere animale al quale teniamo molto. I capi si muovono parecchio e questo li fa star bene. D’estate possono pascolare liberamente durante il giorno e di sera, così come nel periodo invernale, tornare in stalla dove hanno ampi spazi per riposare. La lettiera è in parte ottenuta con le foglie dei castagni raccolte al termine della stagione produttiva. Inoltre, la fecondazione viene effettuata utilizzando il seme del toro giudicato migliore, dal punto di vista genetico, per quella fattrice. Tutto ciò, con i tanti e rigorosi controlli ci consentono di garantire la qualità e la sicurezza alimentare: i nostri pallini da sempre”.

Le castagne? “Le piante si trovano in ambienti senza alcun tipo di inquinamento. Quindi, i frutti sono naturali. La concimazione la effettuiamo usando il nostro letame. La potatura avviene con il metodo tree climbing di arrampicata sull’albero, mentre la pulizia dei terreni è curata attraverso le trinciature periodiche. Possiamo dire che il Marrone di Chiusa Pesio ottenuto è di altissima qualità.   

I peperoni? “Innanzitutto abbiamo scelto quello con il marchio Cuneo perché cercavamo, già in partenza, un prodotto eccellente. La coltivazione in serra rappresenta un buon metodo di protezione rispetto ai fattori esterni. Inoltre, pur non avendo la certificazione biologica, utilizziamo alcuni metodi del bio. Come gli insetti utili per combattere quelli dannosi. Di conseguenza, il prodotto è indenne da contaminazioni chimiche”.

Anche l’irrigazione a goccia contribuisce ad ottenere dei buoni risultati? “Certamente, in quanto forniamo il nutrimento alla coltura solo quando serve. Per raggiungere l’obiettivo abbiamo costruito tre invasi dove raccogliamo l’acqua di alcune sorgenti e quella del Consorzio Irriguo della zona che spetta al terreno dell’azienda. Un investimento oneroso. Ma dalle nostre parti è l’unico sistema per irrigare in quanto l’acqua è davvero scarsa. E, spesso, in piena estate anche le vasche sono a secco. Allora ci tocca recuperarla con le autobotti. Il peperone, però, rispetto al fagiolo, nel periodo più caldo ne richiede di meno. Per questo motivo abbiamo scelto quella coltura”.         

DUE SISTEMI INNOVATIVI PER OTTENERE LE MIGLIORI CONDIZIONI DI FECONDAZIONE E DI PARTO DELLE FATTRICI  

“Abbiamo anche investito parecchio - affermano Franca, Luca e Marco - sul metodo sensehub. In pratica le mucche in età riproduttiva sono dotate di un radiocollare numerato che effettua il monitoraggio del loro stato di salute, registra gli eventuali problemi e individua i capi in calore indicando il momento ideale per fecondarli”.

I dati vengono inviati a un sistema informatico. L’ora giusta per fecondare arriva, attraverso un messaggio, al cellulare di Marco che ha il compito di attivare l’intervento. I risultati ottenuti sono eccellenti, in quanto è un’operazione programmata e non un metodo basato, come un tempo, sull’esperienza dell’allevatore.

Inoltre, l’azienda utilizza un altro sistema che consente di migliorare nel modo maggiore possibile le condizioni del parto e il periodo successivo alla nascita del vitello. Le fattrici vengono collocate in appositi box dotati di telecamere che sorvegliano 24 ore su 24 lo stato di salute degli animali. Le immagini sono spedite al computer aziendale e ai telefoni dei titolari. Pure questo significa qualità.  

IL PROGETTO CASTAGNO

Per quanto riguarda il Marrone la qualità viene anche ottenuta attraverso un progetto al quale la fratelli Becotto e altre aziende del territorio collaborano. Lo ha realizzato il Comune di Chiusa Pesio, su iniziativa dell’attuale sindaco Claudio Baudino, quando era assessore all’Agricoltura della precedente Amministrazione municipale, insieme al Centro Regionale di Castanicoltura, che si trova all’interno del vivaio Gambarello della zona,  e il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari-Università degli Studi di Torino con il supporto di Maria Gabriella Mellano e Gabriele Beccaro.

In pratica, dopo la mappatura genetica delle piante, oggetto di una tesi di laurea di Alessandro Tomatis, le potature vengono pianificate scientificamente usando la tecnica del tree climbing di arrampicata sugli alberi. A cui si aggiunge la disinfezione della parte tagliata. Grazie a questo metodo si ottengono maggiori qualità e quantità delle produzioni. In più, il progetto prevede la valorizzazione e la promozione del Marrone di Chiusa Pesio che le prime testimonianze scritte danno già presente in zona alla fine del XII secolo e del quale sono sempre state apprezzate le dimensioni più grandi rispetto alle castagne normali e le caratteristiche di dolcezza e di bontà tali da essere molto ricercato.  

SODDISFAZIONI E PROBLEMI

“Le soddisfazioni - dicono Franca, Luca e Marco - sono tantissime. Siamo partiti con una scommessa e adesso stiamo crescendo e iniziamo a vedere dei risultati concreti. Ci sono persone che vengono in azienda a comprare peperoni e castagne e già li prenotano per l’anno successivo perché sono sempre stati contenti di quanto hanno acquistato. Questo ci gratifica molto. I problemi sono soprattutto la mancanza di acqua che non consente di coltivare determinati prodotti e la difficoltà a reperire terreni fertili a un prezzo non troppo oneroso. A questo si aggiunge la burocrazia. Siamo subissati dalle incombenze. Ci vuole una persona che le segua tutte e diventa un percorso complicato da gestire. Bisognerebbe proprio diminuirle”.  

LE PROSPETTIVE FUTURE

Franca, Luca e Marco: “Ampliare la gamma dell’ortofrutta da smerciare e arrivare ad almeno cento fattrici. Anche perché ci piacerebbe non privarci più dei vitelli piccoli, ma ingrassarli noi, farli macellare da un laboratorio esterno e vendere la carne in azienda con il nostro marchio. Ci stiamo pensando. Per l’ingrasso abbiamo già a disposizione un capannone da attrezzare allo scopo. Al momento, però, dobbiamo reperire le risorse necessarie per sistemarlo”.       

Al termine della chiacchierata con Franca, Luca e Marco viene spontaneo chiedere perché le persone dovrebbero comprare i loro prodotti. Rispondono: “Perché vendiamo solo quanto acquisteremmo anche noi”.

In effetti, la cura dedicata alle colture e agli animali ne fanno un’azienda modello incastonata in un luogo dove la natura offre meraviglie incantevoli. A cui si aggiungono i rigidi controlli e i metodi innovativi per migliorare sempre di più la qualità e la sicurezza alimentare offerta ai consumatori.                    

Sergio Peirone

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