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Attualità | 23 ottobre 2019, 12:15

Fermata del bus e parcheggi da decenni sorgono su un terreno privato: il Comune di Sanfront acquista un’area di sosta al confine con Paesana

Si tratta di uno dei tanti casi che, ciclicamente, vengono alla luce. Una questione di cui si parla dal 1999, e che ora finalmente vede una risoluzione. Il terreno – 604 metri quadrati di superficie – periziato in 3mila euro. Si pensa già alle migliorie da apportare all’area

L'area acquistata dal Comune di Sanfront

L'area acquistata dal Comune di Sanfront

Di questi casi ve ne sono davvero a bizzeffe.

Terreni privati usati, per decenni se non secoli, come se fossero pubblici. Situazioni createsi, in passato, magari in virtù di accordi verbali, un tempo stretti tra proprietari e amministratori, ma mai ufficializzati con atti ufficiali o rogiti notarili.

Ne è un esempio il caso portato lunedì sera in Consiglio comunale a Sanfront, in Valle Po.

Qui, lungo la provinciale 26, nel tratto che risale a Paesana, v’è un terreno, in parte adibito a piazzola ed in parte prato. Si tratta dell’area di fronte alla pizzeria “Il Boschetto”.

Dove attualmente sorge una fermata degli autobus del trasporto pubblico locale e dove, negli anni, sono stati posizionati – senza titolo – i bidoni per il servizio (pubblico) di raccolta rifiuti. Un’area che, quotidianamente, viene utilizzata anche come parcheggio, sia per auto (specialmente degli utenti che poi salgono sul bus) che per i mezzi pesanti, diretti allo stabilimento dell’Acqua Eva di Paesana.

I camionisti infatti, spesso scelgono il terreno come “area di sosta” per le pause, notturne e non.

Ma il “fazzoletto” di terra, di 604 metri quadrati di dimensione”, ha un proprietario, privato: la signora Paola Demaria.

La proprietà, alla luce del fatto che la piazzola da tempo immemore viene sfruttata come “patrimonio pubblico”, da anni chiede di poterla vendere al Comune.

Una questione vecchia di vent’anni: “Se ne parla dal 1999: – ha detto in Consiglio il sindaco Emidio Meironei proprietari non hanno mai usufruito del terreno, sempre utilizzato a uso pubblico. Riteniamo che sia una situazione da sistemare, a cui metter mano, anche perché la signora Demaria ha scritto più volte in Comune”.

L’ultima missiva della proprietà risale al 30 gennaio 2017.

A distanza di oltre due anni, i 604 metri quadrati di terreno, che comprendono sia il piazzale che una fascia di prato con castagneti da frutto, sono stati periziati dai tecnici: 3mila euro il valore stabilito, e accettato dalla proprietaria.

Con l’acquisto – ha specificato il sindaco – l’Amministrazione comunale può disporre del terreno totalmente a fini pubblici. Possiamo pensare di intervenire, con lavori che ne rendano migliore la fruizione, anche in termini di sicurezza”.

Per il Comune si tratta di un acquisto “indispensabile e indilazionabile”: “Una piccola cosa – ha ancora detto il primo cittadino - ma ne sono contento”.

Dall’opposizione, presente all’ultimo Consiglio con Alessio Brondino e Simone Dossetto, è giunta una “piccola puntualizzazione: giusto acquistare l’area – hanno detto i consiglieri – ma non ci si fermi qui. Pensiamo anche ad una valorizzazione, per far sì che chi prende il pullman non scenda nelle pozzanghere. Ascoltando però le parole del sindaco pensiamo sia già nelle vostre intenzioni”.

L’area – ha specificato il consigliere comunale Laura Borsetti – potrebbe anche esser scelta dall’Associazione Vesulus come “punto di ritrovo” (e di promozione) per i visitatori che devono recarsi a Balma Boves.

Ad oggi, infatti, gli operatori turistici registrano la mancanza di un punto di facile individuazione da fornire alle comitive. Si sta già pensando anche al posizionamento di panchine e di ripari per chi attende il pullman, così come ad un’asfaltatura del parcheggio.

Nicolò Bertola

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